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Una storia quasi perfetta, di Mariapia Veladiano

 
Mariapia Veladiano, Una storia quasi perfetta
Mariapia Veladiano, Una storia quasi perfetta
Mariapia Veladiano, Una storia quasi perfetta

 
Scheda del libro
 

Autore: Mariapia Veladiano
 
Titolo: Una storia quasi perfetta
 
Casa editrice: Guanda
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788823513242
 
Pagine: 237
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Suggestive descrizioni che avvolgono, una efficace rappresentazione della psicologia dei personaggi, poesia in molti passaggi, frasi che possono essere considerate aforismi.

Aspetti negativi


Una partenza lenta, che non avvince, e rischia di non indurre a proseguire. Inoltre, si incontrano qua e là lunghi periodi privi di punteggiatura che affaticano e rallentano la lettura.


In sintesi

Mariapia Veladiano racconta, con descrizioni suggestive, una storia d’amore e di seduzione nel romanzo Una storia quasi perfetta.

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Posted 4 Aprile 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Mariapia Veladiano, Una storia quasi perfetta

Mariapia Veladiano, Una storia quasi perfetta

Una storia quasi perfetta è il nuovo romanzo di Maria Pia Veladiano, autrice che vanta numerosi e prestigiosi premi, apprezzata dalla critica e dai lettori. Pubblicato da Ugo Guanda Editore, il romanzo appare subito contornato da fiori che illuminano, cespugli che completano, rami che abbracciano, foglie che oscillano, piante che respirano, siepi che riparano (o nascondono?). Poesia e suggestioni tra le righe odorose di colori: a olio, a tempera, e i pastelli a cera o i gessetti variopinti. Tutto profuma, tutto arriva ai nostri sensi dalle pagine, anche quel penetrante odore di lavanda mescolata – sotto forma di olii essenziali – all’olio di lino.

Bianca è una giovane donna riservata, di poche parole e di grande talento artistico, che si circonda di colore ma che veste solo capi bianchi o verdi o blu. Neppure trentenne, solitaria, una ferita rimarginata e un figlio di otto anni, balsamo curativo dalla vivace intelligenza.

Poi c’è “lui”, nella storia non ha diritto neppure a un nome perché troppo abile nelle sue assenze e nei suoi ritorni, seduttore dalle molte donne e dai pochi sentimenti, professionista scaltro che sa ben usare strategie non solo sul lavoro.

Un incontro, la sete dell’uomo di stipulare un vantaggioso contratto con la donna che troppo bene sa disegnare acqua e fiori, che sa farli rivivere sui tessuti e che di certo darà una svolta alla sua azienda.

“Non mi piacciono i fiori recisi. Sento il colpo della forbice e il lento morire. In questo caso l’acqua è un inganno, solo un ritardare la fine”. Una donna ammaliante, dignitosa, profonda, che lo incanta perché “lei è unica. Non sa fare niente meno che benissimo”.

La storia tra i due nasce inevitabilmente, con lei che spera in “un tuffo in acque amiche” e lui che usa l’arte delle parole, di certo affascinato dalla sua personalità così diversa rispetto alle altre donne conosciute in precedenza. Ma non basta. Non basterà. Non a lui, che fugge sempre quando il tempo rischia di trasformare un incontro in qualcosa di più o di meglio.

Il romanzo Una storia quasi perfetta parte lento, impregnato di una pacatezza che rischia di apparire sonnacchiosa; tuttavia quasi all’improvviso decolla grazie alle aspettative che l’autrice è brava a creare nel lettore. C’è un momento in cui qualcosa stride, un passaggio che pare quasi incoerente rispetto all’immagine che viene data di Bianca, così di poche parole: tutto quel raccontarsi senza “prudenza né misura” della prima sera a cena, un poco lascia perplessi e ci giunge inaspettato, ma comprendiamo che quell’improvviso segnale di apertura è voluto, e rappresenta la resa di una donna che “vuole ignorare il momento in cui i sensi taceranno in coro”.

Bianca, nonostante esperienze che hanno lasciato il segno, non vuole sentirsi mutilata dalla paura, perché “La paura si prende tutta la vita e non si sa cosa fare della propria vita, la paura è perfetta. La riempie di sé. Ma che vita è?” si domanda.

Sono tante, le pagine in cui si resta incantati dal calore delle descrizioni…

Sì, la luce della neve. Ho cercato il colore della neve, ma la neve ha mille colori, uno per ogni giorno in cui cade, per ogni luogo che copre, per ogni foglia che la sostiene. La neve raccoglie il profumo del mondo dentro i suoi fiocchi e lo trasforma in luce sempre diversa. Per questo non si trova fine alle sue sfumature. Potrei passare la vita a disegnare la neve.

Quando il romanzo Una storia quasi perfetta finisce, ci restano addosso queste suggestioni ancor più della storia; il modo di raccontarla, di avvolgerla di sfumature esterne, di colori e immagini, di profumi e riflessioni la rendono unica, sebbene l’argomento possa rappresentare qualcosa di noto. In fondo, tutto ciò spiega al meglio che cosa sia il vero talento, che non è tanto il raccontare una storia originale, quanto trovare un modo originale di raccontare una storia. E Mariapia Veladiano, questo, lo sa fare molto bene.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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