È Concetta Aiello che oggi condivide con noi i suoi appunti sulla poesia.
***
Con la mente è mentire! Io scrivo con l’anima. Scrivo quando sento quel calore che sale, scrivo quando tra me e il mondo scompare quel confine (io lo chiamo stato di grazia, è improprio?) e parole fluiscono, riempiendo pagine bianche.
Io scrivo
Io scrivo di emozioni, di sentimenti, di vecchi ricordi, di aquiloni.Scrivo e regalo ciò che sento Ad una platea sconosciuta ed attenta. Io scrivo di amori che mi hanno Lasciato splendidi ricordi, fatto battere forte il cuore, e dato a piene mani anche dolore. Io scrivo della vita, del sole e delle stelle, nel silenzio il freddo increspa la mia pelle.Scrivo di certe notti solitarie e belle. Io scrivo e nel mercato ho lo spunto giusto, incrocio persone cariche di vibrazioni, e guardandole negli occhi, aspetto che l’attimo mi scocchi…
Questi versi riassumono dolore e gioia, passato e futuro, sogni. Leggere e scrivere sono due passioni intrecciate insieme, indissolubili. A Rivarolo Canavese, nella splendida Via Ivrea, c’è ancora la vecchia edicola dove compravo: i fotoromanzi che impazzavano negli anni 70’, i libri di Liala, i gialli Mondatori, ma soprattutto lì, in quella edicola mi hanno presentato Neruda. Cento sonetti d’amore e una canzone disperata. Avevo letto in un fotoromanzo, appunto, il verso di una poesia di Neruda… così breve l’amore, così lungo l’oblio… e fu amore a primo verso!
Amavo (e amo) l’amore cantato da Neruda, affascinata e spaventata della forza che le parole urlavano dalle pagine. Sognavo di andare sulla sua isola, dove cielo e mare erano capovolti, dove tempesta e sereno erano equivalenti, dove odio e amore erano speculari, per la sua terra è intenso il colore del rimpianto in ogni suo verso.
Io scrivo anche di dolore, scrivo per non urlare al mondo il mio rancore. Scrivo di ciò che vivo tutti i giorni, e con ansia aspetto che il nuovo giorno torni.Io scrivo di sogni mai avverati che provo a far sentire ad altri, e
che io stessa ho smesso di sognare.Io scrivo parole, a pagine bianche confido le mie notti stanche,
le mie chimere s’intrecciano sul mio cuscino e scrivo sempre…a capo chino…io scrivo parole e lettere d’amore legate insieme in un pacchetto in fondo al cuore, un cassetto i ricordi più felici, che indosso come gli abiti di grandi attrici. Scrivo poesie, e piccoli racconti. Bevo avidamente come ad antiche fonti…
Ecco, riassumendo, la poesia è un dialogo con me stessa, mi racconto, mi consolo, mi cerco, tento di lasciare una traccia, un’orma che non scompaia sotto un’onda. Vado alla ricerca delle mie radici. Quando i sogni sono troppo lontani ecco che Lei interviene e… scrivo. I ricordi sono la vita del cuore, senza loro la vita non sarebbe vita perché nel ricordo c’è il passato ma anche il futuro, e spesso io mi vesto di ricordi per affrontare il domani.
Scrivo e mi sento viva, sento il mondo dentro alle mie mani, respiro l’essenza della vita e volo tra i gabbiani. Io scrivo storie vere o inventate, chissà…ma non ha importanza, voglio solo la certezza che volino, non chiuse, e perse in una stanza. Scrivo e catturo con le mie rime gioie e dolori, così raggiungo l’apice delle mie emozioni, tento di salire sopra un treno che passa oltre il confine, per non aver rimpianti, e raggiungere il mio fine…
(da: Dal cuore alla luna 2008)
Scrivere in sintesi cosa è per me la poesia è difficile. Sintesi vuol dire estrarre, condensare, ridurre a poche parole un mondo che vive nella parola poesia, e non voglio. Lascio tutti liberi di aggiungere, togliere o addirittura cancellare ciò che ho scritto.Io apro le pagine del mio cuore ogni volta che dei versi vanno a dimora nel mio taccuino rosso. A voi l’ardua sentenza.
Foto | peregrine blue