Alla Graphe.it edizioni siamo sportivi, ma non tifosi. Non che ci sia nulla di male nell’essere tifosi di qualche sport o di qualche squadra! Vogliamo, però, condividere lo stesso con le nostre lettrici e lettori, una riflessione calcistica che abbiamo trovato interessante.
Mario Sconcerti, sul suo blog Lo sconcerto quotidiano, qualche giorno fa si è soffermato a riflettere su cosa stia succedendo nel calcio italiano. Da questo post stralciamo alcuni passaggi che riteniamo si possano adattare molto bene anche ad altre situazioni, culturale inclusa. Scrive Sconcerti:
Avendo per lavoro accesso alle opinioni di tanti mi è diventato chiaro che il calcio di oggi è soprattutto rancore. Non si gioca per nessuno, solo contro qualcuno. Nemmeno si vince per qualcosa, solo contro qualcosa […] Niente ha importanza: giudici, partite, risultati, moviole. Non c’è certezza. Conta solo la nostra fede. Hanno ragione i miei e torto gli altri. Per principio. In questa marea diveniamo sempre più volgari […] La gente pensa peraltro che in rete si possa diffamare chiunque. Non è così, resta un reato. Si usano regolarmente espressioni da trivio. Tutti offendono tutti proteggendosi con il nick name. Vecchio trucco, ormai smascherato ma non meno volgare. La cosa importante è offendere, ribattere, usare la forza verbale per schiacciare l’avversario invisibile. Siamo come tante sette religiose che non avranno mai un concilio a dire chi ha ragione. E come per tanti concili, ce ne fregheremmo comunque e continueremmo a sentirci nell’unico diritto possibile, il nostro.
Situazione triste che, probabilmente, le amiche e gli amici tifosi potranno confermare. Situazione che avviene anche, purtroppo, anche nel mondo dei libri, forse con toni meno accessi, ma non per questo meno preoccupanti. C’è chi dice che alcuni autori non vale nemmeno la pena leggerli e chi sostiene che un classico come Dante non debba più essere studiato a scuola dal momento che sarebbe razzista, islamofobo e omofobo (dimenticando che era un uomo vissuto settecento anni fa e con una sensibilità totalmente diversa dalla nostra). Non parliamo, poi, di quanto avviene nei blog e forum in cui si discute di lana caprina (vale a dire: “Ma quant’è bella la copertina!”) senza fare una lettura critica (e personale) di quanto viene proposto.
A volte, forse, sarebbe bello e stimolante poter parlare liberamente e serenamente di quello che si è veramente letto e di poter esprimere il proprio punto di vista, diverso da quello degli altri, ma pur sempre degno di rispetto. Concludiamo con una semplice frase, sempre di Sconcerti:
Non pretendo di essere capito.
Foto | vavva_92