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San Bruno, fondatore della Certosa

 
San Bruno
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San Bruno

 
La scheda del santo del giorno
 

Nome: san Bruno (o Brunone) di Colonia
 
Data della ricorrenza: 6 ottobre
 
Periodo: 1030 (circa) - 1101
 
Grado della celebrazione: memoria facoltativa
 
Titolo: ,
 

Preghiera


O Dio, che hai chiamato san Bruno a servirti nel silenzio e nella solitudine, per la sua intercessione e il suo esempio donaci di conservare, nella dispersione della vita quotidiana, una continua unione con te.


In sintesi

Il santo del giorno del 6 ottobre è san Bruno (conosciuto anche come san Brunone) fondatore dei certosini, ordine dedito alla contemplazione totale.

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Posted martedì, 6 Ottobre 2015 by

 
Il santo del giorno
 
 
San Bruno

Girolamo Marchesi, San Bruno, olio su tavola, circa 1525

6 ottobre: San Bruno, fondatore dei certosini (conosciuto anche come san Brunone). Nacque in Germania, a Colonia, intorno al 1030 e visse in vari luoghi tra il suo paese d’origine, la Francia e l’Italia e proprio qui da noi morì, a Serra San Bruno (Vibo Valentia) il 6 ottobre 1101.

Professore di teologia e filosofia, ma è attratto dalla vita eremitica e così, con sei compagni che condividono la sua visione di una vita totalmente dedita alla preghiera, si stabiliscono in una località poco ospitale, detta chartusia (chartreuse in francese): gli inizi della Certosa sono possibili grazie al sostegno del vescovo Ugo di Grenoble. In quel luogo mettono su quella che sarà poi il monastero della Grande Certosa: un luogo per la preghiera comune e sette costruzioni, più baracche che altro, in cui ciascuno vive in preghiera e lavorando. È la vita degli eremiti certosini ancora oggi, con momenti di preghiera.

Nel 1090 viene eletto papa il benedettino Oddone di Châtillon che assume il nome di Urbano II che da studente aveva avuto proprio san Bruno come insegnante: per questo motivo lo sceglie come consigliere. Dal papa Brunone riesce a ottenere l’approvazione del suo monastero. Tuttavia la sua vocazione eremitica mal si adattava con la vita presso il papa e per questo, con il permesso del papa, si reca in Calabria per fondare un monastero: così nasce Serra San Bruno.

Il Martirologio Romano così ricorda il santo del giorno del 6 ottobre: “San Bruno, sacerdote, che, originario di Colonia in Lotaringia, nel territorio dell’odierna Germania, dopo avere insegnato la teologia in Francia, desideroso di condurre vita solitaria, fondò con pochi discepoli nella deserta valle di Chartreux un Ordine, in cui la solitudine eremitica si combinasse con una minima forma di vita comunitaria. Chiamato a Roma dal papa beato Urbano II, perché lo aiutasse nelle necessità della Chiesa, riuscì tuttavia a trascorrere gli ultimi anni della sua vita in un eremo vicino al monastero di La Torre in Calabria”.

Dalla «Lettera ai suoi figli Certosini» di san Bruno

Dai frequenti ed affettuosi rapporti del nostro caro fratello Landowino sono stato informato della vostra fedeltà assoluta alla regola, e dico che ciò vi fa veramente onore. L’anima mia si rallegra nel Signore sapendovi grandemente impegnati a perseguire l’ideale della santità e della perfezione. Ne godo veramente e sono portato a lodare e ringraziare il Signore, e tuttavia sospiro amaramente. Esulto certo, com’è giusto, per la copiosa messe delle vostre virtù, ma sono addolorato e mi vergogno di starmene inerte e pigro nella bruttura dei miei peccati.

Ma voi, o miei carissimi fratelli, gioite per la vostra sorte beata e per la grande abbondanza della grazia di Dio su di voi. Gioite perché siete restati incolumi tra i pericoli d’ogni genere e i naufragi di questo mondo in tempesta. Gioite perché avete raggiunto la sicura quiete nell’oasi più protetta, a cui molti non arrivano, nonostante la loro volontà ed anche i loro sforzi. Molti altri l’hanno bensì raggiunta, ma poi ne furono esclusi, perché a nessuno di essi era stato concesso dall’alto.

Perciò, o miei cari fratelli, sappiate e tenetelo per certo che chiunque ha goduto di questo bene prezioso, qualora dovesse perderlo per qualche motivo, se ne dorrà senza fine, sempre che abbia qualche stima o cura della salvezza dell’anima sua.

Quanto a voi, carissimi miei fratelli laici, io dico: «L’anima mia magnifica il Signore» (Lc 1, 46), perché vedo la magnificenza della sua misericordia sopra di voi, secondo quanto mi riferisce il vostro priore e padre, che molto vi ama ed è assai fiero e contento di voi.

Esultiamo anche noi, perché interviene Dio stesso a istruirvi, a dispetto della vostra poca familiarità con le lettere. L’Onnipotente scrive con il suo dito nei vostri cuori non solo l’amore, ma anche la conoscenza della sua santa legge. Dimostrate con le opere ciò che amate e ciò che conoscete.

Infatti quando con ogni assiduità e impegno osservate la vera obbedienza, è chiaro che voi sapete cogliere saggiamente proprio il frutto dolcissimo e vitale della divina Scrittura.

Foto | Di Girolamo Marchesi (Italian, 1471 (?) 1481 (?)-1540 (?) 1550 (?)) (Walters Art Museum: Home page Info about artwork) [Public domain o Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Agiografo

 


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