Vivere per amare e più lunga è la vita, maggiore è la possibilità di amare. Afferma così l’uruguayana Delmira Agustini (1886-1914), considerata una delle poetesse e femministe più importanti nella letteratura latino-americana del XX secolo.
Nella poesie Quando l’amore esplode, Delmira Agustini proclama la “violenta marea” dell’amore che rompe gli argini, spazza via la malinconia, spezza le ali alla tristezza. In tal modo, “un azzurro minuto di sentimento” diventa un dono impareggiabile.
Quando l’amore esplode
Se la vita è amore, ch’essa sia benedetta!
Voglio aver più vita per amare! Oggi sento
che mille anni di idee non valgono
un azzurro minuto di sentimento.Il mio cuore s’estingueva in una tristezza lenta.
Oggi, fior di Cupido, s’apre alla luce.
La vita esplode come una violenta marea,
che la mano dell’amore ha armato.Oggi la mia melanconia s’avvia verso la notte,
triste e fredda, con le sue ali spezzate:
nell’ombra lontana essa svanisce,
come una chiazza di dolore antico…
E tutta la mia vita canta, bacia, ride!
E tutta la mia vita è una bocca in fiore!
Delmira Agustini ebbe un’intelligenza precoce. Fin da bambina si mostrò portata alla composizione poetica, tanto che i suoi primi versi risalgono a quando aveva appena dieci anni. Le sue prime pubblicazioni risalgono a quando non aveva ancora vent’anni. Eros, dio dell’amore, simbolizza l’erotismo ed è l’ispirazione per le poesie di Delmira Agustini sui piaceri carnali nonché il protagonista di molti suoi componimenti. In un periodo in cui tutto il suo mondo era dominato da uomini, lei approfondì la sessualità femminile
Si sposò con Enrique Jobs Reyes il 14 agosto 1913, ma il matrimonio si dimostrò fin da subito problematico, tanto che già un mese e mezzo dopo le nozze i due erano separati e divorziarono il giugno dell’anno successivo. A luglio di quello stesso anno venne uccisa dal suo ex marito, che poi si suicidò. Delmira Agustini aveva solo ventotto anni.
Foto | Tatiana Gerus