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Alicia Giménez Bartlett vince il Premio Planeta 2015

Alicia Giménez Bartlett vince il Premio Planeta 2015

Come da tradizione, la serata del 15 ottobre, festa di Santa Teresa, patrona degli scrittori e della Spagna, si è tenuta la cena/cerimonia di assegnazione del Premio Planeta 2015 (il Premio Planeta è un premio letterario spagnolo e, con un assegno di 601.000 euro per il vincitore, è il premio letterario più cospicuo dopo il Nobel per la letteratura). Ad aggiudicarsi il Premio Planeta 2015 è stata Alicia Giménez Bartlett per il suo romanzo Hombres desnudos.

I testi per partecipare al Premio Planeta sono presentati sotto pseudonimo e con un titolo che non è quello reale, in modo da non influenzare la giuria: il testo vincitore come titolo aveva Nubes de tormenta e come pseudonimo era stato scelto Toni Farga. Il romanzo di Alicia Giménez Bartlett verrà pubblicato il prossimo 3 novembre.

Hombres desnudos è un romanzo sociale, come ha spiegato la stessa autrice, e gira intorno a un docente licenziato e a una imprenditrice abbandonata da suo marito. Secondo la giuria, sono molto interessanti l’ambientazione e gli eccellenti dialoghi. Alicia Giménez Bartlett si è mostrata entusiasta della vittoria è ha voluto dedicare il premio a José Manuel Lara, ideatore del Premio nel 1952, e a Carmen Balcells, celebre agente letteraria catalana scomparsa recentemente.

Per il Premio Planeta 2015 sono stati inviati in tutto 468 manoscritti e il lavoro della giuria non è stato certo facile. In passato il Premio Planeta è stato abbastanza criticato perché a vincerlo erano spesso autori e/o autrici della casa editrice Planeta (che conferisce il Premio) mentre autori di altre case editrici si piazzavano per secondi. Inoltre, il sistema dell’anonimato non era sempre efficace perché i nomi reali trapelavano in anticipo.

Si tratta, comunque, di un premio importante e noi facciamo i migliori auguri ad Alicia Giménez Bartlett, in attesa di leggere il suo romanzo in italiano.

Foto | Facebook

Roberto Russo: @rrt71Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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