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La pagina 69 de “La scuola dei giochi segreti”, di Rebecca Coleman

Distolsi lo sguardo.

Persino la rubrica di moda sul quotidiano era invasa da articoli riguardanti le ripercussioni del rapporto Starr. Zach aveva ragione: era inevitabile. Voltai quelle pagine offensive in fretta, affinché non lo ispirassero e inscenare un altro numero comico. Al loro posto, optai per la rubrica viaggi.

Scappate da Washington, suggeriva.

Alzai gli occhi al cielo, poi li posai su Zach. Era chino sulla sega elettrica, sulla cui lama stava roteando i listelli di compensato, con le dita sospese al limite della griglia protettiva di plastica. I muscoli armoniosi dei suoi bicipiti guizzavano e danzavano.

Tornai con l’attenzione alla fuga da Washington.

Quella notte feci un sogno.

Ero bambina e stavo uscendo in giardino per raccogliere i mirtilli. Su entrambi i lati del sentiero, gli alberi erano verdi e robusti; un campo incolto si estendeva davanti a me, come un paesaggio lunare di terra bruna. Mi accovacciai accanto al cespuglio e cominciai a coglierne i frutti dai ramoscelli più bassi, dove erano maturati prima, divorandoli avidamente. Il loro succo tingeva di violaceo i miei polpastrelli e l’orlo del mio vestito.

All’improvviso sentii una voce maschile; si rivolgeva a me in tedesco con fare amichevole. Sollevai lo sguardo, ed ecco Zach Patterson in piedi dall’altra parte del cespuglio, che mi parlava sorridendo. Riuscivo a capirlo perfettamente, e nonostante stessi sognando una piccola parte di me se ne meravigliò. Non risposi e continuai a mangiare, rimpinzandomi di mirtilli e facendo cadere quelli troppo sfatti sulla punta dei miei sandali.

Judy, ti stai sporcando un bel po’, mi rimproverò lui canzonandomi, sempre in tedesco.

Lo guardai distrattamente senza dire niente.

***

Il libro (dal sito della casa editrice): Maryland, tardi anni Novanta. Nel cortile di una scuola steineriana, tra precetti di Rudolf Steiner, insegnanti irreprensibili e sciami di adolescenti, avviene l’incontro fra chi invece avrebbe solo dovuto sfiorarsi. Lei, Judy McFarland, è una maestra d’asilo quarantatreenne che da tempo ha rinunciato a se stessa, costretta fra i propri sogni arenati e una livida vita coniugale; lui, Zach Patterson, è uno studente di sedici anni dalle maniere impertinenti, diviso tra una madre incostante e la gran fatica di essere il nuovo arrivato in città.

Se il passo dall’amicizia a una relazione è breve, l’ossessione che li travolge è una caduta vertiginosa in un abisso di oscuri ricordi.

La scuola dei giochi segreti è una spiazzante storia di frustrazione, solitudine, di un desiderio che priva della ragione.

Rebecca Coleman
La scuola dei giochi segreti
traduzione di Marina Calvaresi
Dalai editore, 2012
ISBN 978-88-6620-672-9
pp. 352, euro 9,90

Graphe.it: @graphedizioni“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)

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