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La poesia: che cosa meravigliosa, che noia mortale. L’antitesi in questo caso non è una forzatura ma il risultato di pensieri che riflettono la realtà quotidiana.
Perché direte voi? La risposta è semplice: siamo un popolo di poeti, forse troppo numeroso, non altrettanto incline alla condivisione e all’autocritica.
Ovviamente il commento è personale ma cercherò di farvi capire che cosa intendo al riguardo. La poesia è uno scritto creativo che vive principalmente di ispirazione, emozione, sentimento, conoscenza, musicalità e divulgazione. Sei semplici elementi che presentano la medesima importanza. Quando ci si avventura nella scrittura poetica, sarebbe buona cosa “testare” sempre la composizione facendo in modo che almeno quattro di questi elementi fossero sempre presenti.
- Ispirazione: è quell’attimo che ti costringe a fermare il tuo mondo, ti obbliga a interrompere i pensieri per trasmetterli in scritti (questo è un dono, bisogna ricordarselo).
- Emozione: ti rende migliore del mondo che ti circonda, ti fa vivere in una dimensione più umana, ti porta a vivere su un piano più elevato, ti concede percorsi più alti ed appaganti.
- Sentimento: una forma d’amore speciale. Il piacere del ricordo e della vicinanza, delle cose preziose, dello spirito e della rinascita.
- Conoscenza: è il cuore della poesia, la voglia di non essere mai appagato, di continuare ad apprendere per crescere e migliorarsi, la necessità di studiare, condividere e leggere la poesia, non solo di scriverla.
- Musicalità: perché una poesia deve “suonare” prima dentro di noi e poi sulle bocche di chi legge e di chi l’ascolta, deve contenere un canto che sposa le parole.
- Divulgazione: ho inserito questo elemento perché penso che la poesia possa migliorare il mondo. Lo scritto poetico deve racchiudere la voglia di avvicinare la gente alla poesia, coinvolgendola in pensieri altrimenti “dormienti”, di riuscire a far riflettere persone che tendenzialmente non sarebbero inclini ad avvicinarsi al mondo della poesia.
Poesia o Parole? È la differenza che esiste tra una composizione che ti coinvolge, e ti regala un attimo prezioso, o una prosa travestita da componimento poetico.
Sono una persona che ama la poesia e non può fare a meno di comprarla e leggerla. Purtroppo, con una certa frequenza, mi trovo di fronte a componimenti che emanano effluvi prosaici invece di profumare di prelibata poesia. Questo è il punto che fa riferimento all’autocritica, personalmente scrivo poesie da oltre venti anni, sempre con lo stesso piacere e con la stessa intensità. L’ho sempre fatto per mio diletto fino al momento in cui ho capito di aver bisogno di verificare se la mia passione poteva diventare gradita anche ad altri. Da qui la nascita di alcune sillogi di poesia, la partecipazione a concorsi letterari (con discreti risultati) e la conferma che i miei scritti “lasciavano” realmente qualcosa.
In questo recente percorso mi è capitato di leggere e conoscere poesie e giurati che mi hanno regalato sensazioni diametralmente opposte: poesie e persone fantastiche, prose poetiche e giurati imbarazzanti… ma di questo potremo e dovremo parlare prossimamente.
Passeggio
Audace
Tra Riflessi umani
Scomparsi.
Introduzione presente sulla copertina de
Il Passeggero