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San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa

 
San Francesco di Sales
San Francesco di Sales
San Francesco di Sales

 
La scheda del santo del giorno
 

Nome: Francesco di Sales
 
Data della ricorrenza: 24 gennaio
 
Periodo: 21 agosto 1567 - 28 dicembre 1622
 
Patronato: autori, giornalisti, scrittori, sordomuti
 
Iconografia: bastone pastorale
 
Grado della celebrazione: memoria
 
Titolo: ,
 

Preghiera


O Dio, tu hai voluto che il santo vescovo Francesco di Sales si facesse tutto a tutti nella carità apostolica: concedi anche a noi di testimoniare sempre, nel servizio dei fratelli, la dolcezza del tuo amore.


In sintesi

San Francesco di Sales, vescovo e dottore della chiesa, è il santo del giorno 24 gennaio. È definito “dottore dell’amore”.

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Posteddomenica, 24 gennaio 2016 by

 
Il santo del giorno
 
 
San Francesco di Sales

San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa

24 gennaio: santo del giorno è Francesco di Sales, vescovo francese patrono, tra gli altri, anche dei giornalisti e degli autori in genere.

Francesco di Sales nacque a Thorens-Glières, in Alta Savoia, il 21 agosto 1567, divenne vescovo di Ginevra e fu uno dei grandi maestri di spiritualità degli ultimi secoli. Scrisse l’Introduzione alla vita devota (Filotea) e altre opere ascetico-mistiche, dove propone una via di santità accessibile a tutte le condizioni sociali, fondata interamente sull’amore di Dio, compendio di ogni perfezione (Teotimo). Fondò con santa Giovanna Francesca Fremyot de Chantal l’Ordine della Visitazione. Con la sua saggezza pastorale e la sua dolcezza seppe attirare all’unità della Chiesa molti calvinisti. Morì a Lione (Francia) il 28 dicembre 1622 e il suo corpo fu sepolto ad Annecy, dove aveva passato la maggior parte della vita, il 24 gennaio 1623.

Tra l’altro a san Francesco di Sales si ispirano i Salesiani, fondati da san Giovanni Bosco, perché il santo vescovo francese incarnava i principi di amorevolezza, ottimismo e umanesimo cristiano che erano fondamento del sistema pedagogico di don Bosco.

Il Martirologio Romano ricorda così il santo del giorno 24 gennaio: «Memoria di san Francesco di Sales, vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa: vero pastore di anime, ricondusse alla comunione cattolica moltissimi fratelli da essa separati, insegnò ai cristiani con i suoi scritti la devozione e l’amore di Dio e istituì, insieme a santa Giovanna di Chantal, l’Ordine della Visitazione; vivendo poi a Lione in umiltà, rese l’anima a Dio il 28 dicembre e fu sepolto in questo giorno ad Annecy».

Di lui ebbe a dire papa Giovanni Paolo II

Dottore dell’amore, san Francesco di Sales ha valorizzato incessantemente la fonte viva dell’alleanza di Dio con gli uomini: Dio ci ama, Dio ci accompagna in ogni momento della nostra vita, con un amore paziente e fedele; Dio infonde in noi il suo desiderio di ciò che è buono, un’attrazione verso ciò che è bello e vero.

