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Urla nel silenzio, di Angela Marsons

 
Angela Marsons, Urla nel silenzio
Angela Marsons, Urla nel silenzio
Angela Marsons, Urla nel silenzio

 
Scheda del libro
 

Autore: Angela Marsons (traduzione di Angela Ricci)
 
Titolo: Urla nel silenzio
 
Casa editrice: Newton Compton
 
Anno: 2016
 
ISBN: 978-88-541-8627-9
 
Pagine: 375
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Una storia originale, un incipit che favorisce il coinvolgimento, un buon ritmo e una costruzione che funziona. Si tratta di un romanzo che difficilmente si abbandona.

Aspetti negativi


Incuriosisce eppure non coinvolge. Vi è un certo distacco nel descrivere la natura o lo spessore dei personaggi e il lettore non riesce a provar nulla per loro né a identificarsi in alcuno di essi. Prosegue perché vuole conoscere l’intera storia, non perché desidera salvare o punire qualcuno.


In sintesi

Urla nel silenzio (titolo originale: Silent Scream) è il romanzo d’esordio di Angela Marsons: un thriller originale dal ritmo incalzante.

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Posted 7 Gennaio 2016 by

 
La nostra recensione
 
 

Angela Marsons, Urla nel silenzioAngela Marsons, con Urla nel silenzio (titolo originale Silent Scream), ha esordito nel 2014 nella sua Inghilterra raccogliendo subito grandi consensi tra i lettori. Considerata una stella nascente del genere thriller, il suo romanzo approda anche nel nostro Paese, pubblicato nella collana Nuova Narrativa Newton e tradotto da Angela Ricci.

Urla nel silenzio, è in realtà una sorta di primo capitolo di una serie dedicata alla detective Kim Stone, trentacinque anni, appassionata di moto, un po’ ruvida nei modi sebbene nasconda un cuore generoso e – naturalmente – in gamba nel suo lavoro.

Urla nel silenzio

Il prologo racconta di cinque persone, una tomba scavata in clandestinità nella neve, un segreto da custodire per sempre, un patto di sangue. E tutto comincia.

Il primo capitolo di Urla nel silenzio offre senza parsimonia ciò che un thriller dovrebbe elargire a piene mani, e si prosegue volentieri già attratti dalla storia, mentre via via ci vengono presentati i personaggi e le debolezze o i timori che li caratterizzano. L’incubo del passato, per molti di loro, riaffiora pericolosamente e ci accorgiamo ben presto che non si tratta di dubbi o rimorsi, bensì del timore che tutto ritorni in superficie generando conseguenze sgradite. In realtà, le cinque persone coinvolte nel patto di segretezza, dovranno affrontare ben più di qualcosa di sgradito, ritrovandosi ben presto a condividere una spirale di terrore che non lascerà individuare al lettore un nome, un colpevole.

Che cosa è successo a Crestwood? In che modo sono coinvolte la preside Teresa Wyatt, le gemelle Nicole e Beth, e gli altri protagonisti, così timorosi e circospetti nel loro muoversi tra le pagine?

Ci sono persone che non sono cattive. Lo sembrano ma non lo sono. Persone per le quali la punizione peggiore sono i ricordi.

Una struttura solida

Angela Marsons è brava a mantenere saldo l’intreccio, a fornire suspense, a costruire “il caso” da risolvere, e a creare una solida struttura che offra anche il colpo di scena finale. Ogni cosa funziona, tuttavia nella psicologia dei personaggi, si avverte un certo distacco da parte di colei che li ha creati. È vero che in un thriller le dinamiche dei protagonisti possono risultare d’intralcio, se ci si sofferma troppo; ma è altrettanto vero che è necessario al lettore conoscerli nell’intimo, per parteggiare per questo o per quello, per provare antipatie istintive, per innamorarsi di qualcuno, per partecipare in prima persona alla storia che sta leggendo. Sebbene siano “raccontati” con ottima tecnica, non sembrano “vissuti” dalla scrittrice.

In pratica, la costruzione di Urla nel silenzio è sì impeccabile, ma manca di anima, di calore, caratteristiche che non necessariamente arricchiscono solo altri generi narrativi né devono mancare in un thriller costruito in maniera classica: un caso da risolvere, il detective brusco, la squadra che lo affianca pronta a proferire battute sgradevoli davanti a un cadavere (cliché dei più conosciuti film polizieschi), le deboli vittime, il cattivo che prima o poi commette un passo falso.

“Il caso” è originale, le situazioni si susseguono con un buon ritmo anche quando si ha l’impressione che troppe cose bollono nella stessa pentola, ma qualcosa ci fa pensare che l’autrice avrebbe dovuto sporcarsi un po’ più le mani, farsi assorbire dalla personalità e psicologia delle sue creature (protagonisti e comprimari) divenendo ella stessa parte di tutte loro.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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