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Le siciliane, di Giacomo Pilati

 
Giacomo Pilati, Le siciliane. Storie vere
Giacomo Pilati, Le siciliane. Storie vere
Giacomo Pilati, Le siciliane. Storie vere

 
Scheda del libro
 

Autore: Giacomo Pilati
 
Titolo: Le siciliane. Storie vere
 
Casa editrice: Di Girolamo
 
Anno: 2014
 
ISBN: 978-88-97050-29-2
 
Pagine: 216
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Il sottotitolo è “Storie vere”: un piccolo libro potente, che ci trasporta in una serie di esperienze da cui è impossibile non trarre riflessioni e insegnamenti.

Aspetti negativi


Una lettura forte, un viaggio fra emozioni contrastanti. Certe volte viene da chiedersi: “Ma perché la Sicilia è così?” E non puoi che amarla incondizionatamente.


In sintesi

Le siciliane di Giacomo Pilati è uno studio su come vivono e rappresentano la Sicilia alcune donne che si raccontano in prima persona, senza infingimenti.

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Posted mercoledì, 20 Agosto 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Giacomo Pilati, Le siciliane. Storie vere“Gli uomini credono che tutto sia destino. Le donne pensano che il destino si può cambiare”. Scrive Marcello Sorgi nella prefazione del volume di Giacomo Pilati dal titolo Le siciliane. Il libro, nell’esergo è dedicato al compianto Salvatore Coppola, editore e gigante, che per primo ha creduto e pubblicato l’opera nel 1998, per poi rilanciarla nel 2008 con nuovi nomi.

Quella presentata dai tipi della Di Girolamo, è la visione finale e globale di uno studio su come vivono e rappresentano l’Isola alcune donne che si raccontano all’autore, in prima persona, senza infingimenti. Nella terra che nell’immaginario coincide con la mafia, le fujtine, la gelosia ossessiva, l’onore e le fimmine velate di nero, ridotte al silenzio e al lavoro nelle retrovie, le donne vivono un coraggio senza esibizione, un coraggio necessario e inevitabile, come il pane, inesorabile come il patrimonio del DNA.

“A venticinque anni ho scoperto di essere la figlia di un mafioso. E mi è crollato il mondo addosso” racconta l’incipit del capitolo dedicato a Maria Saladino, alle prese con l’amore filiale verso un padre dalla personalità controversa. “Mai però l’ho sentito pentirsi del suo passato. E questo mi faceva male. Ma coi fatti aveva cambiato vita. E questo mi consolava. Mi aiutava ad amarlo”. “Tutti devono sapere – dice Margherita Asta. – Tutti devono imparare a odiare a mafia”.

“Quando ho saputo cosa era successo a Peppino – così si racconta a Giacomo Pilati, la mamma di Peppino Impastato, Felicia –, mi sono sentita la casa crollarmi addosso. Mi è venuto un nodo al petto. Sono riuscita solo a fare un urlo. Come un animale ferito. E poi basta. Per due giorni non ho parlato”.

Una terra, la Sicilia, che mette continuamente in scena se stessa, dice Emma Dante: “Le tavolate, a casa mia, erano soprattutto teatro. Questa è una città dove gli usi e i costumi della gente sono già spettacolo e la gente parla come se fosse sopra un palcoscenico, con i dialoghi di una sceneggiatura buttata giù come la pasta. In queste fantasmagoriche conviviali si litigava, si faceva pace, ci si appassionava”.

Si legge in fretta, con curiosità, il lettore ritrova piani molteplici, la confidenza emotiva delle chiacchiere fra donne, il piglio del giornalista di Pilati, la vitalità sotterranea di una terra ipnotica. Fra i nomi quello di Letizia Battaglia, Angela Lanza, Sonia Alfano, Pian Maisano Grassi, Maria Guccione. Storie intrise di energia e di desiderio di condivisione, della forza generatrice e materna della parola. “Credo che ognuno di noi abbia una funzione nella vita – spiega la scrittrice e cantautrice Marilena Monti –. La mia è quella di raccontare”.




Daniela Gambino

 


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