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Da un anno all’altro: non lasciamo spegnere la speranza!

Non lasciamo spegnere la speranza!

L’apologo delle quattro candele – pare di origine altoatesina – gira in rete, anche sotto forma di video. Riteniamo sia un bel modo per augurarci un sereno anno nuovo, non dimenticando mai il passato (sarebbe stolto) e non temendo il futuro. Le difficoltà, in tutti i campi, ci sono sempre: un passo alla volta si possono superare.

Buona lettura!

Non lasciamo spegnere la speranza

Nella stanza c’erano quattro candele accese. Intorno regnava un profondo silenzio, rotto solo dalla conversazione delle candele.

La prima disse: “Io sono la pace, ma gli uomini non riescono a mantenermi: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!”. Così fu, e a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.

La seconda affermò: “Io sono la fede: purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, e per questo motivo non ha senso che io resti accesa”. Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

Triste triste, la terza candela, a sua volta dichiarò: “Io sono l’amore: non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Essi odiano perfino coloro che più li amano, i loro familiari”. E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.

Proprio in quel momento, un bimbetto entrò nella stanza e vide le tre candele spente. Impaurito per la semioscurità esclamò: “Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese: io ho paura del buio!”. E scoppiò in lacrime.

La quarta candela, che era ancora accesa, mossa a pietà consolò il piccolo: “Non temere! Non piangere, bambino mio: finché io sarò accesa potremo sempre ridare vita allo stoppino delle altre tre candele. Io sono la speranza”.

Asciugandosi i lacrimoni, il bimbo prese la candela della speranza e, tirando un po’ su con il naso, accese le altre tre candele. E sorrise.

Foto | Pixabay

Categoria: Racconti e testi
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