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Fiabe svedesi con Brut Réserve di Billecart-Salmon

 
Brut Réserve di Billecart-Salmon in abbinamento alle Fiabe svedesi
Brut Réserve di Billecart-Salmon in abbinamento alle Fiabe svedesi
Brut Réserve di Billecart-Salmon in abbinamento alle Fiabe svedesi

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Fiabe svedesi
 
Autore: traduzione di Bruno Berni
 
Nome vino: Brut Réserve di Billecart-Salmon
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
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Aspetti positivi


Tutte le storie finiscono bene per i protagonisti: certo se simpatizzate per la povera strega che se ne stava per conto suo, allora ne rimarrete delusi! Per il vino: peculiarità delle grandi Maison di Champagne è proprio quella di impegnarsi anno dopo anno, a ottenere lo stesso Champagne a dispetto dell’annata.

Aspetti negativi


Le storie non regalano sorprese e i finali sono tutti uguali, perfetto accompagnamento è questo Champagne Brut Réserve di Billecart-Salmon, buono sì, ma sempre uguale e mai economico.


In sintesi

Leggi le Fiabe svedesi mentre sorseggi un bicchiere di Brut Réserve di Billecart-Salmon: leggi il perché di questo abbinamento.

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Posted sabato, 28 luglio 2018 by

 
Il nostro abbinamento
 
 
Fiabe svedesi

Fiabe svedesi

L’idea di raccogliere le fiabe svedesi conobbe qualche timido tentativo prima del 1800. Poi, visto il successo dell’iniziativa portata avanti in Germania dai Fratelli Grimm, anche in suolo svedese si risvegliò la voglia di trascrivere le narrazioni orali.

A raccogliere la sfida fu lo svedese Hyltén-Cavallius, nato nella regione di Värend, zona molto ricca di racconti. Insieme all’inglese George Stephens, tra il 1841 e il 1847 misero insieme molteplici fiabe svedesi. Il primo fascicolo di fiabe e leggende vide la luce nel 1844, al quale seguì una seconda uscita nel 1849. Si tratta di ventidue fiabe che narrano di giganti, troll e magia, tradotte in italiano da Bruno Berni e pubblicate da Iperborea con il titolo di Fiabe svedesi.

Ai primi due fascicoli sarebbero dovuti seguirne ulteriori due, ma non videro mai la luce. Il problema di questo insuccesso potrebbe essere dovuto alla scelta del linguaggio, troppo aulico e troppo distante da quello utilizzato dal popolo.

Nonostante il mancato successo, tuttavia, i due autori diventarono per la Svezia quello che i Grimm furono per le fiabe tedesche.

Ho scelto di leggere il libro Fiabe svedesi per conoscere qualcosa di quella cultura nordica. Speravo di arricchirmi e capire anche qualcosa distante da me, ma, ahimè, le storie che mi sono trovata a leggere avevano tutte la stessa trama. Una bella principessa dal carattere impareggiabilmente buono, pelle d’alabastro, lunghi capelli biondi e occhi blu. Giovane sfortunato minore di tre fratelli e qualche Strega oppure Orco o Gigante da sconfiggere con l’astuzia. Ogni tanto qualche sorellastra brutta e invidiosa… Tutto estremamente simile, niente guizzi di fantasia o colpi di scena. Chissà se le storie non pubblicate sono quelle più interessanti!

Bellezza, bontà, furbizia sono gli aggettivi che vengono esaltati da questi racconti. Onestamente preferisco la raccolta della nostra tradizione a opera di Italo Calvino, decisamente più varia.

Quale vino abbinare a un libro come Fiabe svedesi, composto da storie tutte uguali?

Brut Réserve di Billecart-Salmon in abbinamento alle Fiabe svedesi

Brut Réserve di Billecart-Salmon in abbinamento alle Fiabe svedesi

Parlando di una raccolta di storie dove la vera protagonista è la magia, chi meglio può racchiudere la magia in campo enologico se non un metodo classico? Pardon! Champenois.

Ho deciso di abbinare le Fiabe svedesi a un classicissimo Billecart-Salmon Brut Réserve, assemblaggio dei tre vitigni principali della Champagne: Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Meunier.

L’azienda fu fondata nel 1818 da François Billecart e sua moglie Elisabeth Salmon. Oggi, dopo duecento anni, l’azienda è ancora a conduzione familiare, gestita dalla settima generazione.

Il 30% di Pinot Nero proviene dalla Montagna di Reims e dalla Grande Vallata della Marne; il 30% dello Chardonnay proviene da diversi cru della Marne e il 40% del Pinot Meunier proviene dalla Valle della Marne e da Coteaux a Sud d’Epernay. Matura sui lieviti per 30 mesi.

Al naso esprime sentori di fiori bianchi e fruttati di pera matura. In bocca è fresco e deciso, rimane compatto con una splendida freschezza. Perfetto in aperitivo può accompagnare degnamente piatti di crostacei o risotti alle verdure.

Le bollicine sono un’indescrivibile magia, vengono utilizzate per celebrare feste, avvenimenti importanti, suggellare situazioni memorabili, si dividono comunque in due grandi categorie: le Maisons che cercano di rassicurare i propri clienti, dando loro sempre lo stesso risultato, e quelle che non sai mai cosa aspettarti. Personalmente preferisco che un vino rispecchi l’annata e la diversità della nuova produzione.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.


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