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Sulla boxe, di Joyce Carol Oates

 
Joyce Carol Oates, Sulla boxe
Joyce Carol Oates, Sulla boxe
Joyce Carol Oates, Sulla boxe

 
Scheda del libro
 

Autore: Joyce Carol Oates (traduzione di Leonardo Marcello Pignataro)
 
Titolo: Sulla boxe
 
Casa editrice: 66th and 2nd
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788898970100
 
Pagine: 244
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Grande qualità della scrittura, degna dei libri migliori di Joyce Carol Oates; ricostruzione storica accurata e profondità di analisi.

Aspetti negativi


Una certa ripetitività di concetti, causata dall’originaria appartenenza del materiale raccolto.


In sintesi

“Sulla boxe” è una raccolta di articoli di Joyce Carol Oates che, purtroppo, risente di una certa ripetitività dei concetti, vista la natura antologica.

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Posted martedì, 18 Agosto 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Joyce Carol Oates, Sulla boxeNon lasciatevi ingannare dal titolo del libro, Sulla boxe: in un certo senso è fuorviante, dal momento che induce il lettore a pensare che si tratti di un saggio monografico sulla boxe. Ebbene, non è così. Il volume rappresenta l’esito, non sempre felice per il lettore, di una sorta di astuto assemblaggio editoriale, che a essere onesti convince solo fino a un certo punto. Sì, perché il libro altro non è che la raccolta di saggi e articoli già apparsi in precedenza nell’arco di alcuni decenni. La presente edizione differisce dalle precedenti, pubblicate da altri editori, per la circostanza di includere cinque saggi, pubblicati in origine tra il 1998 e il 2005, di cui uno è dedicato a Mike Tyson, e gli altri a campioni e combattimenti dello scorso secolo.

Nulla di male, intendiamoci, a livello di marketing, specie considerando il peso commerciale di un’autrice come la bravissima e versatile Joyce Carol Oates. Tuttavia, i vari testi raccolti in Sulla boxe, provenienti come si è detto da varie epoche, sono affetti – e non potrebbe essere diversamente – da un vizio di fondo: la ripetitività.

Inevitabilmente l’autrice, com’è logico, ha più volte espresso il suo punto di vista sulla boxe e su certi personaggi. Accade dunque di ritrovare a più… riprese (!) nel libro reiterazioni di concetti e addirittura di frasi che alla lunga stancano e lasciano un po’ d’amaro in chi legge. Una cura maggiore nella selezione e nel riordino del materiale avrebbe evitato lo spiacevole inconveniente.

Dalla lettura dei vari contributi emerge con evidenza la grande passione dell’autrice per la boxe, instillatale in tenera età dal genitore.

La visione che Joyce Carol Oates ha di questo sport è particolare, non priva di luci e ombre: pur senza sottacere gli aspetti più negativi – la pericolosità, la violenza intrinseca, la scarsa trasparenza del sottobosco della boxe, l’atavica corruzione – Coates coglie il lato epico e la valenza di riscatto sociale che spesso assume per gli aspiranti campioni. In tal senso si spinge a suggerire una possibile quanto azzardata lettura in chiave metaforico-esistenziale del pugilato: l’incontro sul ring come una sorta di fatale allegoria dell’esistenza umana, destinata al trionfo o alla rovina, quando non alla morte, nel giro di pochi secondi, dopo il fatidico suono del “gong”.

Tuttavia affermare che “il testo immaginario sul cui sfondo viene messa in scena la boxe ha a che vedere con la difesa della vita umana; con la visione sacramentale della vita” rischia di apparire un’affermazione iperbolica, troppo mitizzante. Joyce Carol Oates suona più convincente quando definisce la boxe “primitiva, brutale, cruenta e pericolosa” e perciò “anacronistica, se non di fatto oscena, in una società che ha pretese di umanitarismo”.

Particolarmente curata la ricostruzione del contesto storico-sociale dei vari protagonisti del variegato e spesso torbido mondo della boxe, soprattutto quando l’autrice rivolge la sua attenzione a personaggi non troppo lontani nel tempo, come Cassius Clay – Muhammad Ali e il già citato Mike Tyson. Non è un caso che siano particolarmente riusciti i saggi dedicati a questi grandi e discussi campioni. Di Clay veniamo a scoprire molti aspetti poco noti ai più, come ad esempio la precisa natura e l’origine della grave infermità dalla quale è affetto da molti anni, oltre al suo pervicace impegno come attivista nel campo della lotta razziale.

Non meno approfondito il ritratto di Tyson, inficiato però da una certa accondiscendenza di Joyce Carol Oates nei confronti del campione nero. C’è da osservare che il saggio si riferisce ai primi, strepitosi anni di Tyson, quando il pugile sembrava destinato a una carriera tanto stellare quanto integerrima, dopo una difficile infanzia vissuta ai margini. Il che suona però fatalmente stonato e anacronistico, alla luce dei successivi eventi occorsi nella turbolenta vita del campione. In tal senso può apparire forzato, se non addirittura fuori luogo l’inserimento di tale testo.

Ad ogni modo, pur con le limitazioni di questa edizione, Sulla boxe è un libro importante per chi voglia tentare di avvicinarsi all’universo della boxe, nient’affatto facile da comprendere e rappresentare. Operazione quest’ultima che però Joyce Carol Oates riesce a compiere con la consueta, innegabile bravura. Del resto c’era forse da dubitarne?




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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