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Le controvacanze di Laura Zambelli del Rocino e il VecchioFlorio Marsala secco

 
Le controvacanze di Laura Zambelli del Rocino e il VecchioFlorio Marsala secco
Le controvacanze di Laura Zambelli del Rocino e il VecchioFlorio Marsala secco
Le controvacanze di Laura Zambelli del Rocino e il VecchioFlorio Marsala secco

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Le controvacanze. Guida semiseria per turisti ostinati
 
Autore: Laura Zambelli del Rocino
 
Nome vino: VecchioFlorio Marsala secco
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
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Aspetti positivi


Il libro è divertente e sarcastico, diviso in pratici capitoli, ognuno dei quali racconta un tipo di vacanza differente. Il Marsala è un vino ottimo per gli aperitivi e in abbinamento, torna molto utile anche come ingrediente in cucina.

Aspetti negativi


Niente da segnalare né per il libro né per il Marsala.


In sintesi

Viaggiare è il tema conduttore de Le controvacanze e lo abbino a un vino modificato per renderlo più adatto ai viaggi: il Marsala VecchioFlorio.

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Posted domenica, 10 agosto 2014 by

 
Il nostro abbinamento
 
 

Le controvacanze di Laura Zambelli del Rocino e il VecchioFlorio Marsala seccoAlla vigilia del grande esodo per antonomasia, quello delle vacanze di Ferragosto, quest’anno in verità più moderato rispetto al passati ma comunque massiccio e trasversale, ho letto il libro Le controvacanze. Guida semiseria per turisti ostinati di Laura Zambelli del Rocino.

Una serie di capitoli, ognuno dei quali affronta una tipologia di viaggi e ne esalta o distrugge aspetti positivi e negativi con valide argomentazioni, che fortunatamente non sono supponenti, ma che strappano anche diversi sorrisi. Si affronta la settimana bianca, il viaggio solo amiche e quello solo amici, l’insolito e intrepido viaggio con suocera che si rivela poi estremamente vantaggioso, l’alternativo viaggio estivo nel Nord Europa, salvo poi scoprire che di alternativo non c’è più nulla, ecc. Effettivamente, parafrasando Verdone e i suoi amici coatti in Viaggi di nozze, ormai si è già provato tutto, si è già visto e fatto tutto quello che c’era da fare e da vedere, se non in prima persona magari tramite Facebook o qualche documentario.

Leggendo mi viene da pensare che la scrittrice abbia girato parecchio, e che abbia letto altrettanto. I riferimenti a scritti e scrittori sono molteplici, e mi piace molto quando se li immagina passeggiare dove ci ha portati lei col suo racconto. Mi piace come smonta le vacanze costruite da grandi tour operator, come mette in discussione anche le attualissime mode green ed ecologiste, mi piace ancora di più il viaggio nell’aldilà, quasi poetico, senza essere melenso o retorico.

Vero è che si è perso il gusto del viaggio e, come accade in altri campi, ci si concentra sulla meta. L’essenza vera del viaggio, che costituisce l’avventura, la scoperta, l’emozione sparisce dietro un catalogo studiato e organizzato per rendere la vita semplice e il soggiorno piacevole. Con questo non mi voglio schierare tra quelli per i quali “si stava meglio quando si stava peggio”: io sono contenta di arrivare in Brasile in dodici ore di volo, rispetto ai tre mesi di nave che affrontava mia nonna; sono contenta di riuscire a far sapere a mia madre che sono già arrivata, prima ancora di lasciare l’aeroporto di arrivo, e sono contenta di indossare un abbigliamento tecnico sulla neve che non ti ingolfa e ti fa caldo, rispetto a quegli scafandri che dovevi infilarti per sopravvivere alle sferzate fredde del vento che in discesa ti creavano due stalattiti che ti scendevano dalle narici. Certo in molti casi si è persa la poesia, ma quanto poteva essere romantico viaggiare per giorni interi su un cavallo alla mercé del clima, o venire derubati durante viaggi in carrozze, o dividere gli spazi con altre persone infestate da pidocchi e quant’altro? Quest’ultimo brivido lo si può ritrovare in modo più lieve in una bella camerata mista in un ostello della gioventù, in una qualsiasi capitale.

In fondo il modo giusto di viaggiare è quello che asseconda di più le proprie esigenze senza ledere i diritti altrui. Quindi a ognuno il suo e buon divertimento!

Il VecchioFlorio Marsala secco

Le controvacanze di Laura Zambelli del Rocino e il VecchioFlorio Marsala seccoIl Marsala è un vino frutto della tradizione siciliana e dell’interpretazione del commerciante inglese John Woodhouse. Al vino rosso di annate precedenti, elevato in botte, veniva aggiunto del vino nuovo per non far scolmare i barili. Il vino era già apprezzato e richiesto dai vari commercianti che vi passavano, ma Woodhouse per trasportarlo nei suoi viaggi marittimi decise di aggiungervi dell’acquavite al fine di renderlo più stabile ed evitare rifermentazioni. Questa accortezza rese il vino ancora più apprezzato, così il commerciante scelse di dedicarsi esclusivamente alla produzione e commercializzazione di questo vino fortificato, utilizzando inoltre il metodo soleras. Nasce in questo modo il Marsala che conosciamo ai nostri giorni, un vino fortificato per renderlo più adatto a viaggiare.

Viaggiare è il tema conduttore di questo libro, e due capitoli sono dedicati al viaggiare in mare. Per un libro dedicato a vacanze e viaggi, non ho potuto fare a meno di ricorrere a un vino che è stato modificato nella struttura alcolica, proprio per renderlo più adatto ai viaggi stessi. Ho scelto un classicissimo e molto conosciuto Marsala Florio: VecchioFlorio secco. Viene prodotto con uve Grillo e Cataratto, matura quasi tre anni in botti e tini di rovere di diversa capacità, sei mesi in più rispetto a quanto previsto dal disciplinare. L’affinamento in bottiglia è di tre mesi.

All’esame visivo si presenta in una veste ambrata con riflessi oro. Al naso possiamo riconoscere sentori di uva sultanina, mallo di noce, vaniglia e il caratteristico riconoscimento di ossidazione proprio del Marsala. All’esame gustativo troviamo una buona corrispondenza naso/bocca. Si percepisce pienezza e l’alcol è ben bilanciato, il finale è lungo e ammandorlato. La gradazione di 18,0% vol.: questo permette abbinamenti a formaggi a media stagionatura, mandorle tostate e bottarga. Primo anno di produzione è stato il 1915.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.


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