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Wanda Osiris. Prima soubrette e donna (con)turbante

 
Wanda Osiris. Prima soubrette e donna (con) turbante
Wanda Osiris. Prima soubrette e donna (con) turbante
Wanda Osiris. Prima soubrette e donna (con) turbante

 
Scheda del libro
 

Autore: Roberta Maresci
 
Titolo: Wanda Osiris. Prima soubrette e donna (con)turbante
 
Casa editrice: Cavinato
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788899121839
 
Pagine: 128
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti negativi


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In sintesi

“Wanda Osiris. Prima soubrette e donna (con)turbante” è il titolo della biografia della Diva scritto da Roberta Maresci e in libreria per Cavinato.

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Posted lunedì, 6 Aprile 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Wanda Osiris. Prima soubrette e donna (con) turbanteIn un momento come questo in cui il teatro è colonizzato da transfughi televisivi, ex comici e ballerine che non trovano posto in tv e mascherano altresì l’impegno sulle scene come la voglia di un “contatto diretto col pubblico” (“Signora mia – direbbe Arbasino – cosa ci tocca fare”), in cui l’italica musica canzonettara abbonda di “talenti” da tanto al chilo e scontrino alla cassa non rimborsabile in caso di difetto, in un momento come questo, dicevo, fatto di corse e rincorse fin anche nella prosa di una recensione, ecco! Trovarsi tra le mani un libro come Wanda Osiris. Prima soubrette e donna (con)turbante è un piacere che profuma di Arpège, di polvere trascinata da crinoline su tavolacce di qualche Varietà, di tabacco e sudore. Qualcosa che insomma trasuda fascino.

Il bel libro di Roberta Maresci, esperta biografa di figure femminili per le quali il termine icona è usato all’uopo quasi come per una tavoletta esposta a San Pietroburgo o nella camera da letto di qualche anziana parente “che ha investito” in arte, ha la capacità sostanzialmente narrativa, ancor prima che saggistica, di catturare il lettore tra agili notizie biografiche e succulenti aneddoti.

Un’epoca post bellica e pre consumistica, dunque una per nulla scomoda via di mezzo, in cui l’Italia scopriva il piacere dell’intrattenimento non ancora teleguidato. Con a casa i genitori facili alle raccomandazioni e alle paure da fin troppo fresca avventura bellica, senza dimenticare l’impero i balilla e gli eja eja alalà, i giovani (categoria tutta ancora da inventare e trasformare in target) riempivano i teatri! Incredibile vero? E sotto le luci dei riflettori si appassionavano a colei che Montanelli definì l’ultima regina d’Italia. Trucco parrucco e anca mossi per evocare promesse di un piacere pur tutta via mai del tutto e sfrontatamente esibito. “Prima donna di spolvero” l’auto definizione della stessa Osiris.

Ancor più tenera come cosa dell’origine del nome d’arte di Anna Menzio: un bisticcio di genere che volle un dio maschio come Osiris scambiato per la controparte femminile e forse di meno chiara certificazione scolastica. E poi le spese folli, gli ammiratori, l’inizio del declino del genere, la curiosità che si fa chiacchiera insistita da rotocalco e il ritiro dalle scene. Un libro che si legge d’un fiato a piccoli passi come la famosa e proverbiale discesa dalle scale. Un piacere di cui dir grazie alla Maresci.

Per linea editoriale mi si chiedono a chiosa della recensione, che forse recensione non è, due righe di aspetti positivi e due righe di aspetti negativi. Per le prime rimando a uno sforzo riassuntivo del lettore di quanto fin qui esposto, per le seconde accenno a un rimprovero da amante del contesto storico e socio politico – diciamo così con pessima espressione – poiché mi sarebbe piaciuto trovare un po’ più approfondito il clima culturale dell’avventura artistica di Wanda Osiris. Forse è solo un altro stimolo di cui essere ancora grati all’autrice.




Gianluca Meis

 


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