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Happiness is only instinct. Note filosofiche

 

 
Scheda
 

Autore: Giulia's Mother
 
Titolo: Happiness (dall'album Truth)
 
Etichetta: INRI
 
Anno: 2016
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Cfr alla fine della recensione


In sintesi

Happiness è un singolo del duo torinese Giulia’s Mother, tratto dall’album Truth, che si interroga sul significato profondo della felicità.

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Posted 25 Aprile 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Giulia's Mother, Happiness

Screenshot dal video Happiness dei Giulia’s Mother

Che cos’è la felicità? Questo è il tema principale del testo della canzone dei Giulia’s Mother, duo torinese composto da Andrea Baileni e Carlo Fasciano, che hanno dato vita al nuovo album Truth.

La musicalità in questo brano è pressoché nostalgica, amara, non c’è tristezza ma tendenza a essa.

«Waiting for the sunset
Waiting for you my friend
Blow away from my head
These big grey shadows
That are covering all my smiles»

I colpi sono ben serrati e ritmici alla batteria, come un battaglione che sotto la pioggia marcia nel fango andando a morire per qualche cosa di più grande dei soldati stessi, qualche cosa che gli uomini non possono capire, qualche cosa che non può competere all’individuo, ma solo a qualcuno che non riesce a stare nella propria situazione e quindi scappa dalla realtà.

La felicità. La felicità, cos’è? Si può sapere, si può conoscere la felicità, e di conseguenza, si può imparare a essere felici?

«Happiness
What is it?
Are you really asking me?»

La tendenza sopracitata sfiora la tristezza ma in realtà si dirige verso la tragicità dell’uomo che ricerca la felicità, che la vuole possedere per scampare la sofferenza di una vita ingiustificata nella sua stessa essenza. L’uomo prova la felicità, quindi ha dentro di sé questa indefinibile sensazione, questo istinto primordiale che partecipa a tutti gli esseri viventi. L’uomo, che si è allontanato dagli animali, i quali nella loro immanenza alla vita non hanno rimpianti, si domanda cosa sia la felicità e così facendo si distanzia anche da quella spensieratezza che viene offuscata dal pensiero che funziona come filtro, ed è in questa testimonianza che l’uomo non sa più cosa significa essere felice. Ha più bisogno di sapere intellettualmente cos’è la felicità, piuttosto che esperirla nell’essenza stessa dello stare al mondo, della vita, dell’esistenza.

Una soglia sottilissima separa l’uomo felice dall’uomo che ricerca tale concetto nella realtà fuori di sé. La felicità, tutti sappiamo cos’è e siamo coscienti del fatto che sia diversa per ognuno di noi. C’è a chi basta una birra al sole e una piazza con dei bambini che giocano, chi della musica sulla spiaggia, qualcun altro sul proprio divano con il camino acceso e un libro, per qualcuno è la famiglia, la fidanzata, i nonni, i figli, insomma, la felicità è un sentimento liquido che è contenuto dalla simbologia che noi attribuiamo ad eventi, soggetti, oggetti, sia essi metafisici come un ricordo, un sogno; sia reali.

«And you
You are so important to me»

Tutto ciò sta a indicare che la felicità dipende dall’illusione che noi facciamo di qualche cosa. Idealizziamo, rendiamo la realtà utopia, speriamo, sogniamo, amiamo, tutto ciò in un’estasi che parte da un istinto che l’uomo ha in sé per natura. Ciò, a mio parere, indica che l’uomo contiene la felicità. È certamente data da qualcosa fuori di lui, ma il valore è una categoria, un giudizio che noi diamo perché ne siamo già in possesso. La felicità è già posseduta dall’uomo, la contiene, e abituato a esperirla, si dimentica dove essa stia.

Quando un uomo è alla ricerca della felicità, sta cercando se stesso in verità, sta cercando l’uomo che era riuscito a esternare tale sentimento. Siamo un corpo che contiene sentimenti, un corpo oscuro, nel quale, a causa della sua ragione scettica, ciò che sta all’interno non è visto se non quando fuoriesce.

«Waiting for the sunset
Waiting for you my friends»

La canzone Happiness, personalmente, mi fa uscire da me, nell’estasi della passione, a ri-conoscere la mia felicità. C’è una tale profondità nella voce di Andrea che ci si perde, non si capisce più se ci si senta male o bene. Ma questo non importa, perché tutto ciò che esce dalla nostra anima, è una dimostrazione d’amore per la vita, per noi stessi, in quanto noi stessi, tutti noi. Carlo colpisce i piatti con forza e delicatezza nello stesso momento, sfiora con le bacchette quella batteria che, a causa della tensione attiva della canzone, verrebbe voglia di colpire con violenza inaudita.

Non capisco che sentimenti provo nell’ascoltare la canzone, la musicalità del brano, le sue parole. Forse è esattamente questo che vuole rendere esplicito, ovvero far provare dei sentimenti profondi, tanto reali da riuscire a sentirsi vivi, nella pienezza dell’espressione di tutti i sentimenti che si mescolano e contrastano.

«And cheers to my friends
you’re still with me
And cheers to my love
For choosing me
Everyday
And cheers for my smiles and the
shadow
That covers them»

La felicità, ciò a cui si riferisce la canzone, è questa prova di sentirsi vivi, l’esser vivo. I sentimenti, negativi o positivi che siano, fanno esser viva la carne di cui siamo composti. La felicità è questo amare la vita, questo istinto che è parte fondamentale dell’esistenza. L’amor fati è la felicità, che è vita, che è l’espressione dell’esistenza. Infatti, in questa direzione, tutto è felicità, perché tutto è vita. Significa che quando la felicità non c’è, nemmeno noi ci siamo. Ogni cosa capiti, ogni fatto, persona, situazione, stato d’animo è intriso di felicità, questo istinto di sopravvivenza che è sia illusione sia realtà soggettiva. L’amore che tutto avvolge è la felicità che l’uomo cerca disperatamente, senza sapere che lui stesso è l’incarnazione di questo sentimento primordiale.

L’uomo è istinto, l’istinto di felicità che vive quest’attimo anelante che è la vita stessa.

È indubbio, che la loro musica sia pressoché liquida, dalla musicalità alla tonalità della voce, nella quale viene ampliata la recettività per sostenitori di generi differenti tra loro. Il brano dopo un ascolto solo, ha la qualità di entrare in testa, ritmando costantemente giornate d’amarezza, tristezza, felicità e gioia. L’aspetto positivo, del loro posizionarsi all’interno di vari generi musicali, è l’umiltà con cui questi due artisti entrano nel mondo della musica, senza troppa esaltazione, egocentrismo del testo o superficialità. Che questo possa essere l’inizio di una lunga carriera d’arte e passione.

Foto | Facebook




Nicola Zengiaro

 


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