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Una morte perfetta: quarto episodio di… una trilogia!

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Angela Marsons (traduzione di Erica Farsetti e Clara Nubile)
 
Titolo: Una morte perfetta
 
Casa editrice: Newton Compton
 
Anno: 2018
 
ISBN: 9788822721235
 
Pagine: 384
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Una storia interessante, un buon ritmo, una mescolanza tra giallo e thriller che ci rende partecipi delle indagini.

Aspetti negativi


La voce narrante dell’assassino, inizialmente lascia dubbiosi perché troppo descrittiva. Non paiono riflessioni personali ma informazioni per i lettori.


In sintesi

Una morte perfetta è il quarto romanzo di Angela Marsons: segui le indagini di Kim Stone e scopri alcuni aspetti di questo giallo dal buon ritmo.

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Posted venerdì, 31 agosto 2018 by

 
La nostra recensione
 
 
Angela Marsons, Una morte perfetta

Angela Marsons, Una morte perfetta

Una morte perfetta (Nuova Narrativa Newton), è la nuova storia di Angela Marsons, della quale abbiamo letto i precedenti Urla nel silenzio, Il gioco del male, La ragazza scomparsa, tre romanzi che ci avevano fatto pensare a una trilogia dell’autrice. Invece troviamo ancora Kim Stone, la detective trentacinquenne – età che in realtà aveva nel primo romanzo di questa serie – protagonista di un nuovo caso da risolvere, affiancata ancora una volta dal componente della sua squadra che più la completa, Bryant. «Era la voce della ragione: la sua natura prudente imponeva alla squadra di agire secondo le regole, e lei era d’accordo».

La fattoria dei corpi, il luogo ideale per una morte perfetta

Fin dalle prime pagine, ci si ritrova immersi nell’azione. Un’azione di polizia naturalmente, ma combattere un giro di prostituzione diverrà ben presto normale routine, nel momento in cui Kim e i suoi fedeli collaboratori varcheranno la soglia di un luogo particolare. «Ufficialmente siamo classificati come un istituto di ricerca specializzato in antropologia forense e discipline correlate», annunciò il professore. «Più comunemente, l’istituto è conosciuto come una “fattoria dei corpi”».

Un luogo di scienza, sì, ma quando necessario anche aiuto per la polizia: quante cose ha da raccontare, un corpo? Indagini in corso, altre archiviate ma con il beneficio del dubbio… Un centro di ricerca in cui, grazie a donazioni di familiari o volontà individuali espresse in un testamento, si possono ottenere risposte importanti.

Un cadavere di troppo

Ma, là dove tanti sono i corpi privi di vita, se ne trova uno che non è stato donato, una donna che niente ha a che fare con gli esperimenti della scienza. Il viso è irriconoscibile e mostra segni di percosse.

Tutto comincia: identificazione, luogo del ritrovamento, possibili sospetti, movente.

Altre cose accadono, e tutto lascia pensare che si sia al cospetto di un killer seriale, dunque la corsa contro il tempo guida Kim e i suoi collaboratori, i quali cercano di comprendere – indizio dopo indizio – chi si cela dietro crimini efferati.

Se l’assassino si racconta

In Una morte perfetta due sono i piani di narrazione: uno, in terza persona, racconta in modo imparziale la vicenda approfondendo lati caratteriali dei protagonisti o del loro vissuto. L’altro è invece in prima persona: è l’assassino, a raccontarsi attraverso una serie di riflessioni su azioni e intenzioni, con escursioni nel passato.

Quest’ultimo piano narrativo però, in particolare all’inizio del romanzo, in alcuni passaggi appare poco realistico poiché non vi è naturalezza in quelle meditazioni nel momento in cui sono troppo descrittive. È ovvio che ci sono necessarie per conoscere la personalità di chi parla, la sua storia, ma in diversi passaggi iniziali pare che l’assassino stia comunicando informazioni al lettore e non riflettendo tra sé e sé. Con qualche piccolo accorgimento da parte dell’autrice, non avremmo avuto limiti alla tensione.

Il piacere di conoscere debolezze in un eroe

Questo genere di romanzo, ha sempre dei denominatori comuni: il detective rude dal cuore tenero, un amore mal vissuto o “incompiuto”, un team in cui un elemento completa il o la protagonista, qualche scheletro nell’armadio e così via. In tutto questo, è comunque sempre piacevole trovare debolezze nell’eroe o nell’eroina del caso, a rendere il personaggio più umano.

Era sveglia, ma il suo stomaco era in subbuglio. L’ansia vorticava dentro di lei come un tornado, arrivando al cuore e ai polmoni. Ogni tanto, sentiva il bisogno di fare un respiro profondo, per cercare di calmarsi. A volte, le palpitazioni le causavano un leggero capogiro. Stava imparando a concentrarsi su di sé. A guardare oltre la paura. A scavalcarla, ad attendere che passasse, invece di reagire. L’aspetto peggiore era che non sapeva di cosa avesse paura. Be’, a parte di tutto. Aveva paura che non avrebbe mai scoperto chi era.

Conoscere l’assassino

Interessante l’approfondimento della natura dello psicopatico e delle sue spinte motivazionali. Angela Marsons guida la sua Kim nei meandri della natura umana, tra follie e radici, per aiutarci a comprendere ciò che può esserci dietro azioni terribili. Certo, non a giustificarle, ma a trovare una “ragione”, scavando nella logica e nella psicologia di un serial killer. Di sicuro non parteggerete per l’assassino, ma lo conoscerete più a fondo.

Dopo Una morte perfetta, l’ora del tè avrà un sapore differente. È una promessa! O… una minaccia.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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