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Le otto montagne di Paolo Cognetti con il Sake Aosae no Sumikiri Junmai 2015 di Konishi Shuzo

 

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Le otto montagne
 
Autore: Paolo Cognetti
 
Nome vino: Sake Aosae no Sumikiri Junmai 2015 di Konishi Shuzo
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
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Aspetti positivi


Il libro è descrittivo senza essere tedioso, a chi ama la montagna fa rivivere le emozioni che si provano arrivando in cima, a chi non l’ha mai fatto fa percepire cosa la montagna trasmette a chi la ama. Il Sake è un vastissimo mondo fatto di mille sfaccettature: questo è un ottimo compromesso fra corpo ed eleganza, ha un buon sapore e non costa un occhio della testa.

Aspetti negativi


Non perché abbia vinto il premio Strega, ma non trovo nulla da ridire su questo libro. Neanche per il Sake, visto che non ne padroneggio la conoscenza fino in fondo.


In sintesi

Abbiamo abbinato il Sake Aosae no Sumikiri Junmai 2015 di Konishi Shuzo al romanzo «Le otto montagne» di Paolo Cognetti: ecco il perché.

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Postedsabato, 23 dicembre 2017 by

 
Il nostro abbinamento
 
 
Paolo Cognetti, Le otto montagne

Paolo Cognetti, Le otto montagne

Se avete voglia di leggere un bel libro, piacevole, scritto bene e vi piacciono le montagne, non potete non leggere il libro vincitore del premio Strega 2017: Le otto montagne di Paolo Cognetti. E per invogliarvi alla lettura lo abbiniamo con il Sake Aosae no Sumikiri Junmai 2015 di Konishi Shuzo.

Le otto montagne

La storia narra di una famiglia appassionata delle montagne, che dalle amate Dolomiti si sposta in Val d’Aosta. Affittano una casetta per trascorrervi l’estate. Il figlio della coppia, Pietro, impara così ad amarle, rispettarle e in questo mondo totalmente differente da Milano, dove vivono il resto dell’anno, stringe amicizia con Bruno, bambino montanaro.

Le estati si susseguono, Pietro cresce e inizia a mettere in discussione il rapporto che il padre gli ha imposto nel vivere la montagna e i suoi ritmi. Decide di non seguirlo più nelle sue imprese, fa altre amicizie, inizia ad arrampicarsi, cercando un modo suo per viverle. Un incidente di percorso, fortunatamente senza grosse conseguenze, segna ulteriore battuta d’arresto tra Pietro e la Montagna. Nel frattempo anche Bruno è diventato un uomo, lavora ai cantieri, si guadagna da vivere e lo spende al bar.

Pietro cerca la sua strada e si reca in Nepal per dei reportage. Nel suo peregrinare incontra un uomo che gli racconta la storia delle otto montagne, e il pensiero corre subito a Bruno. Si rincontrano, Pietro fa conoscere quella che diventerà la sua ex fidanzata, e inseguito compagna di Bruno. Inizieranno un progetto di produzione casearia in malga e avranno una bambina, mentre Pietro subirà un grave lutto in famiglia che gli lascerà una piccola eredità. I due riprendono il rapporto d’amicizia allentatosi per via delle strade diverse che si prendono nella vita.

Sake Aosae no Sumikiri Junmai 2015 di Konishi Shuzo

Sake Aosae no Sumikiri Junmai 2015 di Konishi Shuzo

Pietro riparte per l’Asia, Bruno lavora e si affanna perché ricoperto di debiti. L’inevitabile bussa a casa di Bruno che è costretto a dichiarare fallimento e perde moglie e figlia, cercherà consolazione nell’amicizia con Pietro. Il resto lo leggerete voi stessi.

Un libro che racconta i drammi della vita con una leggerezza fine come l’area rarefatta di alta quota.

Sake Aosae no Sumikiri Junmai 2015 di Konishi Shuzo

L’abbinamento forse più immediato sarebbe stato con uno dei vini di Montagna della Val D’Aosta, eppure mentre lo leggevo, l’andamento del diverso scorrere del tempo mi ha fatto pensare alle montagne del Giappone e al rigore dei suoi abitanti. Per questo motivo oggi abbino un Sake.

Il Sake è un fermentato di riso prodotto in molte aree del Giappone, ma anche in Cina, dove prende il nome di Huangjiu. Il Sake o Nihonshu, predilige il freddo, anche se si produce in prefetture più calde. Il Sake viene suddiviso in categorie basandosi sulla brillatura del riso: più questo viene brillato migliore sarà la qualità, poiché ci sarà un grandissimo scarto della materia prima. Esistono poi Sake non pastorizzati, frizzanti, torbidi senza filtrazione, invecchiati e da tavola, quelli più rustici e dal sapore più robusto.

Ho scelto il Junmai, ovvero senza aggiunta di alcool, 2015 prodotto da Konishi Shuzo in Hyogo, nella regione di Kansai. I sentori sono di pepe nero sia al naso che in bocca, banana, riso, melone bianco. Un buon palato, con un appropriato livello di acidità. Un fermentato profumato che, chissà perché, mi è venuto in mente leggendo questo libro.

Foto (lo sfondo) | Pixabay




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.


One Comment


  1.  
    Giovanni

    Il sakè giapponese mi ha sempre colpito per la ritualità della preparazione e del consumo. Bellissima anche la bottiglia!





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