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Zucked. I social network sotto accusa

 
Roger McNamee, Zucked. Come aprire gli occhi sulla catastrofe di Facebook
Roger McNamee, Zucked. Come aprire gli occhi sulla catastrofe di Facebook
Roger McNamee, Zucked. Come aprire gli occhi sulla catastrofe di Facebook

 
Scheda del libro
 

Autore: Roger McNamee (traduzione di Ilaria Oddenino)
 
Titolo: Zucked. Come aprire gli occhi sulla catastrofe di Facebook
 
Casa editrice: Nutrimenti
 
Anno: 2019
 
ISBN: 9788865946930
 
Pagine: 352
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Il libro analizza a fondo il fenomeno Facebook, rivelando i suoi aspetti più oscuri e inquietanti.

Aspetti negativi


La rievocazione del contesto storico nel quale nasce il social network è a tratti prolissa e l’autore tende all’autobiografismo.


In sintesi

In Zucked Roger McNamee analizza a fondo il fenomeno Facebook: scopri perché i social network sono sempre più spesso messi sotto accusa.

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Posted giovedì, 7 Novembre 2019 by

 
La nostra recensione
 
 

La tecnologia è un servo utile, ma un padrone pericoloso.
Christian Lous Lange

Roger McNamee, Zucked. Come aprire gli occhi sulla catastrofe di Facebook

Roger McNamee, Zucked. Come aprire gli occhi sulla catastrofe di Facebook

In questi ultimi tempi molti personaggi chiave della Silicon Valley – informatici, investitori, i “creativi” – cominciano a rendersi conto dell’entità del danno arrecato dall’affermarsi di strutture pervasive e pericolose come la chiacchieratissima Facebook.
Più in generale, sembra sia in atto un salutare processo di ripensamento sul mondo dei social network e sugli effetti dell’abuso delle moderne tecnologie informatiche.

Pensiamo ad esempio alle severissime critiche formulate, per la verità non da adesso, da personaggi del calibro di Jaron Lanier e da una vasta parte del mondo del giornalismo.

Come ignorare poi le ripetute osservazioni fatte a Zuckerberg dal Congresso USA? È inoltre notizia di questi giorni la lettera aperta che alcuni dipendenti di Facebook hanno scritto a Zuckerberg e ai vertici del social network per esprimere il loro dissenso sulla cattiva gestione delle pubblicità politiche.

Zucked. Come aprire gli occhi sulla catastrofe di Facebook

È in tale contesto di riflessione e auspicato cambiamento che s’inserisce la pubblicazione del libro Zucked di Roger McNamee, uno dei personaggi di spicco della Silicon Valley.

Chi è Roger McNamee

Roger McNamee, classe 1956, è tra i più affermati uomini d’affari statunitensi, investitore nel mondo informatico sin dagli albori dell’era digitale. Di recente è balzato agli onori della cronaca per la creazione di Elevation, una società che vanta tra i suoi soci anche un certo Bono degli U2… Non solo: da grande esperto e conoscitore dell’ambiente hi-tech, scrive anche su giornali del calibro del Washington Post, del Guardian, di USA Today, Project Syndicate e Washington Monthly.

Il primo incontro con Zuckerberg

In Zucked, McNamee rievoca con precisione fotografica il primo incontro, avvenuto nel 2006, con un Mark Zuckerberg ventiduenne e ancora incerto sul da farsi: fu in quell’occasione che l’uomo d’affari convinse “Zuck” a rifiutare un’offerta di un miliardo di dollari per vendere la sua creatura. Dall’alto della sua decennale esperienza McNamee colse subito le immani potenzialità di quello che sarebbe divenuto il social network per eccellenza, al punto da investirvi poi con convinzione.

Questo incontro è peraltro descritto anche nel film del 2010 The Social Network, diretto da David Fincher, vincitore l’anno seguente di ben tre premi Oscar.

Dalla protesta contro la guerra del Vietnam alla Silicon Valley

Dopo il racconto dell’incontro e della successiva relazione d’affari con Zuckerberg, l’autore si lancia in una lunga, a tratti autocompiaciuta, digressione autobiografica che descrive comunque bene il clima degli anni ’60, il Vietnam, l’impegno sociale, le difficoltà economiche e il pionieristico spirito imprenditoriale che spinsero McNamee a concentrare i suoi sforzi sulla nascente industria informatica. Al riguardo, la ricostruzione che compie l’autore dell’avvento dell’industria del computer è tra le parti più interessanti di Zucked.

Dall’iniziale entusiasmo alla delusione più cocente

Le intenzioni originarie del giovane creatore di Facebook, almeno a detta di McNamee, erano positive, ancorché forse ingenue, nell’immaginare la possibilità utopistica di connettere tra loro milioni di persone di ogni età, etnia e sesso in tutto il mondo: una comunità virtuale sterminata.

Anche qui l’autore di Zucked è molto bravo nel descrivere il contesto nel quale nasce Facebook, ossia l’iniziale ambito universitario.

Tuttavia, l’intento era minato, suggerisce McNamee, da una visione semplicistica, decisamente troppo sbilanciata sull’aspetto tecnologico – in una parola viziata da un approccio troppo “nerd” – per poter cogliere i pericoli di una crescita incontrollata, senza regole e soprattutto dominata dal capitalismo più sfrenato, di Facebook.

Il Russiagate

Fu l’emersione del grave scandalo del Russiagate a destare allarme in McNamee. Segnalato il pericolo in tutta la sua gravità ai vertici di Facebook, ottenne solo blande rassicurazioni, confermando in lui la percezione erronea e la perdurante sottovalutazione delle problematiche insite nella stessa struttura e nel funzionamento di Facebook da parte dei suoi responsabili.

L’uso spregiudicato dei dati personali, concepito in funzione di collettore per la raccolta pubblicitaria e la valutazione a dir poco approssimativa del contenuto e della natura delle stesse inserzioni pubblicitarie e dei vari “post” sgomentavano e tuttora preoccupano non solo McNamee, ma la parte più attenta dell’opinione pubblica.

La manipolazione dell’opinione pubblica

Per molti utenti, Facebook è divenuto la sola fonte d’informazione. Il che non può non spaventare tutti noi: la pluralità delle fonti viene a essere in sostanza rimossa, dal momento che i raffinati algoritmi alla base del funzionamento di Facebook mostrano agli iscritti perlopiù contenuti in linea con i loro interessi.

Tutto questo si presta molto bene a operazioni di propaganda politica, con evidenti rischi per la stessa struttura della democrazia. È accaduto con il famigerato Russiagate, nonché con le feroci campagne denigratorie scatenate ai danni della candidata alla presidenza Hillary Clinton, come riferito puntualmente nel libro.

Se si pensa poi che sempre più spesso perfino gli organi d’informazione tradizionali attingono notizie dai profili Facebook di personaggi o movimenti politici, ne deriva il rischio del moltiplicarsi esponenziale delle famigerate fake news.

Lo scopo del libro Zucked

L’autore di Zucked non si propone di scrivere un pamphlet contro Facebook o il suo fondatore, né di denigrarlo tout court, come pure hanno sostenuto i critici del libro, da alcuni giudicato troppo severo. McNamee, tuttora convinto della validità del disegno iniziale di Facebook, vuole invece:

  • mettere in guardia gli utenti sui gravi rischi che corrono a utilizzare Facebook senza le dovute cautele;
  • aprire, o almeno tentare di farlo, visti gli scarsi risultati ottenuti finora, un dialogo costruttivo con i vertici del social network, finora sordi alle critiche, anche le più motivate.



Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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