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I santi martiri coreani

 
Santi martiri coreani Andrea Kim Taegŏn, sacerdote, Paolo Chŏng Hasang e compagni
Santi martiri coreani Andrea Kim Taegŏn, sacerdote, Paolo Chŏng Hasang e compagni
Santi martiri coreani Andrea Kim Taegŏn, sacerdote, Paolo Chŏng Hasang e compagni

 
La scheda del santo del giorno
 

Nome: Santi martiri coreani Andrea Kim Taegŏn, sacerdote, Paolo Chŏng Hasang e compagni
 
Data della ricorrenza: 20 settembre
 
Periodo: XIX secolo
 
Grado della celebrazione: memoria obbligatoria
 
Titolo:
 

Preghiera


O Dio, creatore e salvezza di tutte le genti, che hai chiamato a far parte dell’unico popolo di adozione i figli della terra coreana e hai fecondato il germe della fede cattolica con il sangue dei santi martiri Andrea Kim, Paolo Chŏng e compagni, per il loro esempio e la loro intercessione, rinnova i prodigi del tuo Spirito e concedi anche a noi di perseverare fino alla morte nella via dei tuoi comandamenti.


In sintesi

Il 20 settembre ricorre la memoria dei santi martiri coreani Andrea Kim Taegŏn, sacerdote, Paolo Chŏng Hasang e compagni. In tutto sono 103 persone.

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Posted 20 Settembre 2016 by

 
Il santo del giorno
 
 
Santi martiri coreani Andrea Kim Taegŏn, sacerdote, Paolo Chŏng Hasang e compagni

Santi martiri coreani Andrea Kim Taegŏn, sacerdote, Paolo Chŏng Hasang e compagni

20 settembre: oggi la chiesa celebra la memoria dei santi martiri coreani, vale a dire il sacerdote Andrea Kim Taegŏn, il laico Paolo Chŏng Hasang e vari loro compagni. Il numero di questi compagni è di 101.

Il primo germe della fede cattolica, portato da un laico coreano nel 1784 al suo ritorno in Patria da Pechino, fu fecondato sulla metà del secolo XIX dal martirio che vide associati 103 membri della giovane comunità. Fra essi si segnalano Andrea Kim Taegŏn, il primo presbitero coreano e l’apostolo laico Paolo Chŏng Hasang. Le persecuzioni che infuriarono in ondate successive dal 1839 al 1867, anziché soffocare la fede dei neofiti, suscitarono una primavera dello Spirito a immagine della Chiesa nascente. L’impronta apostolica di questa comunità dell’Estremo Oriente fu resa, con linguaggio semplice ed efficace, ispirato alla parabola del buon seminatore, del presbitero Andrea alla vigilia del martirio.

La memoria dei santi martiri coreani si celebra nella data odierna, perché un gruppo di essi subì il martirio in questo mese, alcuni il 20 e il 21 settembre.

Il Martirologio Romano ricorda così i martiri coreani: «Memoria dei santi Andrea Kim Tae-gon, sacerdote, Paolo Chong Ha-sang e compagni, martiri in Corea. In questo giorno in un’unica celebrazione si venerano anche tutti i centotrè martiri, che testimoniarono coraggiosamente la fede cristiana, introdotta la prima volta con fervore in questo regno da alcuni laici e poi alimentata e consolidata dalla predicazione dei missionari e dalla celebrazione dei sacramenti. Tutti questi atleti di Cristo, di cui tre vescovi, otto sacerdoti e tutti gli altri laici, tra i quali alcuni coniugati altri no, vecchi, giovani e fanciulli, sottoposti al supplizio, consacrarono con il loro prezioso sangue gli inizi della Chiesa in Corea».

Dall’omelia di papa Giovanni Paolo II per la canonizzazione dei martiri coreani

In occasione della canonizzazione dei martiri coreani (6 maggio 1984), papa Giovanni Paolo II ebbe a dire, tra l’altro:

Questi sono veri figli e figlie della vostra nazione, unitamente a tanti missionari di altri Paesi. Sono i vostri avi per discendenza, lingua e cultura. E contemporaneamente sono i vostri padri e le vostre madri nella fede, una fede che essi hanno testimoniato con lo spargimento del loro stesso sangue.

Dal tredicenne Peter Yu al settantaduenne Mark Chong, uomini e donne, clero e laicato, ricchi e poveri, gente del popolo e nobili, e molti di loro discendenti di martiri sconosciuti di epoche precedenti, tutti sono morti con gioia per la causa di Cristo.

Ascoltate le ultime parole di Teresa Kwon, una delle prime martiri: “Dato che il Signore del cielo è il Padre di tutta l’umanità e Signore di tutto il creato, come potete chiedermi di tradirlo? Perfino in questo mondo colui che tradisce il proprio padre o la propria madre non sarà perdonato. A maggior ragione io non posso tradire colui che è il Padre di noi tutti”.

Una generazione più tardi, il padre di Peter Yu, Agostino, dichiarava decisamente: “Ora che io ho conosciuto Dio, non mi è possibile tradirlo”. Peter Cho va ancora oltre e dice: “Supponendo anche che il proprio padre commettesse un crimine, nessuno ha il diritto di ripudiarlo e di non riconoscerlo più come il padre. Come posso dunque sostenere di non conoscere il celeste Padre e Signore, che è tanto buono?”.

E cosa rispose la diciassettenne Agatha Yi, quando a lei e al fratello minore venne riferita la falsa notizia secondo cui i genitori avrebbero rinnegato la fede? “Il fatto che i miei genitori abbiano tradito o meno è cosa loro. Per quanto ci riguarda, noi non possiamo tradire il Signore del cielo che abbiamo sempre servito”. A queste parole, altri sei cristiani adulti si consegnarono volontariamente nella mani dei magistrati per affrontare il martirio. Agatha, i suoi genitori e gli altri sei saranno canonizzati oggi. Inoltre, ancora moltissimi umili martiri sconosciuti hanno servito con eguale fede e coraggio il Signore.

Foto | By Vatican [GFDL], via Wikimedia Commons




Agiografo

 


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