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Sylvia Plath, una poetessa non una suicida

 

 
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In sintesi

Linda Wagner-Martin ricostruisce la vita e il percorso artistico di Sylvia Plath con uno stile avvincente. La biografia edita da Castelvecchi, che oggi vi consiglio, ci restituisce una donna e una scrittrice a tutto tondo e non un mito confuso e consegnato alla storia solo dal suo suicidio. Un passo dopo l’altro entriamo nel mondo […]

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Postedlunedì, 11 febbraio 2013 by

 
La nostra recensione
 
 

Linda Wagner-Martin ricostruisce la vita e il percorso artistico di Sylvia Plath con uno stile avvincente. La biografia edita da Castelvecchi, che oggi vi consiglio, ci restituisce una donna e una scrittrice a tutto tondo e non un mito confuso e consegnato alla storia solo dal suo suicidio.

Un passo dopo l’altro entriamo nel mondo di Sylvia Plath da una prospettiva diversa dal solito: lontani dai luoghi comuni, dai discorsi centrati esclusivamente sulla sua malattia, impariamo a conoscerla come bambina, come persona, come ragazza immersa in un preciso momento storico e in un contesto sociale che la favorì davvero poco.

Sylvia si dibattè tutta la vita tra una certa percezione di sé e del proprio talento e il tentativo di reprimersi per meglio rispondere alle aspettative dei suoi genitori (due intellettuali di grande spessore e molto conosciuti). Presentò nelle lettere a sua madre e nelle sue relazioni con la gente un’immagine di sé che non corrispondeva assolutamente alla realtà e a volte addirittura occultava la sua sofferenza interiore. Si dibatté sempre tra questo continuo tentativo di non emergere e di non creare problemi a sua madre Aurelia e la voglia di distanziarsi da lei per comprendere a fondo la propria identità e lasciarla vivere.

Wagner-Martin, cita, tra gli altri, gli studi di Alice Miller:

Il suicidio è davvero… l’unico modo possibile per esprimere il vero io – a spese della vita stessa.

Il che mi ha riportato direttamente a un articolo letto un po’ di tempo fa in cui lo scrittore Ian McEwan racconta:

Philip Roth, quando cominciava a interessarsi a me come giovane scrittore, mi disse: “Devi scrivere come se i tuoi genitori fossero morti”.

Sylvia Plath, particolare della biografiaSolo che la Plath aveva alle sue spalle non solo l’ombra del padre, che morì quando era giovanissima, e di una madre anaffettiva, ma successivamente anche quella di un marito che la ridimensionava pesantemente. Aggiungiamo che nell’epoca in cui visse, era inaccettabile che una donna del suo spessore aspirasse a vivere della propria arte e che facesse maturare a tal punto il suo talento da surclassare quello degli uomini che la circondavano.

Più tardi, dopo la maternità, si ritrovò a combattere persino con suo marito, il cui atteggiamento le impediva di concentrarsi sulla scrittura. Il peso dei figli gravava solo su di lei.

Interessante l’analisi del contesto sociale e del peso che ebbe sulla poetessa nella percezione di sé e del proprio corpo. Negli anni Cinquanta andavano di moda donne filiformi. La Plath, alta un metro e settanta, non si sformò neanche a causa dei pesanti trattamenti medici che le vennero imposti dopo il tentato suicidio.

Persino in gravidanza venne descritta come attraente. Eppure nei suoi versi l’immagine che ha del proprio corpo è distorta. Si percepisce, ancora una volta, lontana da uno schema generale cui non le riesce di adeguarsi.

Per questo e altri motivi, leggere la biografia della Plath è stata un’esperienza a tratti inquietante. Non è poi strano sentire come prossimo il pensiero e l’animo di una scrittrice di molti anni fa. Scoprire però che, come donna, combatteva e a tratti soccombeva alle stesse pressioni e stereotipi con cui combattiamo noi oggi, è piuttosto sconfortante.

Nella seconda parte del saggio, Linda Wagner-Martin analizza i temi cari alla Plath, tra gli altri la maternità/sterilità, e la fortuna dei suoi scritti dopo la sua morte. Manipolati, occultati, eliminati a volte dal marito Ted Hughes, trovano di anno in anno sempre nuovi estimatori e difensori.

Se siete pronti a conoscere Sylvia, io vi consiglio vivamente di cominciare da qui e dalle sue opere.

Linda Wagner-Martin
Sylvia Plath
traduzione di Paola Pavesi
Castelvecchi, 2013
ISBN 9788876158346
pp. 234, € 22,00




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.


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