La notizia è ormai conosciuta da tutti: Osama Bin Laden è morto. C’è chi sostiene che giustizia sia stata fatta; chi ritiene che “il male” sia stato vinto; chi festeggia; chi pubblica foto (false) del cadavere. Riportando le frasi dei big, i giornali titolano: Il mondo è più sicuro; il mondo è un posto migliore. Noi scegliamo il silenzio. Se è doveroso che la giustizia faccia il suo corso e chi ha commesso misfatti paghi, ci sembra alquanto semplicistico gioire perché un uomo è stato ucciso.
Facciamo nostre le parole di un quacchero del XVII secolo, Higginson, che ebbe a scrivere:
“Noi non andiamo mai alla guerra: non perché temiamo la morte (al contrario, benediciamo il momento che ci unisce all’Essere degli Esseri), ma perché non siamo né lupi né tigri né mastini, ma uomini e cristiani. Il nostro Dio, che ci ha ordinato di amare i nostri nemici e di soffrire in silenzio, non vuole certo che noi attraversiamo il mare per andare a massacrare i nostri fratelli, solo perché degli assassini vestiti di rosso con un berretto alto due piedi arruolano dei Cittadini facendo fracasso con due bastoncini sopra una pelle d’asino ben tesa; e quando, dopo una battaglia vittoriosa, tutta Londra brilla di luminarie, il cielo è infiammato dai razzi e l’aria risuona del frastuono delle azioni di grazie, noi piangiamo in silenzio su quegli omicidi che sono causa di pubblica allegrezza”.
Foto | Honou