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Tu non sei un gadget, di Jaron Lanier

 
Jaron Lanier, Tu non sei un gadget
Jaron Lanier, Tu non sei un gadget
Jaron Lanier, Tu non sei un gadget

 
Scheda del libro
 

Autore: Jaron Lanier (traduzione di Marco Bertoli)
 
Titolo: Tu non sei un gadget. Perché dobbiamo impedire che la cultura digitale si impadronisca delle nostre vite
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2010
 
ISBN: 978880460193
 
Pagine: 256
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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In sintesi

Leggi la recensione del libro Tu non sei un gadget. Perché dobbiamo impedire che la cultura digitale si impadronisca delle nostre vite di Jaron Lanier.

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Posted 21 Novembre 2012 by

 
La nostra recensione
 
 
Jaron Lanier, Tu non sei un gadget

Jaron Lanier, Tu non sei un gadget

Non sono molti, i saggi di argomento tecno-sociologico, a lasciare davvero un segno: ricordo ad esempio Essere Digitali di Nicholas Negroponte, La Coda Lunga di Chris Anderson e Cultura Convergente di Henry Jenkins. A questi titoli non posso però non affiancare, sia pure idealmente, il libro di Jaron Lanier, Tu non sei un gadget, che a suo tempo lessi nell’edizione in lingua inglese su ebook, ma che è stato poi meritoriamente pubblicato da Mondadori nell’ottima traduzione di Marco Bertoli.

Tu non sei un gadget

Lanier, pioniere della realtà virtuale e più in generale dell’informatica tout court, si occupa da molti anni delle complesse interazioni esistenti tra la computer science e medicina, fisica, neuroscienza e… musica! Sì, amici, avete letto bene, perché l’autore, che nel suo saggio muove una critica serrata a ciò che nel tempo – dal suo personalissimo e certo poco “politically correct” punto di vista, beninteso – sarebbero divenuti oggi il Web e l’informatica di massa, cita come esempio degenerativo proprio lo standard MIDI, che, soggetto com’è al deleterio fenomeno del cosiddetto lock-in, impedirebbe di fatto ulteriori sviluppi nel campo dell’informatica applicata al mondo musicale.

Non solo. Perfino il concetto di file rappresenterebbe secondo Lanier una forzatura delle originarie impalcature “teoretiche”.

Colpisce l’atteggiamento dell’autore, che non a caso da qualcuno è stato etichettato persino come neo luddista: apparentemente il saggio sembra voler smontare l’entusiasmo e la fiducia riposti, forse ciecamente – è questa una delle chiavi di lettura del volume – nel modello del Web 2.0 e nella filosofia open source. Eppure, a ben guardare, la critica non è tesa a svalutare l’innegabile valore della Rete e delle tecnologie ad esso connesse. Al contrario, punta a rivalutare l’importanza del fattore umano, troppo spesso svilito, a tutto vantaggio di una concezione pressoché super umana del Web.

Non a caso Lanier evidenzia la pratica, diffusissima e ormai ampiamente accettata, benché paradossale e sottilmente inquietante, che fa sì che i nostri testi vengano letti, distribuiti e asseverati in Rete da software progettati ad hoc, piuttosto che da reali lettori umani. Il che, va da sé, potrebbe condurre – e forse anzi è già accaduto – a una pericolosa omologazione di contenuti, derivante dalla natura del trattamento che essi già oggi subiscono per mano – si fa per dire – di entità astratte, ma particolarmente pervasive quali il “Moloch” Google o gli onnipresenti Facebook e Twitter.

Per sfuggire a un simile scenario, dovremmo, propone l’autore, sforzarci di ponderare al meglio i nostri comportamenti personali. Facile a dirsi, ma come fare, in pratica? Evitando ad esempio il ricorso all’anonimato nei nostri interventi su siti web, blog e social network, per evitare di essere assimilati, sotto forma di anonimi byte, a un generico flusso di frammenti digitali, destinati a essere ulteriormente ruminati e rimaneggiati da altri, forse altrettanto anonimi, ma non per questo meno dannosi quanto agli effetti finali, soggetti.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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