Ci sono giornate che iniziano in maniera strana e proseguono così. Sembra quasi di vivere la propria vita dall’esterno. La si guarda. La si osserva come fossero fotogrammi che non ci riguardano. Malessere esistenziale. A questa sensazione è dedicato un racconto, fulmineo, di Concetta Memoli.
Fotogrammi
Il glicine aveva già sparso i suoi petali ormai avvizziti su tutto il giardino. La pioggia li aveva schiacciati e battuti formando un pavimento davanti alla soglia della casa. Antica. Custode di vite passate in famiglia, infanzie dorate e giovinezze vissute fra gioie e dolori.
Sostava guardando la finestra in alto a destra, sperando si aprisse, come sempre.
Il telefonino squillò: «L’aspettiamo per le 9,30».
Entrò rapido in macchina, ingranò la marcia e, mentre scorrevano dalla macchina in corsa le immagini della campagna profumata di fresco mattino, avvertì i segni di un malessere esistenziale. Strana giornata, pensò.
Foto | Pixabay