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Woody, di Federico Baccomo

 
Francesco Baccomo, Woody
Francesco Baccomo, Woody
Francesco Baccomo, Woody

 
Scheda del libro
 

Autore: Federico Baccomo (illustrazioni: Alessandro Sanna)
 
Titolo: Woody
 
Casa editrice: Giunti
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788809818750
 
Pagine: 96
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Una storia ben narrata, che tiene incollati fino all'ultima pagina per conoscerne il finale

Aspetti negativi


All'inizio lo stile potrebbe confondere


In sintesi

Woody è un cane di razza Basenji e ha quasi tre anni: la sua storia, con uno stile tutto particolare, è raccontata da Federico Baccomo nel romanzo omonimo.

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Posted 27 Ottobre 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Francesco Baccomo, WoodyWoody è il protagonista del romanzo di Federico Baccomo in libreria per Giunti ed è anche il titolo del romanzo stesso. Woody è un cane di razza Basenji, ha quasi tre anni e si trova in una situazione scomoda. La storia, infatti, inizia con Woody che è senza la sua Padrona ed è rinchiuso in una gabbia, insieme ad altri cani. Perché questo bel cane è dietro le sbarre? Cosa è successo? Piano piano è lo stesso Woody a raccontarci cosa è accaduto e, soprattutto, a farci vedere il mondo con i suoi occhi, aiutandoci a capire la realtà dal suo punto di vista. La storia che racconta Woody non è certo allegra, anzi: storia di violenza che ricalca quelle che purtroppo troppo spesso succedono nella realtà e sulle quale i mass media sovente “ricamano”.

Oltre la storia, la peculiarità di questo romanzo è il linguaggio usato. Come dicevamo sopra è Woody a parlare e lo dal suo punto di vista. Già, ma come parla un cane? Come pensa? Stando agli studi i cani possono conoscere e comprendere fino a duecento parole e hanno capacità cognitive come quelle di un bambino di due anni. Woody conosce più di duecento parole e si esprime meglio di un bambino di due anni, però con una struttura linguistica del tutto particolare che fa molto ricorso al linguaggio diretto e all’utilizzo di verbi coniugati alla meglio. Un esempio tratto dalle prime pagine può aiutare a capire meglio:

A volte, Padrona: lascia Woody a casa per tempo lungo. Addirittura tutta notte. Poi, quando torna, Woody, senza volere: fa pipì su pavimento. Padrona mette mani sopra guance e dice: Ma no, Woody, che combini, proprio sul tappeto della nonna, si è tutto emozionato il mio tesoro? Woody: abbassa testa. Con occhi fissi su macchia di bagnato, abbaia piano. No emozionato, Woody: felice tantissimo.

Quando ci si è abituati allo stile (non ci vuole molto, in verità e dobbiamo convenire con Claudio Bisio che ha affermato che se i cani parlassero lo farebbero proprio come Woody) si entra nella storia che si legge tutta d’un fiato. Baccomo è bravissimo nel narrare una storia di violenza (no, Woody non è un libro per bambini anche se parla di un bravo cane ed è corredato da bellissimi disegni di Alessandro Sanna) e nel mostrarci quello che accade da più punti di vista, privilegiando quello del cane, ma dando anche voce a coloro per i quali le cose non stanno come sono nella realtà e che cercano sempre di sminuire l’accaduto, soprattutto se di mezzo ci sono una donna e un cane.

Molto intensa la parte in cui Woody inizia a fiutare il pericolo e la sua agitazione è tangibile nella narrazione:

Woody: guarda verso angolo lontano di incrocio. Nessuna persona, nessuna auto. Foglie di alberi che tremano, nuvole scure. Pioggia sottile: diventa meno sottile, storta per: vento forte. Woody: odora aria, ma odori: deboli, confusi. Guarda Padrona. Woody: non sa che cosa dire. Dentro orecchie, dentro naso, dentro bocca, non sente niente, Woody: sente qualcosa dentro pancia. Agitato. Agitato moltissimo.
Woody: tira guinzaglio, andare a casa.

Una storia quella di Woody narrata da Federico Baccomo che non lascerà indifferenti e che alla fine vi farà avere pure qualche luccicone.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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