René Girard in una foto del 2007
L’accademico francese René Girard, eminente teorico chiamato “il nuovo Darwin delle scienze umane” è morto a 91 anni, negli USA. A darne notizia è l’Università di Stanford in cui ha insegnato per molti anni che in un comunicato scrive, tra l’altro: «Lo stimato professore francese di Stanfort, uno dei quaranta “immortali” della prestigiosa Accademia francese, è morto nella sua casa di Stanford questo mercoledì, dopo una lunga malattia». I suoi libri, tradotti in tutto il mondo, «hanno offerto una visione audace e vasta della natura, della storia e del destino umano», prosegue il comunicato.
René Girard ha iniziato la sua carriera come teorico della letteratura, affascinato da tutte le scienze sociali: storia, antropologia, sociologia, filosofia, religione, psicologia e teologia. «Ha avuto influenza su scrittori come il premio Nobel J. M. Coetzee e Milan Kundera, sebbene non abbia mai avuto la fama (spesso fugace) dei suoi colleghi strutturalisti, post-strututturalisti, decostruzionisti e altri» chiosa l’Università di Stanford.
Nato ad Avignone nel Natale del 1923, René Girard ha scritto molto sulla diversità e sull’unità delle religioni. Dopo aver studiato nell’École des Chartres, René Girard si è trasferito negli Stati Uniti nel 1947, dove insegnò in numerose università come Duke, Johns Hopkins e soprattutto Stanford e in quest’ultima ha terminato la sua carriera accademica nel 1995. Menzogna romantica e verità romanzesca è considerato il suo capolavoro (pubblicato nel 1961 e tradotto in Italia da Bompiani) in cui, a partire dalle pagine di romanzi occidentali di Stendhal, Cervantes, Flaubert, Proust e Dostoevskij, aveva desunto la «teoria del desiderio mimetico» la cui tesi centrale egli stesso ebbe a riassumere così: «L’uomo desidera sempre secondo il desiderio dell’Altro».
Secondo Roberto Calasso, suo editore italiano: «Girard è uno degli ultimi “porcospini” oggi sopravviventi, secondo la tipologia che Isaiah Berlin ha derivato dal verso di Archiloco: “La volpe sa molte cose, ma il porcospino sa una sola grande cosa”. La “sola grande cosa” che Girard sa ha un nome: capro espiatorio». La teoria del «capro espiatorio» è elaborata nel saggio Delle cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.
Molti dei suoi libri sono pubblicati in Italia da Adelphi.
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