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Creativa scrittura

Davide vive a Milano, città dove è nato 32 anni fa. Per lavoro si occupa di creatività, marketing e comunicazione. È un Writing Coach e insegna creativa scrittura.

Quando hai aperto il blog e perché?
Il blog Creativa Scrittura è nato agli inizi di quest’anno su consiglio di amici, colleghi e studenti per evitare che si perdano per strada appunti, consigli, suggerimenti, strumenti e tecniche per esplorare la scrittura creativa. E poi, una volta che qualcosa è stato messo online è possibile condividerlo e migliorarlo.

Come viene gestito e cosa contiene?
Sto riorganizzando anni e anni di appunti, spunti ed esperimenti per condividerli, discuterli e migliorarli. È nato perché in giro vedo tantissimi libri che parlano di scrittura creativa, ma quando li apro mi accorgo che sono solo dei libri di scrittura. La percentuale di creatività è praticamente nulla… per questo motivo, proprio perché mi occupo di questo argomento, mi sono sentito chiamato in causa… è giunto il momento di fare un po’ di chiarezza.

Quando hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere in prima elementare… il mio nome… Davide.
Scherzi a parte… Ho iniziato inventando libri game, quando avevo 10/11 anni, ma diciamo che il mio primo piccolo capolavoro risale ai miei 16 anni, quando scrissi un racconto e lo dedicai a una musa che mi aveva rapito il cuore.

Cosa rappresenta per te la scrittura?
Per me la scrittura è uno strumento attraverso il quale esploro il mondo della creatività: si parte dal mondo reale per tuffarsi nell’immaginario e spingersi fino al cuore delle emozioni. La scrittura è gioia, è energia, è ispirazione e soprattutto è alla portata di tutti.

Cos’è per te la scrittura creativa?
Cara Valeria, con la tua domanda, tocchi un argomento che a me sta molto a cuore. Per me la scrittura creativa è una giusta miscela tra creatività e scrittura. Con creatività non mi riferisco a una sua “semplice” applicazione attraverso qualche esercizio sparso qua e là del tipo “cambiamo il finale di questa storia”, oppure “partendo da questo incipit…”.
Molte persone sono convinte di non possedere la creatività, altri la confondono con l’estro e la fantasia, altri ancora pensano che solo pochi “eletti” ne siano misteriosamente dotati. C’è poi chi pensa che creativo equivale ad artista. Creatività non vuol dire solo immaginazione.
Utilizzo la definizione che Gianni Clocchiatti ha scritto nel suo libro: “Creatività significa realizzare collegamenti e connessioni, nuove e utili, utilizzando elementi preesistenti della realtà ma combinati tra loro in maniera nuova e originale”.
La scrittura creativa utilizza la scrittura come ponte verso il mondo della creatività: si parte dal mondo reale per tuffarsi nell’immaginario e spingersi fino al cuore pulsante delle emozioni.
L’immaginario e l’immaginazione non devono essere poi pensati come strettamente legati al fantastico: anzi, ogni libro che si rispetti è dotato di una grande dose di immaginazione, altrimenti è scontato e banale.
Un esempio a caso? La Divina Commedia di Dante: poteva Dante concepire quell’opera senza una fervida immaginazione?

Secondo te è fondamentale per uno scrittore frequentare un corso come il tuo per comprendere appieno il mondo delle parole scritte?
Per le differenze di cui ti ho parlato poco sopra credo valga la pena fare un distinguo tra i due tipi di corsi…
Vale la pena fare un corso di scrittura creativa “tradizionale”, dà tante basi di scrittura, insegna lo stile e la forma e attraverso una serie di attività di gruppo aiuta e stimola l’immaginazione.
Il mio corso sulla scrittura creativa scava molto più a fondo, sveglia la creatività latente e addormentata nelle persone, che poi sono in grado di dare vita a contenuti nuovi, originali, inediti. Lascio ad altri il compito di insegnare forma e stile… io lavoro sul cuore della narrazione, sulla storia che diventa unica.
La creatività fa la differenza tra una trama originale e una scontata, tra una prevedibile e una densa di colpi di scena.
Io credo che scrittori si possa diventare e una buona scuola spesso aiuta a svelare tutto il nostro potenziale.
Sta poi alle persone scegliere la prima o la seconda opzione…

Il pubblico come ha accolto queste lezioni? Hai avuto i riscontri che ti aspettavi?
Lavorare con la creatività è ogni volta un’esperienza unica, alla fine della lezione non ci si sente stanchi, ma carichi di energia e pieno di voglia di fare.
Vedo il sorriso sul volto delle persone, la loro gioia, la loro passione.
Le persone tornano a casa realmente entusiaste e non vedono l’ora che ci sia il nuovo incontro.
La strada è comunque ancora in salita, bisogna vincere il concetto che ha la gente di creatività intesa come decoupage, taglio e cucito e altre attività ricreative…

Hai appena partecipato a CreaConference. Cosa ti ha portato questa esperienza?
CreaConference è la più importante conferenza sulla creatività qui in Italia e si svolge a Sestri Levante ormai da sei anni.
CreaConference è un’esperienza che non è facile raccontare perché non ci sono parole realmente adatte per descriverla.
Immagina 250 persone da 34 paesi nel mondo che si incontrano, che condividono esperienze, emozioni, energie. Endorfine a mille e un potenziale creativo incommensurabile.
Eventi, attività che iniziano dalle 8 di mattina fino a mezzanotte, per cinque giorni, sempre tutti insieme, un gruppo fantastico.
Creativi, esperti di leadership, professionisti della comunicazione, formatori e creatori di team innovativi a confronto

Qual è il tuo libro preferito e perché?
Il mio libro preferito è La via dell’artista di Julia Cameron, un viaggio dentro se stessi, un percorso di crescita personale unico nel suo genere.

Categoria: Blog & Web
Valeria:

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