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Penitentiagite

Luca esordisce così: “Buongiorno a tutti sono Luca, Orko patavino (sulla mia Orkità, magari aprirò un capitolo a parte un’altra volta oppure sarete così carini da approfondire la cosa visitando il mio blog… se non è marketing questo!) Ciò premesso, ho 53 anni, sono separato e “single di ritorno”, libero professionista. Mi occupo di consulenza operativa verso le aziende (una cosa urfida, vi assicuro). Vivo a Padova e oltre al mio lavoro mi diletto di scrittura, cucina, fotografia, arte, musica, viaggi, sport (poco) e BDSM (non necessariamente nell’ordine)”.

Come mai hai deciso di aprire il blog Penitentiagite?
Questo è il mio terzo blog: il primo è ancora online, si chiama Orkolandia ed è nato per raccogliere i miei racconti e le mie poesie. Purtroppo però, essendo io molto pigro, ho finito per dilatare troppo gli spazi temporali tra una pubblicazione e l’altra facendo perdere interesse ai miei venticinque lettori e perdendo a mia volta interesse per il blog stesso.
Verso la metà del 2006 ho aperto un secondo blog (Esotica compostezza) per trattare, in prevalenza, argomenti correlati al BDSM e per pubblicare quelle storie che mi sembravano poco consone a comparire su Orkolandia.
Questo secondo blog mi è stato cancellato manu militari a fine 2006 per motivi che ancora ignoro, anche se più o meno intuisco.
Arriviamo così a Penitentiagite.
Il blog, al di là della data ufficiale di creazione, ha iniziato a essere attivo nel gennaio 2007 e da allora, censura permettendo, ha continuato a crescere fino a oggi.

Cosa contiene?
Come facilmente intuibile Penitentiagite riprende i temi che avevo trattato su Esotica compostezza.
Vale la pena di aprire una parentesi. Con la fine del 2006 termina, per me del tutto inopinatamente, una relazione in cui avevo investito moltissimo e di cui il mio blog e quello di lei erano stati testimoni e in qualche modo piazze telematiche. Probabilmente proprio per questa sua funzione pubblica, alla rottura è immediatamente succeduta la cancellazione da parte sua del blog. Così ho deciso di scrivere una sorta di cronaca di quella relazione pescando dai miei e dai suoi ricordi e riportando tutto all’interno di Penitentiagite alla voce “una storia esemplare”.
Al di là di questa contingenza, il blog nasce dalla voglia di far capire anche a chi nulla sa di BDSM che avere pulsioni di un certo genere non ti qualifica certo come pervertito e come maniaco ma che, semplicemente, esistono infinite sensibilità e infiniti modi di essere se stessi.
Amo definirmi “ossimorico” perché mi piace spiazzare l’interlocutore giocando sulle antinomie e sulla sostanziale inutilità degli schemi nel processo cognitivo dell’altro. E così mi definisco Orko e Oscuro, sebbene di crudele e selvaggio o di cupo in me ci sia ben poco, semplicemente per sollecitare chi mi legge a guardare oltre l’apparenza delle cose.
Poco a poco Penitentiagite mi ha preso la mano e, nonostante il BDSM abbia ancora un peso rilevante nel complesso dei temi trattati, ho via via aggiunto altre sezioni, poesia, cucina, luoghi dell’anima e così via fino alla recente decisione di far confluire qui il contenuto di Orkolandia, così da avere un unico blog da seguire e che dia di me una visione più “olistica”.

Che riscontri hai avuto con i lettori?

È sempre difficile valutare l’apprezzamento altrui: perché la maggior parte dei lettori non lasciano traccia del loro passaggio, perché il mio interesse per il BDSM, di cui non faccio mistero, crea un’oggettiva barriera che molti non accettano di superare e infine perché, in genere, chi legge e apprezza tende a compiacere l’autore senza esprimere quasi mai dei giudizi critici su suoi scritti.
In linea di massima posso dire che, indifferenti a parte, provoco una certa “radicalizzazione” delle posizioni: i giudizi, in genere, o sono lodi sperticate o sono violenti attacchi spesso più alla persona (che peraltro non conoscono) che al contenuto del post.
A ogni modo ritengo che oltre 70.000 contatti in circa 15 mesi siano un buon successo, considerando appunto che molti leggono BDSM nel profilo e nemmeno entrano nel blog.

