Cinzia Mammoliti, I serial killer dell’anima
I ragazzi che avevo frequentato prima erano molto meno maturi, grezzi, pessimi conversatori e ascoltatori anche peggiori. Lui era diverso.
Nella foga della conversazione mi aveva colpita la sua educazione. Continuava a scusarsi gentilmente quando gli capitava di interrompermi ed era molto discreto nell’investigare sul mio passato. Prima di scendere dalla macchina mi sollevò delicatamente il mento per darmi un lunghissimo e dolcissimo bacio. Da allora non ci staccammo più.
Mi cercò il giorno dopo, poi il successivo e quelli a venire, e ogni telefonata o incontro con lui si rivelavano un concentrato di momenti meravigliosi e indimenticabili. Ho sempre avuto un carattere molto forte, fin da bambina, quindi era difficile per me non prevaricare gli altri, ma lui sapeva prendermi in una maniera particolare. Bloccava la mia irruenza con dolcezza, mi faceva dimenticare la mia aggressività e riusciva ogni volta a farmi ragionare portandomi a considerare ogni punto di vista possibile per non imporre con prepotenza le mie posizioni. Ci frequentavamo come coppia da circa tre mesi, quando mi propose di andare a conoscere i suoi genitori.
Erao un po’ emozionata e il passo mi sembrava effettivamente un po’ prematuro, ma era tale l’entusiasmo di aver incontrato l’uomo della mia vita che decisi di non assecondare i miei timori ed entrare maggiormente nella sua vita, tanto più che avevo deciso che sarebbe stato il mio compagno definitivo.
I suoi ci aspettavano a pranzo una domenica di aprile. Avevamo riso molto insieme fantasticando su quell’appuntamento. La storia con l’ultima donna che aveva portato da loro risaliva a più di dieci anni prima e anche lui, come me, da allora non aveva avuto relazioni particolarmente significative.
Non si trattò, però, di una bella sorpresa.
Mi immaginavo due persone simili a S., invece mi si presentò davanti una donnina molto minuta e col visto dall’espressione provata, una depressa a prima vista. Il padre, invece, era un uomo rozzo e corpulento decisamente burbero. Mi aspettavo in effetti un’accoglienza più calorosa e cercai di interagire come meglio potevo in un contesto che trovavo imbarazzante per il silenzio di tomba con cui eravamo stati ricevuti. Ma la sorpresa peggiore doveva ancora arrivare. Dopo aver sostenuto quella spiacevole situazione per neanche mezzora, S. si trasformò letteralmente sotto i miei occhi e con fare sprezzante e maleducato iniziò a inveire contro entrambi i genitori.
«Certo che fate schifo», esordì. «Vi porto a casa la mia donna e anziché far festa dato che mi accusate di non prendere mai le cose sul serio sembrate parati a lutto». Il tramezzino che mi ave[vano servito come antipasto mi si bloccò in gola.]
I serial killer dell’anima
Il libro (dal sito della casa editrice): Chi sono i serial killer dell’anima? Come agiscono? Perché certi uomini si presentano in un modo e poi si rivelano completamente diversi? Cosa induce molte donne a farsi maltrattare? Perché a fronte di molestie, umiliazioni e vessazioni costanti anziché fuggire rimangono accanto al loro persecutore?
Spesso il crimine non viene neppure denunciato perché compiuto proprio dalle persone che più si amano e che si sentono così autorizzate a continuare a delinquere nel silenzio di chi viene abusato.
Il più delle volte infatti le vittime non prendono in considerazione le proprie esigenze e i propri diritti, ma consentono al manipolatore di molestarle, opprimerle, umiliarle. Paure e sensi di colpa inutili concorrono poi a peggiorare la situazione, e la vittima cade in relazioni dolorose e destabilizzanti dalle quali liberarsi rappresenta, a volte, un’impresa titanica.
Questa guida affronta con stile chiaro e diretto un argomento ancora poco dibattuto in Italia, fornendo gli strumenti per combattere la violenza psicologica.