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Snob, l’irresistibile romanzo di Julian Fellowes

 
Julian Fellowes, Snob
Julian Fellowes, Snob
Julian Fellowes, Snob

 
Scheda del libro
 

Autore: Julian Fellowes (traduzione di Maria Cristina Savioli)
 
Titolo: Snob
 
Casa editrice: Neri Pozza
 
Anno: 2005
 
ISBN: 9788854500112
 
Pagine: 349
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Lo stile sempre elegante, misurato, ironico al punto giusto; la brevità e la leggerezza, che lo rendono un libro scorrevole e gradevole.

Aspetti negativi


Pochi personaggi e alcune situazioni sono, forse volontariamente, banalizzati e ridotti a macchiette, il che toglie un po’ di naturalezza alla narrazione nel suo insieme.


In sintesi

In “Snob” Julia Fellowes racconta i codici, i rituali, le abitudini di un mondo ostinatamente chiuso in se stesso come quello della nobiltà inglese.

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Posted 6 Marzo 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Julian Fellowes, SnobLondra, fine anni novanta; Edith Lavery, figlia di un revisore di conti di origini ebraiche, riesce a superare le barriere sociali che la separano dalla upper class londinese e a conquistare e sposare l’aristocratico Charles, conte di Broughton e futuro marchese di Uckfield. Non sarà facile per Edith inserirsi appieno in un mondo, quello dell’aristocrazia inglese, estremamente chiuso in se stesso e poco propenso sia ai cambiamenti che all’ingresso di estranei, arricchiti e parvenu in primis.

La penna pungente di Julian Fellowes, celebre sceneggiatore di Gosford Park e dell’amatissima serie TV Downton Abbey, descrive con malcelata ironia le convenzioni sociali tipiche di questo mondo antiquato (leggendo il libro talvolta viene da chiedersi se non si è capito male, se è veramente ambientato negli anni novanta), fatto di tè, pranzi, battute di caccia, chiacchiere superficiali, nomignoli che solo chi ne fa parte ha il diritto di utilizzare; e naturalmente, caratterizzato da un’attenzione spasmodica alle apparenze.

Interessante anche la tematica del mondo del teatro, che, anche grazie alla voce narrante (un attore amico di Edith), vive in parallelo a quello dell’aristocrazia, non altrettanto patinato ma anch’esso indubbiamente caratterizzato da superficialità e finzione.

La genialità del libro, che a tratti ricorda molto Jane Austen, sta nel fatto che Fellowes evita accuratamente di assumere atteggiamenti dispregiativi e di scadere in una semplice messa in ridicolo dei personaggi e delle loro (assurde) abitudini sociali: ogni personaggio, ad esempio, è caratterizzato da un certo spessore e complessità, evitando così, nella maggior parte dei casi, una facile riduzione a macchiette. L’ironia che permea tutto il romanzo è sempre elegante e mai giudicante o eccessivamente severa. Questo è probabilmente dovuto anche al fatto che essa non risparmia nessuno, nemmeno la borghese e un po’ superficiale Edith, che a tratti sembra un po’ una madame Bovary senza arsenico, annoiata da un marito poco interessante ma dotata più di senso pratico che di romanticismo.




Eleonora Cocola

 
Laureata in Lettere Moderne, vivo a Milano dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Amante dei libri fin da bambina, la letteratura e l'arte (specie il teatro, che pratico come attrice amatoriale) sono da sempre le mie più grandi passioni.


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