Per pubblicare i vostri testi in questa sezione,
scrivere a graphedizioni@gmail.com
Una poesia di Antonio Carano
Percorro i tuoi
silenzi in questo
marzo inquieto, che
bagna sole e panni.
Mandorli e gardenie
– abusate rose –
inventano ancora,
come sempre, il
nulla – il reiterato
inganno – dei tuoi
occhi, dei tuoi fianchi.
E bianchi si riaprono
i diari – giardini
di rami o fiori
secchi e avari –
per scrivere di
nuovo, nella sera,
vermigli tremori e
sogni da scolari.
Percorro i tuoi
silenzi, amore,
come un equilibrista
il vuoto, o un usignolo
il canto. L’eternità,
mi dico, è un
pazzo, che volta e rivolta,
svagato, un guanto.