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Il ragazzo immortale

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Di seguito un racconto di Mio Capitano

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Ieri passeggiando ho visto un ragazzo e ho pensato che fosse immortale. Quel ragazzo viveva venti, cinquanta o cento anni fa e sarebbe vissuto tra venti, cinquanta o cento anni. Magari non proprio lui, ma la figura sociale che rappresentava. Era un adolescente sui diciassette anni, alto e piuttosto goffo nell’aspetto, come se fosse cresciuto troppo in fretta e ciò gli avesse tolto eleganza o fluidità di movimenti. Aveva un look da aspirante poeta maledetto, i capelli lunghi e non troppo curati, il colorito pallido di chi non si espone troppo alla luce del sole perché preferisce rimanere nella sua stanzetta a rimuginare sulle ragazze che sembrano irraggiungibili o sui bulli che lo tartassano a scuola. Portava un paio di pantaloni goffi e sformati come lui e un camicione da hippy soft dell’era di internet. Guardandolo, si capiva che doveva aver gusti anticonformisti e dark. Probabilmente ascoltava gruppi musicali rumorosi e pacchiani a suo dire portatori di un sovvertimento estetico mai visto. Forse vedeva film lenti e pseudointellettuali che facevano venire il mal di pancia a quasi ogni suo coetaneo. Avrei giurato che era adepto di qualche movimento politico anticonformista, qualche gruppo superecologista che propugnava il ritorno alla natura e il rifiuto della civiltà consumistica. Mi è venuto da pensare che si fosse costruito quel personaggio cupo perché le ragazze e i compagni non si accorgevano di lui e allora, se il mondo non si accorge di te, è meglio che te ne costruisci uno su misura che spieghi perché te ne stai quasi sempre in camera tua a leggere libri.

Diversi anni fa avevo un amico che assomigliava in maniera impressionante, anche fisicamente, al ragazzo immortale che ho visto per strada. Era alto e goffo, ascoltava musica vomitevole che spacciava per avanguardia. Contestava tutto il contestabile e anche di più. Faceva progetti assurdi di utopista ottocentesco. Ricordo che dalle nostre parti c’era un palazzo disabitato, in rovina ma frequentabile, e il mio amico, immortale a sua volta, proponeva di farne una scuola di ripetizione per bambini bisognosi (ossia per quasi tutti i bambini delle nostre parti).

Guardando il ragazzo goffo e pallido ho pensato al mio antico amico e a tanti altri ragazzi simili che sarebbero venuti.

Categoria: Racconti e testi
Mio capitano:

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