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Vivi o morti?, di Roberto Fantini

 
Roberto Fantini, Vivi o morti?
Roberto Fantini, Vivi o morti?
Roberto Fantini, Vivi o morti?

 
Scheda del libro
 

Autore: Roberto Fantini
 
Titolo: Vivi o morti? Morte cerebrale e trapianto di organi: certezze vere e false, dubbi e interrogativi
 
Casa editrice: Efesto
 
Anno: 2015
 
ISBN: 978-88-99104-23-8
 
Pagine: 198
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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3 total ratings

 

Aspetti positivi


Un testo che tratta in maniera approfondita un argomento delicato che riguarda ogni singolo individuo, scritto in maniera comprensibile a tutti ma curato nel dettaglio, che offre la possibilità di saperne di più spalancando una finestra sulla realtà delle cose.


In sintesi

Vivi o morti? è un saggio di Roberto Fantini che ha per sottotitolo: “Morte cerebrale e trapianto di organi: certezze vere e false, dubbi e interrogativi”.

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Posted lunedì, 22 giugno 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Roberto Fantini, Vivi o morti?Roberto Fantini con Vivi o morti? suscita la nostra ammirazione, poiché fa un grande regalo ai lettori, un dono necessario ad acquisire informazioni su un tema che ci riguarda tutti, senza esclusione alcuna. Pubblicato da Edizioni Efesto, il suo saggio raccoglie elementi, dati scientifici, punti di vista autorevoli o testimonianze sulla donazione degli organi, tema sul quale argomenta in maniera differente la scienza, la teologia, la filosofia.

E noi, come la pensiamo noi tutti? Divisi a metà tra chi si fida ciecamente dei pareri medici e avverte dentro di sé il bisogno di far qualcosa di concreto per gli altri, e chi si domanda con inquietudine “ma al momento dell’espianto sarò davvero morto?”, ne sappiamo forse ancora troppo poco. Ebbene, questo libro è di grande aiuto, perché il docente di filosofia e scrittore Fantini non fornisce risposte definitive, ma ci mette in condizioni di saperne di più soprattutto sulla così detta “morte cerebrale”. Perché, “se un individuo fosse morto davvero, non ci sarebbe alcun bisogno di fare ricorso al concetto di morte cerebrale!”

Certezze vere e false, dubbi e interrogativi – così come cita il sottotitolo – stanno in tutti noi, che ancora non sappiamo se la donazione degli organi rappresenti un atto di straordinaria civiltà e umanità, o se invece sia l’accelerare della effettiva morte di qualcuno.

L’autore ci dimostra – con informazioni imparziali e una onesta raccolta di tesi – quanto poco si sappia, anche a livello scientifico, sulla morte cerebrale o sull’attività del cervello, e sebbene egli non prenda alcuna posizione per serietà ed etica, val la pena soffermarsi su molti passaggi illuminanti di questo interessante testo, come quello che rappresenta un vero e proprio paradosso, e che dice che nessuno spiega mai ai familiari dei pazienti ai quali verranno espiantati gli organi, che sebbene considerati in morte cerebrale, verranno loro somministrati sia un farmaco paralizzante che un anestetico, i quali agiscono però sul… cervello! Ma di paradossi al riguardo, nel nostro paese ve ne sono tanti, e tanti ve ne sono nella posizione della Chiesa, nella legislatura in merito, nella questione dell’obiezione di coscienza, e nella triste attitudine del genere umano di decidere su questioni delicate come il rispetto e la tutela dell’individuo ponendo in primo piano i possibili profitti. Questo e altro incontrerete tra le pagine, che pur trattando un tema così complesso, scorrono senza intoppi e sono scritte con estrema semplicità (ma con grande professionalità).

Un grazie sincero a questo autore, per averci dato la possibilità di entrare nel cuore di un argomento fin troppo taciuto, mai approfondito da chi avrebbe il dovere di farlo in nome del diritto dell’uomo di prendere decisioni sulla vita e sulla morte, con piena consapevolezza.

In un paese in cui una efficace (e onesta) informazione viene dopo la possibilità di trarre profitto dal silenzio, vi invitiamo a leggerlo e a consigliarlo.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


4 Comments


  1.  
    Lucio Caccamo

    Non ho letto (ancora) il libro, tuttavia non capisco come chi lo recensisce possa dire che:
    1. la raccolta delle tesi eseguita dall’autore sia stata onesta (articolo che induce ad un’accezione di qualità);
    2. le argomentazioni teologiche siano articolate in maniera differente (il che esprimerebbe che ci sia divergenza di espressioni): di fatto tutte e tre le grandi religioni monoteiste si dichiarano a favore della donazione degli organi;
    3.si possano trarre profitti (questa parola si legge due volte) nel tema della donazione di organi; a cosa allude la Sig.ra Trossero?

    Esprimo inoltre sconcerto nel leggere nella recensione che ancora si contrapponga al concetto di morte quello di morte cerebrale: la morte dell’individuo è unica; solo che la tecnologia consente di fare continuare a battere un cuore se i polmoni ad esso collegati sono ossigenati e ventilati. Senza le macchine il donatore a cuore battente ricadrebbe nel morto come lo si considerava fino all’epoca moderna. Esattamente come era per la durata del giorno fino a quando non si ebbe a disposizione il fuoco per illuminare la notte.

