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Colloqui con Marx ed Engels e il Barolo Chinato di Cappellano

 
Colloqui con Marx ed Engels e il Barolo Chinato di Cappellano
Colloqui con Marx ed Engels e il Barolo Chinato di Cappellano
Colloqui con Marx ed Engels e il Barolo Chinato di Cappellano

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Colloqui con Marx ed Engels
 
Autore: Hans Magnus Enzensberger
 
Nome vino: Barolo Chinato di Cappellano
 
Genere: , ,
 

Aspetti positivi


Il libro ci fa scoprire i problemi seri di una condizione di vita volta alla lotta politica e dei lati caratteriali poco conosciuti. Il Barolo Chinato di Cappellano è un compagno ideale per pause di riflessione, per godersi del buon cioccolato, e come ingrediente segreto in piatti e cocktail.

Aspetti negativi


Il libro è difficile da reperire poiché fuori edizione. Se ne possono trovare copie usate anche in internet o in qualche libreria o mercatino, ma con molta fortuna. Per il vino l'aspetto negativo è che, causa del suo tenore il suo alcolico, non se ne può bere una bottiglia intera! Almeno non senza conseguenze importanti.


In sintesi

Secondo noi il Barolo Chinato di Cappellano è l’ideale per avvicinarsi a Marx ed Engels, come sono descritti nel bel libro di Hans Magnus Enzensberger.

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Posted sabato, 22 giugno 2013 by

 
Il nostro abbinamento
 
 

Colloqui con Marx ed Engels e il Barolo Chinato di CappellanoEdito da Einaudi, collana gli Struzzi, scritto nel 1977, Colloqui con Marx ed Engels è un libro difficilmente reperibile. Per inciso, a me piacciono molto la storia e il carattere di personaggi famosi e a volte mi diletto a leggere più le biografie che li riguardano che i loro capolavori.

Hans Magnus Enzensberger ha fatto un lavoro strepitoso mettendo insieme tutta una serie di documenti, lettere, testimonianze varie che riguardano questi due intellettuali, utilizzando la tecnica del montaggio. Ci troviamo di fronte a oltre cinquecento pagine che narrano la lotta di classe, ma anche le difficoltà personali, spesso economiche di Marx.

Entrando nel vivo della lettura, mi piace soprattutto lo scambio di lettere di persone che hanno conosciuto Marx ed Engels e che ne parlano e, non meno raramente, ne sparlano, descrivendoli come persone di grande intelletto e dalla cultura sterminata, voraci nel loro sapere, ma infinitamente permalosi, invidiosi e vendicativi. Il libro, quindi, mette a nudo anche i lati meno edificanti ma decisamente interessanti dei due personaggi con dettagli che servono a tracciare un profilo più preciso di personalità così complesse.

Come sempre dietro ad un grande uomo c’è una grande donna, che soffre e si dispera per la misera condizione in cui versa la famiglia e per le sue sorti, costretta sovente a cambiare paese, a far nascere i propri figli in differenti nazioni e a vendere i pezzi preziosi appartenenti alla sua famiglia di stirpe nobile per sopravvivere. In alcuni punti è davvero toccante, soprattutto quando la miseria e la morte si abbatte su questa sfortunata ma tenace famiglia.

Apprezzabile l’identikit che ritaglia l’antagonista di Marx, l’anarchico Bakunin, che ne loda il sapere e ne sviscera la piccolezza nei sentimenti negativi che l’autore del Capitale non riesce a nascondere.

La lunghezza del testo a volte si fa sentire, rendendo il volume un po’ faticoso. Quando si arriva alla fine però ci si accorge che n’è valsa la pena.

Il Barolo Chinato di Cappellano

Colloqui con Marx ed Engels e il Barolo Chinato di CappellanoL’abbinamento che mi viene in mente è con l’immenso Barolo Chinato di Cappellano.

Per chi non lo conoscesse, il Barolo Chinato è un vino aromatizzato. Partendo dal vino Barolo, si aggiungono: zucchero, alcol, spezie quali china calissaia, radice di rabarbaro, di genziana ecc (ognuno ha la propria ricetta). Lo si lascia maturare per almeno un anno in botti prima di venderlo o consumarlo. Si tenga presente che in molti lo producono per autoconsumo nelle parti di Serralunga d’Alba, in provincia di Cuneo.

Inventato da un antenato dell’attuale erede della piccola azienda piemontese Cappellano dr Giuseppe, lo scoprii in una degustazione di vini naturali diversi anni or sono ed ancora ne subisco fascino e bontà.

Come lo si può descrivere? Provo a delinearvi grosso modo le caratteristiche. Partiamo dal Barolo e dai suoi profumi naturali, spezie, rosa appassita e via dicendo, a questo aggiungiamo china, cannella, vaniglia, chiodi di garofano, Citrus myrtifolia. Ora dimenticate tutto, poiché questa descrizione non rende minimamente giustizia all’alchimia che si sprigiona dalla bottiglia prima e nel bicchiere poi. Descriverlo è difficile, perché parliamo di percezioni quasi inconsce: sono quelle note che toccano corde profonde, malinconiche, ricordi dolci ma allo stesso tempo tristi. Un vino saudade! Io vi consiglierei di assaggiarlo, magari con un buon cioccolato fondente, meglio se con fave di cacao.

L’abbinamento con Colloqui con Marx ed Engels per me è stato istintivo: forse non sarò sufficientemente brava a spiegarlo. Comincio col dire che ho preso il vino dalle mani del signor Baldo – che certo non si tirava indietro nella lotta ideologica, qualunque essa fosse, e certo non era di colore nero. Lo stesso Augusto Capellano, quinta generazione, sostiene che l’inventore del Barolo Chinato, il suo pro-prozio, fosse un padre-padrone, come io credo lo fosse anche Marx. E poi perché sia il libro che il vino hanno andamenti dinamici con punte di commozione nel rievocare sentimenti celati.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.


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