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Stranger to Stranger, il nuovo disco di un giovane vecchio, Paul Simon

 

 
Scheda
 

Autore: Paul Simon
 
Titolo: Stranger to Stranger
 
Etichetta: Concord Records
 
Anno: 2016
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Disco di grande qualità, con suoni e arrangiamenti piacevolmente spiazzanti

Aspetti negativi


Non pervenuti!


In sintesi

A distanza di cinque anni da So beautiful or so what, Paul Simon torna con un nuovo, imperdibile, disco: Stranger to Stranger. La nostra recensione.

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Posted venerdì, 17 Giugno 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Paul Simon, Stranger to Stranger

Paul Simon, Stranger to Stranger

E così, a cinque anni di distanza dal precedente album So beautiful or so what, Paul Simon, vera e propria leggenda del pop folk, è tornato all’inizio di questo bizzoso giugno con un nuovo disco, Stranger to Stranger. Tanti sono gli anni che ha impiegato per realizzare un disco che sprizza energia, passione, divertimento e soprattutto tanta qualità. Non è poco, alla verde età di settantaquattro anni. Basta ascoltare il brano che dà il titolo all’album, Stranger to Stranger, una ballata raffinata e di grande eleganza, che conferma certe interessanti somiglianze con Sting (non a caso i due di recente hanno fatto un tour assieme).

Se pure Stranger to Stranger si rivelasse come l’ultimo album della luminosa carriera di Simon, potremmo osservare che l’artista avrebbe davvero chiuso in bellezza. Sì, perché questo è a mio parere il suo disco più bello dopo Graceland: un lavoro all’insegna del suono – con gli strumenti inventati da Harry Partch (il Chromelodeon e la Marimba Eroicae, per esempio) e della ricerca musicale con le amatissime contaminazioni tra World music, pop, folk e sonorità elettroniche.

Il risultato, strepitoso e di grande sostanza, è raggiunto grazie anche al contributo di produttori e arrangiatori d’avanguardia come Roy Halee e Nico Muhly e e di una pletora di musicisti del calibro di Jack DeJohnette e Bobby McFerrin.

A molti artisti, specie in questi tempi di crisi del disco, basterebbe poter vivere di rendita sul glorioso (e lucroso!) passato del periodo folk-pop di Simon & Garfunkel, ma il paffuto Paul non riposa affatto sugli allori, come del resto fa un altro giovincello settantenne, un certo Sir Paul McCartney, che gira ancora il mondo con una band strepitosa e incide dischi nient’affatto di routine.

Già il brano d’apertura, The Werewolf, scandito da potenti percussioni dal suono afro, rende bene lo spirito che pervade l’intero disco. Non a caso, è uno dei brani ai quali ha lavorato il produttore “elettronico” di casa nostra Clap! Clap!, nome d’arte del talentuoso Cristiano Crisci.

Si prosegue in crescendo con Wristband, di nuovo molto ritmato, modernissimo, con basso in grande evidenza e la voce del Nostro a deliziarci come sempre. In a parade stupisce l’ascoltatore con la sua grande verve, una specie di marcetta come suggerisce il titolo, ma in chiave etno, sempre molto ritmata. Proof of Love è una ballata dall’incedere molto particolare, quasi solenne, con inaspettati cori quasi gospel: a dir poco incantevole.

Cool Papa Bell è un brano molto piacevole e fresco, che proprio non diresti composto da un signore che a ottobre soffierà sulla settantacinquesima candelina. A questo punto non possiamo più stupirci dell’energia che pulsa in The Riverbank, mentre veleggiamo purtroppo verso la fine del disco. Disco che si conclude con il brano Insomniac’s Lullaby, sorta di commosso omaggio al tempo che fu, una ballata vecchia maniera di grande bellezza e apparente semplicità, quasi un regalo ai fan di Simon e Garfunkel. E qui ci sfugge una lacrimuccia nostalgica…

Non mancano brevi inserti sonori sempre all’insegna del ritmo tra una canzone e l’altra, e anche in questo l’artista rivela la sua voglia inesausta di spiazzare.

Concludiamo questa nostra recensione con le parole di Paul Simon, che illustrano bene il suo approccio alla musica: “Il suono è l’oggetto di questo album, e ne caratterizza ogni singola canzone. Se la gente lo avvertirà, sarò contento. La giusta canzone al momento giusto può vivere per generazioni: un bel suono, beh, è per sempre”.

Tracklist di Stranger to Stranger di Paul Simon

  1. The Werewolf
  2. Wristband
  3. The Clock
  4. Street Angel
  5. Stranger to Stranger
  6. In a Parade
  7. Proof of Love
  8. In the Garden of Edie
  9. The Riverbank
  10. Cool Papa Bell
  11. Insomniac’s Lullaby



Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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