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The diving board: ecco il nuovo Elton John

 
The diving board: ecco il nuovo Elton John
The diving board: ecco il nuovo Elton John
The diving board: ecco il nuovo Elton John

 
Scheda
 

Autore: Elton John
 
Titolo: The diving board
 
Etichetta: Mercury
 
Anno: 2013
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
1145 total ratings

 

Aspetti positivi


Il lavoro di un artista maturo, libero da ogni vincolo di classifica. Genuino, elegante.

Aspetti negativi


Inventiva melodica non ai massimi livelli, come è naturale per un artista che compone da quasi cinqunat'anni.


In sintesi

The Diving Board di Elton John è un album che vale la pena di ascoltare: nella versione normale contiene 15 canzoni, 4 in più nella versione deluxe.

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Posted mercoledì, 9 Ottobre 2013 by

 
La nostra recensione
 
 

The diving board: ecco il nuovo Elton John

Gli anni passano, ma sir Elton John (nato Reginald Kenneth Dwight) non si stanca di fare musica e di andarsene in giro per il mondo a suonare dal vivo. In questi giorni esce infatti l’ultima “fatica” discografica, il trentesimo album di inediti: The diving board. L’album, lanciato a giugno dall’elegante singolo Home again, ancora una volta ci presenta un Elton John alla ricerca delle origini. Scritto in soli due giorni (l’artista è sempre stato celebre per la rapidità di composizione) The diving board sfrutta la semplicità melodica grazie all’utilizzo di tre strumenti principali (pianoforte, batteria e basso), proprio come le prime produzioni, dando spazio alle emozioni e a un timbro vocale che negli anni si è fatto profondo e intenso, ben diverso da quello squillante ed eclettico dei primi anni ’70, ma con un fascino sempre vivo, capace di avvolgere l’ascoltatore. Sono passati tre anni dal sorprendete album The Union, composto e suonato insieme al grande Leon Russell, e qui troviamo un Elton John leggermente diverso, più omogeneo nel modo di comporre, anche se c’è spazio anche per ritmi particolari, che però non vanno mai oltre il segno di un pacato ritmo blues. Un disco di ballate che si ascoltano con piacere, che rilassano. A quasi settanta anni non possiamo certo chiedere un disco innovativo e brillantissimo, ma quello che ci aspettiamo è sempre alta qualità e in questo l’Elton John dell’ultimo decennio non ci delude mai, ripescando emozioni genuine e il piacere di comporre al pianoforte, senza la necessità di piazzare una hit.

Particolare anche la scelta dei musicisti. La Elton John Band è ben conosciuta (anche se ultimamente è stata segnata da due lutti dolorosi: il bassista Bob Birch e il tastierista Guy Babylon), ma per questo ennesimo lavoro gli amici più stretti dell’artista di Pinner sono rimasti a casa e il produttore T-Bone Burnett ha messo in piedi una produzione con musicisti provenienti da altre realtà. Così l’album vive di sonorità diverse e più fresche, molto adatte allo stile compositivo dell’ultimo periodo. Troveremo quindi ancora Davey Johnstone e Nigel Olsson negli innumerevoli concerti in giro per il mondo. Insieme a un Elton “Rocket Man” John che continua con disinvoltura a ingannare il tempo, a dispetto degli anni che passano (classe 1947). The Diving Board è un album onesto, che vale la pena di ascoltare. Nella versione normale contiene quindici canzoni, quattro in più nella versione deluxe. Ci limitiamo, in questa sede, a suggerire l’ascolto di una canzone su tutte (oltre al singolo Home again): Oscar Wilde Gets Out. Il pianoforte ammalia, la voce incanta, il ritmo è squisito. Sempre il vecchio, solito, Elton John.




Andrea Franco

 


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