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Uscirne fuori. Storie di donne che non perdono il sorriso

 

 
Scheda del libro
 

Il nostro voto
 
 
 
 
 


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In sintesi

L’estate ci osserva sorniona in questo settembre avaro di tregue e dalle temperature ancora incandescenti ma, svogliati e nostalgici, riprendiamo il tran tran quotidiano fatto di lavoro, scuola, o di incombenze di vario genere, con nuove foto che attendono la pioggia per ricordarci quel dolce far niente delle vacanze. Chissà quanti incontri, chissà quali libri, […]

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Posted 19 Settembre 2011 by

 
La nostra recensione
 
 

L’estate ci osserva sorniona in questo settembre avaro di tregue e dalle temperature ancora incandescenti ma, svogliati e nostalgici, riprendiamo il tran tran quotidiano fatto di lavoro, scuola, o di incombenze di vario genere, con nuove foto che attendono la pioggia per ricordarci quel dolce far niente delle vacanze.

Chissà quanti incontri, chissà quali libri, sotto l’ombrellone…

Sotto il mio ho conosciuto Susanna Venturi, romagnola, appassionata d’Africa e di fotografia (in particolar modo di reportage), che collabora con diverse riviste di viaggi e che – con le sue foto – ha vinto prestigiosi premi. E, con lei, ho conosciuto il suo progetto racchiuso in un libro all’interno del quale non sono tanto le parole a raccontare quanto le immagini. Yidgri. S’en sortir (edizioni Damiani) ci conduce nella vita delle donne di Séguénéga, nell’Africa sub-sahariana, una delle zone più povere al mondo.

Susanna ci mostra, attraverso i suoi scatti, la voglia di vivere di donne malnutrite, analfabete e spesso anche malate, la loro forza, il loro essere madri e lavoratrici, i loro sorrisi a dispetto di tutto, il loro desiderio di comunicare, e i loro sguardi pregni di cose non dette; donne che cercano di “uscirne fuori” (s’en sortir) con dignità e immane fatica. E ci coinvolge nel suo progetto, nel suo bisogno di contribuire a sensibilizzarci ai problemi dell’Africa, perché le sue foto non siano soltanto da “guardare”. L’acquisto di questo volume infatti, sostiene il progetto SolidAfrica a favore di donne e bambini di Séguénéga, progetto del quale – nel libro – è Andrea Milesi a raccontarci i dettagli (“È finito il tempo dei pietismi, quello che crediamo giusto è l’ideale di una cooperazione fra popoli diversi per cultura, ma simili per condizione umana”).

Questo villaggio africano rappresenta forse, per voi che leggete, una piccola realtà appoggiata da un altrettanto piccolo progetto, ma non è così: tutto ciò si prefigge di spingere la gente del “nord del mondo” verso uno sforzo collettivo, fondamentale per trasformare il tutto questo “piccolo” in un atto di grande solidarietà e di conseguenza in grandi risultati.

Interessante, in questo libro, anche l’apporto scritto del missionario Alex Zanotelli (“… L’Africa non rimarrebbe in piedi se non fosse per le sue donne. Ricordiamoci che l’Africa è la nostra madre, è la madre di tutti i viventi”) e quello dell’antropologo e scrittore Marco Aime, il quale ci racconta di una realtà socio-culturale che non può e non deve lasciarci indifferenti.

E, ironica ma efficace, la prefazione di Giobbe Covatta, il quale ci invita attraverso un aneddoto della sua infanzia, a conoscere meglio l’Africa, poiché è solo così che impareremo davvero ad amarla.

Susanna Venturi
Yidgri. S’en sortir
testi di Giobbe Covatta, Alex Zanotelli, Marco Aime
Damiani editore, 2006
pp. 112, illustrato, cartonato – euro 29




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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