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Quel partigiano reggiano di uno Zucchero: l’album «Black Cat»

 

 
Scheda
 

Autore: Zucchero
 
Titolo: Black Cat
 
Etichetta: Universal
 
Anno: 2016
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Grande sound, Zucchero è in gran forma

Aspetti negativi


Qualche caduta di stile qua e là, in perfetto stile Zucchero


In sintesi

«Black Cat» è il dodicesimo album in studio del cantautore Zucchero. che qui è in gran forma (pur se con qualche caduta di stile). La nostra recensione.

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Posted sabato, 10 Settembre 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Zucchero, Black Cat

Zucchero, Black Cat

Stasera alle 21,15 su Rai1 andrà in onda lo speciale Zucchero Partigiano Reggiano, condotto da Massimo Giletti, un viaggio nella lunga e fortunata carriera del rocker emiliano. Ci saranno molti ospiti di pregio, come si conviene a una serata del genere.

L’evento mi fornisce il pretesto per avventurarmi in una veloce recensione dell’ultimo disco dell’artista, uscito la scorsa primavera, Black Cat.

Recensione dell’album «Black Cat» di Zucchero

Confesso che a un primo ascolto i tre brani d’apertura di questo nuovo lavoro mi avevano lasciato piuttosto freddino: avevo provato la spiacevole sensazione del già sentito, tali erano i richiami ad alcuni suoi precedenti lavori, in primis Oro, incenso e birra, del 1989.

Agli ascolti successivi l’impressione è però migliorata, grazie anche alla riproduzione tramite un impianto stereo all’altezza del sound, grezzo e potente come non mai, e della eccellente qualità d’incisione del nuovo disco del signor Fornaciari.

È solo allora, infatti, che ho apprezzato appieno la forza e l’accuratezza del sound di Black Cat, coadiuvato da uno staff di produttori stellare: Don Was (Rolling Stones, Dylan), Brendan O’Brien (Springsteen, Pearl Jam, AC/DC, Aerosmith) e T-Bone Burnett (Roy Orbison ed Elvis Costello).

Apre il disco Partigiano Reggiano, un trascinante honky tonky a dire il vero un po’ ruffiano nel testo “alla Zucchero” e nell’arrangiamento furbescamente martellante, non a caso scelto come title track dell’album. Tra l’altro il video che lo promuove ha una divertente ambientazione western, il che non guasta.

Anche la canzone seguente, 13 buone ragioni, introdotta ironicamente da un organo solenne, è caratterizzata da un ritmo molto trascinante e da un testo di nuovo decisamente non all’insegna del politically correct, dal momento che il buon Zucchero dichiara di preferire una birra e un panino al salame a una compagna evidentemente a dir poco da evitare.

Il terzo brano, Ti voglio sposare, sfoggia un suono hard rock anni ’70, cantato a gola spiegata da uno Zucchero in gran forma, perfettamente padrone dei propri mezzi. Si direbbe che Z., raggiunto il giro di boa delle 60 primavere, abbia raggiunto la piena maturità vocale, oltre che artistica in senso lato.

Ma è nelle ballate di questo disco che l’artista riesce a mio avviso a dare il meglio di sé, come nella traccia numero 4, Ci si arrende, versione italiana di Streets Of Surrender (S.O.S.), canzone composta dall’amico Bono Vox dopo la strage al Bataclan di Parigi. E qui possiamo tra l’altro gustare la chitarra incantata di Mark Knopfler.

Forse persino più riuscita è la traccia n. 5, un blues cantato in inglese: Ten more days, caratterizzata dal suono strepitoso di T-Bone Burnett, assolutamente USA.

L’anno dell’amore è un divertissment scatenato solare e sensuale, con un organo hammond e un testo che più carnale non si potrebbe: “Violate in pace, Biaga e Batacchio, male non fate ma sì”.

Fatti di sogni è un brano lento e malinconico, con vaghi echi di Battisti nell’arrangiamento, arricchito dalla chitarra di Brendan O’Brian.

Torna poi lo Zucchero “erotico” in La tortura della luna, un blues rockeggiante piacevole, ma servito da un testo forse un poco approssimativo, seppure funzionale alla musica: “E c’è qualcosa che striscia,tra l’erba liscia e la coscia, that’s all right, sugar & spice”.

Turn the world down e Terra incognita sono ballate sincere e malinconiche, arrangiate alla grande: la traccia n. 11 in particolare strizza l’occhio a certe sonorità anni ’70, davvero bella.

Voci è un’altra perla per carica emotiva e sonorità, che certo renderà bene dal vivo… Al riguardo segnalo le dieci date che Zucchero terrà all’Arena di Verona, dal 16 al 28 settembre, e alla Royal Albert Hall di Londra il 20 e 21 ottobre.

Black Cat: tracklist

  1. Partigiano reggiano
  2. 13 buone ragioni
  3. Ti voglio sposare
  4. Ci si arrende
  5. Ten More Days
  6. L’anno dell’amore
  7. Hey Lord
  8. Fatti di sogni
  9. La tortura della luna
  10. Love Again
  11. Terra incognita
  12. Voci (Namanama version)
  13. Streets of Surrender (S.O.S.)



Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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