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A chi inviare il nostro manoscritto

I gentili amici della Graphe.it Edizioni mi hanno chiesto di scrivere due righe su come inviare un manoscritto a una casa editrice.

Sembrerebbe inutile specificare lo scopo di un’operazione di questo genere, ovviamente finalizzata alla ricerca di un’eventuale futura pubblicazione (a sua volta finalizzata al nostro ancora più eventuale e molto più futuro successo editoriale). Dico sembrerebbe, ma in realtà non è sempre detto che chi spedisce un manoscritto lo faccia avendo le idee chiare.

Cerchiamo allora di chiarircele un attimo, queste idee, e mettiamo prima di tutto in evidenza i motivi per cui stiamo spedendo un manoscritto a un editore:

Motivi per inviare un manoscritto a una casa editrice

  • Essere pubblicati.
  • Trovare dei lettori.
  • Guadagnare dei soldi.
  • Aumentare il nostro prestigio come scrittori.

Andare alle feste col nostro libro sotto braccio e rimorchiare.

Ovviamente ci possono essere anche altri motivi, ma se state cercando un editore per un romanzo credo di aver elencato tutti i principali. Insomma, se le cose stanno così, ne consegue che ci sono alcune situazioni che dovrete attentamente evitare nel momento in cui vi mettete in testa di cercare un editore. Tra cui:

  • Non essere pubblicati.
  • Non essere letti da nessuno.
  • Rimetterci dei soldi di tasca vostra.
  • Peggiorare il vostro (presunto) prestigio di scrittori.

Mi pare che già così dovremmo avere le idee più chiare: perché contattare un editore che sicuramente non ci pubblicherà? Sarebbe inutile, vero? E pubblicare a pagamento, rispecchia le nostre effettive ambizioni? Non mi pare. Ancora: se anche ci pubblicano, ma poi nessuno leggerà il nostro libro, che senso ha avuto farlo?

E non è solo una questione di arroganza da autore emergente che si crede chissà chi: è anche una questione di correttezza. Nel momento in cui si decide di intraprendere un percorso editoriale, quello che facciamo è a tutti gli effetti un lavoro. Come è d’obbligo rispettare il lavoro degli altri (e non rompere cioè le scatole a centomila editori tempestandoli di richieste e telefonate) è assolutamente indispensabile pretendere che anche gli altri rispettino il lavoro nostro.

E va bene. Non pretendo ovviamente di avere ragione su tutta la linea, ma spero almeno di aver chiarito il mio punto di vista. Chiudo allora questo breve articolo una sorta di algoritmo che vi dirà – passo dopo passo – come faccio io a decidere a quali editori inviare i miei manoscritti.

C’è il piccolo problema che in genere ricevo solo risposte negative… ma per quello non posso farci niente: magari voi avrete maggiore fortuna.

Come scegliere quali editori contattare:

  • Fate una ricerca su Internet, e cercate tutti gli editori italiani che pubblicano libri identici a quello che voi desiderate proporre. Inutile mandare un thriller a chi pubblica solo storie d’amore: non saprà cosa farsene e vi scarterà a priori, senza nemmeno leggervi.
  • Il discorso sugli editori a pagamento andrebbe approfondito: la pubblicazione con contributo potrebbe andar bene per un testo universitario o in determinati ambiti lavorativi (in poche parole: se il libro vi serve). Nel caso della narrativa, io personalmente evito di contattare editori che chiedono soldi ai loro autori, e il mio consiglio è di fare altrettanto.
  • Andate in libreria, e chiedete gentilmente di vedere qualche libro degli editori che avete selezionato. Se potete almeno ordinarli (vi dicono cioè che il libro esiste e che può arrivare) allora ok, altrimenti cancellateli dalla lista. Io vorrei un editore che renda i miei libri effettivamente reperibili, voi fate come preferite.

È anche vero che in alcune regioni ci sono realtà di micro-editoria molto attive, oneste e con buoni contatti con editori più grandi, che magari si trovano solo in alcune librerie selezionate. Questi editori possono andare bene (sempre che non siano a pagamento) però andrebbero valutati caso per caso e – ovviamente – in questa sede è impossibile.

  • Telefonate alla redazione degli editori che vi sono rimasti. Chiedete se il vostro libro può interessare e le eventuali modalità di invio. Cercate di strappare il nome di un redattore, così da indirizzare il pacco direttamente a lui: magari, in questo modo, prima di buttarlo al secchio almeno uno sguardo glielo daranno.
  • A questo punto avrete un elenco definitivo di editori che non chiedono soldi, pubblicano libri come il vostro, arrivano in libreria e sono disposti (almeno in teoria) a valutare il vostro lavoro. Potreste rendervi conto di essere rimasti con una lista di 6 o 7 indirizzi contro le migliaia di editori italiani a disposizione… e questo è ottimo: magari l’editore non lo troverete in ogni caso, ma per lo meno avrete risparmiato un po’ di soldi.

Simone Maria Navarra è autore de
Io scrivo. Manuale di sopravvivenza creativa per scrittori esordienti
Delos Book 2009, pagine 150, euro 14,00

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