    Infine sottolineo che il ricorso ad un farmaco paralizzante è necessario (come in ogni intervento chirurgico) per godere della necessaria rilassatezza muscolare (e quindi il farmaco non agisce sul cervello, ma sui nervi effettori), mentre l’anestetico è mantenuto per evitare la risposta riflessa del tronco encefalico ovvero del midollo spinale (mentre il concetto di morte cerebrale, che la legge equipara all’accezione comune di morte, attiene all’encefalo) .

    Insomma una recensione che si schiera -diversamente a quanto sembra sia la sintesi del libro- a sollevare dubbi sulle scelte legislative derivate dalle evidenze scientifiche che datano dagli anni ’60 e che la scienza ha confermato nel tempo. Senza porre dogmi, ma con la prova del metodo scientifico.

    Il libro, che andrò a comperare co grande interesse, è invece probabilmente (solo?) un testo filosofico di argomentazione su un tema che è per definizione centrale nel pensiero umano. Quindi buona (serena) lettura a tutti a scopo introspettivo.




    •  
      susanna

      Salve Signor Caccamo, ho letto con attenzione il suo intervento e devo dire che la mia risposta – al momento – può soltanto collegarsi al suo iniziale “non ho letto il libro”. Lei pone domande, solleva critiche, esterna obiezioni che potrebbero trovare risposta nel testo. La recensione (e dunque alcune frasi e ogni argomentazione o personale giudizio al testo di chi recensisce), è strettamente legata alla lettura del libro, che lei può ovviamente contestare una volta che ne ha approfondito il contenuto. Non vi è schieramento: se lei avesse letto il libro si sarebbe reso conto che sono la raccolta di materiale e i punti di vista riportati, ovvero il risultato di un accurato lavoro di ricerca, a sollevare dubbi sulla attuale legislazione, e non la recensione. Al riguardo, ci tengo a sottolineare che la recensione è “un breve testo valutativo e interpretativo di un’opera” con la quale possiamo non essere d’accordo, fermo restando che in tutto ciò non è in discussione l’onestà intellettuale dell’autore Roberto Fantini, il quale ha saputo raccogliere punti di vista a largo raggio riportandoli fedelmente senza modificarli in base ai propri. Buona lettura anche a lei, nella speranza sia priva di preconcetti e aperta ad ogni posizione, e grazie per essere passato di qui,
      Susanna Trossero




  2.  
    Carlotta

    Ho letto il libro con immenso interesse. Gli interrogativi sollevati dalle interviste e dalle testimonianze raccolte dall’autore stimolano importanti riflessioni su un tema che, a mio avviso, non è sufficientemente dibattuto dai media mainstream. In particolare, mi ha piacevolmente colpito il fatto che il prof. Roberto Fantini abbia affrontato la questione della donazione degli organi da un punto di vista sia filosofico, che scientifico ed etico-religioso. Alla fine, il dubbio che, sempre secondo il mio parere, dovrebbe indurre le istituzioni (dello Stato e della Chiesa) ad essere più caute sul tema (mentre ho saputo che si fanno campagne di sensibilizzazione sulla donazione di organi anche nelle scuole) è la possibilità che l’espianto di organi provochi dolore. Se non sbaglio, la necessità di somministrare farmaci paralizzanti e anestetici prima di procedere indica che il paziente, in realtà, non è morto (o almeno potrebbe non esserlo). Anche perché, gli organi espiantati da un cadavere non si potrebbero trapiantare. Particolarmente incisiva è stata la testimonianza di Renate Greinert, una donna tedesca che, dopo aver dato il consenso per l’espianto di organi dal figlio dichiarato “cerebralmente morto”, ha condotto ricerche in merito, che l’hanno portata a sostenere l’inaccettabilità del criterio di “morte cerebrale”.
    Inoltre, due cose mi hanno fatto riflettere sulla necessità di dibattere l’argomento con più assiduità e onestà: anzitutto, l’esistenza di “pagelle” che le regioni assegnano ai reparti di rianimazione dei vari ospedali, in base al numero di donatori di organi segnalati. In secondo luogo, il prof. Mamone Capria, in una delle interviste, parla di “abusi commessi, con la complicità o il silenzio-assenso di prestigiosi chirurghi, per procurare gli organi dei poveri a ricchi malati”.
    Un grazie sincero e profondo all’autore di questo libro!




    •  
      susanna

      Grazie a lei da parte mia ma anche da parte dell’autore del libro, per l’intervento interessante, accurato e garbato. Il tema è davvero delicato, ci riguarda tutti e non è facile comprendere fino in fondo come stanno le cose. Personalmente posso dire che il testo di Roberto Fantini mi è stato d’aiuto, e lo è anche discuterne o condividere dubbi o “certezze” (se ve ne sono) con altre persone. Grazie ancora, torni a trovarci,
      Susanna





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