Alcune frasi di san Francesco di Sales

  • Accusiamo il prossimo per cose lievi, e scusiamo noi stessi in cose grandi.
  • Bisogna avere un cuore capace di pazientare; i grandi disegni si realizzano solo con molta pazienza e con molto tempo.
  • Chi conquista il cuore dell’uomo conquista tutto l’uomo.
  • Ci sono anime che si disperdono tanto a pensare che cosa fare, da non avere più il tempo di fare niente; e in ciò che riguarda la perfezione, che consiste nell’unione della nostra anima con la divina bontà, la questione è di sapere poco e fare molto.
  • Diciamo così: Dio è il pittore, la nostra fede è la pittura, i colori sono la parola di Dio, il pennello è la Chiesa.
  • Dovunque ci troviamo, possiamo e dobbiamo aspirare alla vita perfetta.
  • È necessario che abbiamo due risoluzioni uguali: vedere le erbe cattive che crescono nel nostro giardino e avere il coraggio di volerle strappare; infatti il nostro amor proprio, che è ciò che produce queste impertinenze, non morirà fino a che vivremo.
  • È necessario sopportare gli altri, ma in primo luogo è necessario sopportare se stessi e rassegnarsi a essere imperfetti.
  • È sempre molto dannosa quella distrazione del cuore che porta ad avere il cuore in un posto e il dovere in un altro.
  • È un ottimo segno che il nemico si ostini a bussare alla porta: questo vuol dire che non ha ottenuto quello che voleva.
  • Gli alberi sradicati dal vento non sono adatti per essere trapiantati altrove, perché hanno lasciato le radici nella terra. Chi vuole trapiantarli in altra terra, deve invece avere cura di liberare a poco a poco le radici una dopo l’altra.
  • I bambini, a forza di ascoltare le mamme e balbettare dietro loro, imparano la loro lingua; avverrà lo stesso per noi se ci terremo vicino al Salvatore con la meditazione: osservando le sue parole, le sue azioni e i suoi affetti, impareremo, con il suo aiuto, a parlare, agire e volere come Lui.
  • I piccoli errori commessi all’inizio di qualsiasi impresa, ingigantiscono con il tempo e risultano, alla fine, irreparabili o quasi.
  • Il contadino non sarà mai messo sotto accusa se non ottiene un buon raccolto, ma lo sarà certamente se non ha ben coltivato e ben seminato i campi.
  • Il cuore umano tende a Dio per inclinazione naturale, senza sapere veramente chi sia.
  • Il male è già mezzo guarito quando se n’è scoperta la causa.
  • L’amor proprio muore solo quando moriamo noi, e conosce tanti modi di rintanarsi nella nostra anima, che non si riesce mai a farlo sloggiare.
  • L’ape trae il miele dai fiori senza sciuparli, lasciandoli intatti e freschi come li ha trovati. La vera devozione fa ancora meglio, perché non solo non reca pregiudizio ad alcun tipo di vocazione o di occupazione, ma al contrario vi aggiunge bellezza e prestigio.
  • L’effetto della pazienza è quello di possedere bene la propria anima; e quanto più la pazienza è perfetta, tanto più il possesso dell’anima diviene completo ed eccellente.
  • La carità, nostra regina, fa di tutto per i suoi figli.
  • La devozione è possibile in ogni vocazione e professione.
  • La fede è la grande amica del nostro spirito e può, a buon diritto, parlare alle scienze umane.
  • La salvezza viene indicata dalla fede, preparata per la speranza, ma è data soltanto alla carità.
  • Le tentazioni contro la fede vanno diritte all’intelligenza per indurla a disputare, ad almanaccare e a sognare.
  • Nella creazione Dio comandò alle piante di produrre i loro frutti, ognuna «secondo la propria specie» (Gn 1, 11). Lo stesso comando rivolge ai cristiani, che sono le piante vive della sua Chiesa, perché producano frutti di devozione, ognuno secondo il suo stato e la sua condizione.
  • Non bisogna rispondere minimamente né dimostrare d’aver udito quello che il nemico dice.
  • Non è per la grandezza delle nostre azioni che noi piaceremo a Dio, ma per l’amore con cui le compiamo.
  • Preferirei portare una piccola croce di paglia che mi avessero posto sulle spalle, senza scelta da parte mia, piuttosto che andare nel bosco a tagliarne una assai grande con molta fatica e portarla poi con grande pena.
  • Quel che facciamo per gli altri ci sembra sempre molto, quel che per noi fanno gli altri ci pare nulla.
  • Se un uomo sa di essere amato, poco importa da chi, è spinto a riamare; ma se è un uomo insignificante che viene amato da un grande signore, senza dubbio, la spinta a riamarlo sarà molto più forte.
  • Tutte le pietre preziose, gettate nel miele, diventano più splendenti, ognuna secondo il proprio colore, così ogni persona si perfeziona nella sua vocazione, se l’unisce alla devozione.

Foto | Di Wolfgang Sauber (Opera propria) [GFDL o CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons




Agiografo

 


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