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Smamma, di Valentina Diana

 
Valentina Diana, Smamma
Valentina Diana, Smamma
Valentina Diana, Smamma

 
Scheda del libro
 

Autore: Valentina Diana
 
Titolo: Smamma
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2014
 
ISBN: 9788806217990
 
Pagine: 240
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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20 total ratings

 

Aspetti positivi


Lo stile è diretto e divertente. Il contenuto realistico e coinvolgente.

Aspetti negativi


A volte le reiterazioni di certi concetti possono risultare un po’ pesanti.


In sintesi

Lo sfogo di una madre alle prese con il figlio sedicenne, indolente e un po’ alieno. Con ironia, onestà e tenerezza, l’autrice si mette in discussione. E cerca di superare il tipico e disastroso impasse generazionale.

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Posted lunedì, 24 Marzo 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Valentina Diana, SmammaConvivere con un figlio adolescente è dura e adesso va di moda lamentarsene per iscritto, con un piccolo memoir. Ci ha pensato Michele Serra con Gli sdraiati e l’ha fatto anche Valentina Diana, in maniera molto più vera e coinvolgente, con Smamma.

Se leggendo Serra viene da parteggiare decisamente con il ragazzo ribelle, questo libro invece riesce a rendere accattivanti entrambi i protagonisti. La madre, che non sa da che parte sbattere la testa per superare la crisi, e il sedicenne che tenta di conquistare la sua autonomia. Chi legge Smamma prova empatia per entrambi e mangia le pagine, sperando che i due antagonisti trovino alla fine un accordo, che si arrivi a un armistizio. Anche, se già dalla quarta di copertina, l’autrice non illude il lettore: “Non c’è lieto fine nel rapporto fra una madre e il figlio adolescente, – ha detto Gi mentre girava lo zucchero nella tazzina. – Il lieto fine è la fine dell’adolescenza”.

In Smamma l’armonia del focolare domestico è avvelenata dalle frizioni fra l’adolescente e il nuovo compagno della madre, dalla nonna invadente, dalla poca voglia di studiare, ma anche da differenze ideologiche che spaziano dalla politica all’ecologia. E il valore di questo romanzo è affrontare tutto con ironia, coerenza e semplicità.

Anche se l’adolescente problematico è 2.0, la madre protagonista di questa vicenda reagisce come hanno sempre fatto le donne per accapparrarsi le simpatie dei propri figli. Usa una strategia antica: cerca di prenderlo per la gola, cucinando quello che gli piace. Peccato che a volte si senta così inadeguata, anche come cuoca, da gettare tutto nel cassonetto dell’umido prima ancora di mettere in tavola. Per rabbonire e addomesticare l’adolescente ribelle questa mamma cerca di contenere la rabbia e si industria, provandole proprio tutte. Si iscrive a un corso per genitori difettosi, si rivolge direttamente a Dio con richieste lunghe e dettagliate, cerca connivenza negli insegnanti, finché stremata dagli insuccessi, arriva a scrivere direttamente a David Guetta, il DJ francese idolo del figlio.

Una donna così tenace merita di riuscire e qualche volta il miracolo può accadere. Perché nella convivenza con un adolescente ci sono i giorni belli e quelli brutti. E quando va bene si può anche rischiare di illudersi. Pensare di avere trovato, la chiave, il grimaldello che scardina finalmente la porta dell’incomprensione.

Sono stati giorni in cui camminavo a testa alta e salutavo tutti e tutti mi salutavano. Mi vestivo coi tacchi, mi mettevo la gonna, mi mettevo il rossetto e me ne andavo in giro a comprare il giornale, a fare la spesa, sorridevo… era tutto bello, era tutto semplice, perché avevo la chiave.
Pensavo così, in quei giorni in cui credevo che se fossi entrata in un cerchio e avessi alzato un poco le braccia Vitruvio e Leonardo avrebbero detto “Ferma, così, perfetta”




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.


2 Comments


  1.  
    roberto

    In quarta di copertina si legge: il primo libro di Valentina Diana.
    Speriamo sia anche l’ultimo.
    Ho letto raramente un libro così brutto.
    Roberto




  2.  

    La tua ironia mi ha divertito molto.
    Però mi dispiace per l’autrice.





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