A volte si tace perché quello che si ha da dire è doloroso; si tace anche con se stessi, perché non è vero che il dialogo interiore è facile. Però se, complice il sole d’autunno, ci si lascia andare allora si riesce a guardare meglio la realtà in faccia e si fanno confidenze e confessioni intime.
È quanto ci racconta la poestessa Anne de Noailles (1876-1933), come amava farsi chiamare Anne-Elizabeth, che nel suo salotto letterario ospitava d’Annunzio e Proust. Nella poesia Stavo zitta, avevo fatto voto… apre il suo cuore e racconta di sue profonde ferite.
Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slanio, a ogni sfogo,ma questa sera che il cielo d’autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?
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