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Il ritorno del Duca Bianco: David Bowie, The Next Day

 

 
Scheda
 

Autore: David Bowie
 
Titolo: The Next Day
 
Etichetta: Columbia
 
Anno: 2013
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
15 total ratings

 

Aspetti positivi


La grande carica di energia e creatività di un'autentica icona del rock.

Aspetti negativi


Un certo auto-citazionismo, peraltro forse inevitabile per un artista in attività da decenni


In sintesi

The Next Day: Il Duca Bianco è tornato, lunga vita a David Bowie! L’album è proiettato nel futuro, pur affondando a piene mani nelle radici dell’artista.

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Posted venerdì, 5 Aprile 2013 by

 
La nostra recensione
 
 

David Bowie, The Next DayEra dall’ormai lontano 2004 che David Bowie aveva fatto perdere le tracce di sé, almeno come cantante. Nel 2006 aveva partecipato da attore al film The Prestige di Christopher Nolan, ma la rockstar sembrava aver abdicato al suo ruolo di musicista eclettico, amatissimo dal pubblico.

Dopo i problemi di cuore che l’avevano costretto a interrompere il tour del 2004, si erano anche diffuse, con malevola insistenza, voci che lo davano gravemente malato, e a nulla erano valse le rassicurazioni date dal figlio Duncan Jones, talentuoso regista. Né Bowie ha partecipato all’inaugurazione di una mostra a lui dedicata al Victoria and Albert Museum di Londra, X-Style, che ripercorre i quasi cinquant’anni di carriera dell’artista britannico. David ha messo a disposizione i suoi archivi e i celebri costumi di scena, ma non si è fatto vedere.

Così, quando all’inizio di gennaio di quest’anno lo stesso Bowie ha annunciato di aver composto parecchi nuovi brani, in vista del nuovo album uscito a marzo, la sorpresa e il sollievo sono stati grandi. L’album s’intitola, direi programmaticamente, The Next Day, quasi a indicare una sorta di resurrezione dopo la momentanea scomparsa. Sì, perché l’album, lungi dal suonare come un’autocelebrazione o una furba rimasticatura del passato, è proiettato saldamente nel futuro, pur affondando a piene mani nelle radici e nel passato del grande artista.

Confesso una personale passione per Bowie, al punto da averne inserito un “cameo” nel romanzo Nessun futuro uscito qualche anno fa, ma – ammirazione o no – davvero non si può rimanere indifferenti davanti a un album di questo livello, che non è esagerato definire capolavoro. Un disco per il quale ha fatto ricorso a un gruppo di vecchi amici come il grande produttore/musicista/arrangiatore Tony Visconti, Gail Ann dorsey, Earl Sick, Gerry Leonard, rinforzato se così si può dire dal talento del chitarrista David Torn, di Tony Levin, bassista stellare, e del sassofonista Steve Elson.

Il disco è stato introdotto da un singolo, accompagnato da un video inquietante e struggente, Where are we now, ambientato in quella Berlino che è stata per Bowie scenario artistico di riferimento. Un brano cantato con voce rotta, quasi spezzata, che è piaciuto subito, ma ha anche turbato i suoi fan. Temevano che facesse da apripista a un disco tetro, ripiegato su se stesso.

Nulla di più distante dalla realtà. Il Bowie del 2013 ci regala un disco di robusti brani rock, di canzoni che assomigliano a ballate senza esserlo davvero, innervate come sono di suoni acidi e duri, oppure temperati da inaspettati coretti Pop. C’è funky, rock’n’roll, il ritmo di Let’s Dance alternato alle sonorità hard rock dei Tin Machine, tra echi di Scary Monsters, Ziggy Stardust e naturalmente della celebre trilogia berlinese, richiamata sin dalla provocatoria copertina.

Da qualche settimana è stato inoltre diffuso un nuovo video, The Stars (Are Out Tonight), un brano suonato e cantato meravigliosamente, e al tempo stesso un esempio altissimo di videoclip, che vede una coppia di attempati signori assediati da una coppia di rockstar che in un inquietante gioco di specchi potrebbero essere le loro versioni giovanili: insomma un paradossale e geniale ribaltamento prospettico, quasi un caso di stalking al contrario.

Ma lasciatemi soffermare ancora sul brano: il suono e l’intensità che possiede sono straordinari, manifesto ideale della modernità senza tempo di Bowie. Per non parlare del testo:

Le stelle non dormono mai
Quelle morte e quelle viventi

Viviamo vicini alla Terra
Mai ai paradisi
Le stelle non sono mai lontane
Le stelle sono fuori stanotte

In tempi di crisi irreversibile della discografia, evidenzio inoltre che l’album ha debuttato al primo posto delle classifiche dei principali paesi europei, raggiungendo le prime posizioni nella chart di iTunes in oltre sessanta nazioni.

Il Duca Bianco è tornato, lunga vita a David Bowie!

Tracklist:

01. The Next Day 3:51
02. Dirty Boys 2:58
03. The Stars (Are Out Tonight) 3:56
04. Love Is Lost 3:57
05. Where Are We Now? 4:08
06. Valentine’s Day 3:01
07. If You Can See Me 3:16
08. I’d Rather Be High 3:53
09. Boss Of Me 4:09
10. Dancing Out In Space 3:24
11. How Does The Grass Grow 4:33
12. (You Will) Set The World On Fire 3:30
13. You Feel So Lonely You Could Die 4:41
14. Heat 4:25




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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