Da quanto tempo scrivi e quali sono i tuoi soggetti preferiti?
Scrivo da sempre, ma sono molto pigro e ho una pessima calligrafia. Può sembrare cosa da poco ma, fino all’avvento del PC, lo scrivere per me era una vera e propria fatica fisica per cui, di fatto, diciamo che scrivo con una certa regolarità da una decina di anni.
Fin da ragazzo mi hanno sempre dato del “grillo parlante” e così una delle linee di scrittura in cui mi piace avventurarmi è quella del commento critico, del ragionamento della spiegazione o argomentazione che dir si voglia (il blog ne è pieno).
Da un punto di vista narrativo, invece, credo di essere fortemente influenzato dal simbolismo, le mie storie sono quasi sempre al confine tra reale e surreale e anche laddove descrivo avvenimenti di cui sono stato protagonista, noto una certa qual ricerca di simbolismo e un tentativo di dare una lettura allegorica agli avvenimenti.

Cosa rappresenta per te la scrittura?
Amo parlare e amo scrivere, la scrittura per me è uno strumento espressivo fondamentale, ma come non amo parlare da solo, così non sono interessato a scrivere per me. Voglio dire, non sono pervaso dal sacro fuoco della scrittura, non sono un Pessoa che riempie cassapanche di manoscritti senza nemmeno pensare di pubblicarli. A ben pensarci probabilmente è stato proprio internet a dare una spinta sostanziale alla mia voglia di scrivere. Ancora prima della comparsa dei blog, la possibilità di far leggere a persone diverse i miei racconti ha, probabilmente, incentivato la mia voglia di scrivere.

Cosa rappresenta per te il BDSM?
Per me il BDSM è solo un lessico, un linguaggio che può essere utilizzato proficuamente tra persone che lo parlano entrambe. È un modo per comprendersi meglio, un terreno comune su cui confrontarsi e completarsi. Devo dire comunque che per me non è MAI un fine ma solo un mezzo per raggiungere una forma più intima e profonda di complicità, il che vuole anche dire che se dovessi incontrare una donna che non condivide questa modalità, ma per cui provassi un reale interesse, potrei rinunciarci senza particolare difficoltà

Quando hai iniziato ad avvicinarti a questa “pratica” (se poi di pratica si può parlare)?
Diciamo che in qualche modo è qualcosa che mi appartiene da sempre anche se sono di natura mite e dolce. Fin da ragazzino ho avuto fantasie di dominazione, ma le avevo catalogate come il naturale sfogo di una sessualità ancora frustrata. Una decina di anni fa mi è capitato di vivere, in modo del tutto inaspettato, un’esperienza di dominazione che mi ha aperto gli occhi su questo mondo. Mi ritengo molto fortunato perché tale esperienza è stata condivisa e gradita da entrambi, permettendomi così di comprendere come non ci fosse nulla di “patologico” in questo aspetto della mia personalità.
Non voglio affermare con ciò che il BDSM sia sempre e comunque legittimo, ma semplicemente che esiste il modo di viverlo nel totale rispetto reciproco.

Come vivi questa tua passione nei rapporti interpersonali?
Se parliamo di rapporti interpersonali in generale, nulla del mio comportamento può far sospettare questa mia inclinazione se non il fatto che tendo comunque ad assumere posizioni di leadership anche se non le cerco e anche se di norma nemmeno ne sono interessato. Come si suol dire in modo scherzoso: “sono come l’olio”, tendo ad emergere.
Se invece parliamo della donna con la quale divido questo genere di esperienza, devo dire che non sono particolarmente “schiavo” della forma. Amo essere me stesso con le mie tenerezze e le mie attenzioni, il piacere di questo gioco sta, almeno per me, appunto nel contrasto tra una sostanziale tenerezza di fondo e alcuni momenti in cui tale tenerezza lascia il posto all’arbitrio e alla dominazione sia mentale che fisica. Sai che fatica altrimenti!

Categoria: Blog & Web
Valeria:

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