Secondo Matteo Renzi, Walter Veltroni dovrebbe lasciare la politica e dedicarsi alla scrittura. Dai microfoni di Radio 2, infatti, il sindaco di Firenze manda a dire a Veltroni:
Direi che i successi maggiori li ha avuti come romanziere. Gli auguro tanti romanzi belli per il futuro.
Non entro nel merito dell’agone politico (che di recente brilla per inconsistenza e mancanza di originalità), né mi soffermo sul fatto che Matteo Renzi ha scritto alcuni libri (che non hanno avuto successo come quelli di Veltroni, ma questo è un altro discorso). Quel che mi preme sottolineare è che i libri possono cambiare il mondo, al di là e, spesso, più della politica.
La Bibbia, le Upaniṣad e il Corano sono tre esempi illustri di come un libro possa influire sul mondo. E che dire della Summa Theologica di san Tommaso d’Aquino (1225-1274) o del Malleus Maleficarum (1486) di Heinrich Kramer e Jacob Sprenger che ha cambiato così tanto il mondo da far credere all’esistenza delle streghe?
Vogliamo andare sul politico in senso stretto? Il Principe (1513) di Niccolò Machiavelli, Il manifesto del partito comunista (1848) di Karl Marx e Friedrich Engels, il tremendo Mein Kampf (1925) di Adolf Hitler, il cosiddetto Libretto rosso di Mao (Citazioni dalle Opere del presidente Mao Zedong – 1966).
E ancora possiamo citare I diritti dell’uomo (1791) di Thomas Paine che afferma che un popolo deve rovesciare il regime che non è in grado di salvaguardare i diritti dell’individuo e gli interessi della nazione (e qui esorto tutti i politici a tenerlo sul comodino e a rileggerselo!); Sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita (1859) di Charles Darwin; Il secondo sesso (1949 – pubblicato in Italia nel 1961) di Simone de Beauvoir, una delle opere più importanti del pensiero femminista.
L’elenco potrebbe continuare a lungo (il professor Paolo Petitto ne cita novantasei di libri che, in un modo o nell’altro, hanno cambiato il mondo)
Non voglio certo dire che i libri di Walter Veltroni hanno cambiato il mondo e, ripeto, non sto qui a farne una questione di preferenza politica. Forse sbaglio, ma nell’invito di Matteo Renzi a Walter Veltroni leggo una nota di beffarda sufficienza, quasi a dire: “Tu scrivi i libri, che la politica è altro”. Se tutti i politici italiani leggessero libri (e dico leggere, non scrivere…) il Bel Paese probabilmente non sarebbe a questo punto.
Auguro quindi a Matteo Renzi, a Walter Veltroni e a tutta la classe politica di leggere “tanti romanzi belli per il futuro”. Ne guadagnerà l’Italia (e magari non saremo più costretti a sentire insulsaggini grammaticali dalle loro bocche…)
Foto | ho visto nina volare