La pioggia riveste un grande fascino e ha molti “poteri”: rigenera e distrugge, pulisce e nasconde, mette malinconia e narra di vita futura. Ci sono molti modi di guardare alla pioggia: si può stare alla finestra a guardare quello che succede o lasciarsi cullare dai ricordi; si può usare la pioggia come “scusa” per fare altro e nascondersi dietro i muri d’acqua che cadono dal cielo oppure osservare la natura che si inchina alla forza che cade dal cielo.
Vede così la pioggia la poetessa Nujum al-Ghanim, degli Emirati Arabi Uniti: accadono molte cose mentre la pioggia bagna la terra, ritornano alla mente diversi ricordi – anche quello del primo bacio! – durante un acquazzone, ma lei, la pioggia, continua a cadere, a sommergere le strade, senza badare a nessuno.
Pioggia
Oggi il cielo si veste di grigio,
apre il suo nuovo ombrello sopra la sua calva testa,
e si cinge d’acqua.
Un’elegante signora che sfila con il suo abito come una cascata ghiacciata.
Nel frattempo, gli amanti mentono alle mogli
i bambini scappano dalle madri
sparando con le pistole dei loro occhi nello spazio.
E gli alberi,
anche gli alberi si inchinano
al tocco inatteso che restituirà loro
il calice della vita.
Oggi è il primo bacio d’amore
ancora una volta lo anticipiamo, come onde, o una pozzanghera
che inzuppa il corpo e ne ruba l’odore.
Oggi ho disperso le lettere e le poesie
e me sto seduta in attesa delle praterie
che un giorno ci hanno trasportati via
e non ci hanno svegliati sinora,
mentre fuori la pioggia sommerge le strade
senza badare a nessuno.
Nujum al-Ghanim è autrice di due raccolte di poesia La notte del Paradiso e Trasgressione. Il componimento Pioggia è tratto da Non ho peccato abbastanza. Antologia di poetesse arabe contemporanee, a cura di Valentina Colombo (Mondadori, 2011).
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