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Il canto dell’elefante di Wilbur Smith e l’Elephant London Dry Gin

 

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Il canto dell'elefante
 
Autore: Wilbur Smith (traduzione di Roberta Rambelli)
 
Nome vino: Elephant London Dry Gin
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
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Aspetti positivi


Nonostante la mole, il tema del libro è scorrevole. Il gin devolve alle associazioni Big Life Foundation, Space for Elephants e David Sheldrick il 15% del ricavato. Le etichette vengono incollate a mano, e riportano il nome di un elefante che andrete ad adottare con il vostro acquisto.

Aspetti negativi


Le pagine del libro sono molte e in alcuni passaggi risulta una lettura angosciante. Non trovo lati negativi per il gin.


In sintesi

Leggi il libro Il canto dell’elefante di Wilbur Smith e scopri perché l’abbiamo abbinato all’Elephant London Dry Gin, distillato che sostiene gli elefanti.

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Posted sabato, 9 Febbraio 2019 by

 
Il nostro abbinamento
 
 
Wilbur Smith, Il canto dell’elefante

Wilbur Smith, Il canto dell’elefante

Wilbur Smith è uno scrittore di origini inglesi nato in Zambia nel 1933. Come per molti, i suoi inizi da romanziere furono incerti, fino alla pubblicazione da parte di una casa editrice londinese. Da allora iniziò a scrivere della sua Africa, degli animali, degli indigeni e dell’apartheid.

Autore di innumerevoli bestseller, conquistò il pubblicò con la sua prima opera: Il destino del leone. Oggi per l’abbinamento prendiamo in considerazione un’altra sua opera: Il canto dell’elefante.

Il canto dell’elefante

Romanzo di quasi cinquecento pagine ambientato nel cuore dell’Africa, Il canto dell’elefante ci racconta il bracconaggio e lo sterminio di questi innocenti pachidermi. Trama fitta e ingarbugliata che svela non solo l’illegale traffico dell’oro bianco, ma anche un dedalo complicato di illeciti internazionali ancora più squallidi.

Il protagonista, Daniel Armstrong, si rimbocca le maniche e grazie all’aiuto di fidati collaboratori, strappa la sua bella terra selvaggia a chi negli anni l’ha sfruttata e impoverita.

Crudo, lungo, incalzante, è stato il primo, e al momento unico, romanzo che ho letto di Smith. Forse l’ho approcciato troppo giovane e alcune realtà mi sono sembrate molto pesanti anche solo da immaginare, eppure esistono e prenderne coscienza fa male, ma è anche doveroso.

L’abbinamento con l’Elephant London Dry Gin

L’abbinamento de Il canto dell’elefante è presto detto: Elephant London Dry Gin. Un Gin tedesco che ha a cuore gli elefanti.

Questo gin unisce quattordici erbe e spezie (Artemisia aromatica, Artiglio del Drago, Coda di leone, Baobab e Bucco…) a mele fresche di produzione propria. In bocca è un’esplosione di lavanda e pino, con sfumati richiami di camomilla. Secco e piacevole.

A tal proposito, in una sfida tra miscelatori ho assaggiato il cocktail Cristalli d’Africa, che mi pare capiti a fagiolo, ad opera di Daniele Gentili: base Elephant London Dry Gin, Elephant Sloe Gin, Mastiha, dark shrub, mela verde. Ad averla, vi scriverei anche la ricetta, ma probabilmente è un segreto: magari chi si trova di passaggio a Roma può andare alla ricerca del suo creatore e farselo preparare, sognando di trovarsi nella selvaggia, quanto affascinante Africa.

Foto | composit dalla pagina Facebook di Elephant Gin e copertina del libro.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.


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