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Paul McCartney. New, di nome e di fatto

 

 
Scheda
 

Autore: Paul McCartney
 
Titolo: New
 
Etichetta: Virgin EMI Records (UK); Hear Music (US)
 
Anno: 2013
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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37 total ratings

 

Aspetti positivi


Un McCartney in gran forma regala al suo sterminato pubblico 12 brani di grande bellezza e modernità

Aspetti negativi


Anche a indossare i panni del critico più arcigno, riesce pressoché impossibile individuare vere debolezze nell'album, salvo forse un paio di brani leggermente di routine.


In sintesi

New è un album denso di idee e raffinatissimo nei suoni e si staglia nella feconda produzione di Paul McCartney come un nuovo giro di boa.

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Postedlunedì, 30 dicembre 2013 by

 
La nostra recensione
 
 

Paul McCartney. New, di nome e di fattoNew. Titolo semplice ma quanto mai appropriato per il nuovo album di Sir Paul McCartney. Già, perché, a dispetto dei cinquant’anni di carriera, l’ultima fatica discografica dell’inossidabile Paul, non suona affatto come “una roba vecchia”. Grazie anche all’apporto prezioso di ben quattro produttori di talento, quali Paul Epworth (l’artefice del successo di Adele), Mark Ronson (l’eminenza grigia dietro il successo della compianta Amy Winehouse), Giles Martin (figlio del più celebre George, da molti considerato il quinto Beatle) e Ethan Johns (anch’egli figlio d’arte legato in qualche modo ai Fab Four), la vena artistica di Macca non appare affatto inaridita. Al contrario, sembra arricchirsi di nuovi spunti ed elementi moderni, proteso verso il futuro. Proprio così. Le sperimentazioni elettroniche dei due album solisti incisi in anni recenti sotto le mentite spoglie di The FiremanElectric Arguments del 2008 e Rushes del 1998 – sono in parte confluite in questo album, così ricco e curato che ogni ascolto rivela nuove, piacevolissime, sorprese.

È il caso della splendida Road, caratterizzata da un uso nient’affatto tradizionale e scontato di tastiere e percussioni, o della modernissima Appreciate, che ammicca addirittura all’hip hop. Entrambi i brani testimoniano la volontà precisa dell’artista di non adagiarsi sugli allori, proteso verso il futuro con un entusiasmo e una freschezza che stupiscono in un musicista approdato al successo nei primi anni Sessanta.

Intendiamoci: a tratti, com’è giusto e forse inevitabile, affiorano la malinconia e la nostalgia dei “bei vecchi tempi” (bei tempi che, sia detto per inciso, per Paul sembrano protrarsi a oltranza): è il caso di Early Days, ballad acustica che rivisita gli esordi della sua carriera.

Ma andiamo per ordine. Fin dalle prime battute si capisce che non si tratta di un album di routine. Basta ascoltare la canzone d’apertura, Save us, divertente e scatenata, dominata da una bella chitarra distorta sorretta da un piano incalzante: pura e scoppiettante energia rock.

Paul McCartney. New, di nome e di fattoIl brano seguente, Alligator, nostalgico ma non troppo, molto chitarristico, mostra con orgoglio la sua matrice beatlesiana, sposando felicemente le atmosfere “sixties” con sonorità più aggiornate e leggere.

On my way to work, orecchiabile e riuscito, riecheggia invece il periodo più marcatamente pop degli Wings, citato anche in I can bet – inaspettato però nell’arrangiamento – e in Looking at her, brano quest’ultimo invece più tradizionale.

Queenie Eye è un bel rock psichedelico pulsante d’energia, che trasmette bene il piacere di fare ancora dell’ottima musica.

L’album, denso di idee e raffinatissimo nei suoni, si staglia nella feconda produzione di McCartney come un nuovo giro di boa, di grande importanza per capire chi sia oggi e che musica suoni una delle ultime, grandi divinità del Rock.

Dovessi indicare tre pietre miliari nell’imponente discografia di McCartney, non esiterei a collocare questo disco accanto al recente Chaos and Creation in the Backyard e allo storico Ram.

Tracklist

  1. Save Us
  2. Alligator
  3. On My Way To Work
  4. Queenie Eye
  5. Early Days
  6. New
  7. Appreciate
  8. Everybody Out There
  9. Hosanna
  10. I Can Bet
  11. Looking At Her
  12. Road

 




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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