John le Carré compie oggi ottantuno anni. David John Moore Cornwell, questo il suo nome vero, è nato infatti il 19 ottobre 1931 a Poole, città del Regno Unito.
Celebre per i suoi romanzi di suspence e spionaggio ambientati durante la Guerra Fredda è stato lui stesso un agente segreto del Secret Intelligence Service, l’agenzia di spionaggio per l’estero della Gran Bretagna. A seguito della fine della Guerra Fredda sembrava che la vena creativa di Le Carré fosse terminata, invece lui riesce ad adattare il tema dello spionaggio a nuove necessità.
Autore di molte opere, ha avuto il privilegio (o forse lo svantaggio, vai a sapere) di vedere l’adattamento cinematografico di alcuni suoi romanzi, come, per citarne solo due, Il sarto di Panama (del 2001 con Pierce Brosnan, diretto da John Boorman) e Il giardiniere tenace (al cinema nel 2005 per la regia di Fernando Meirelles con il titolo The Constant Gardener – La cospirazione; interpreti sono Ralph Fiennes e Rachel Weisz, premiata, per questo film con l’Oscar alla migliore attrice non protagonista). In alcuni film tratti dai suoi libri le Carré ha collaborato alla sceneggiatura. In questa veste lo troviamo anche nel teledramma Fine della corsa del 1970.
Nel suo corpus letterario figura anche il cosiddetto ciclo di Smiley, protagonista di cinque suoi romanzi e personaggio secondario in altri tre romanzi.
A proposito della lettura e degli autori che ognuno preferisce, in un articolo dal titolo John le Carré, elogio del dottor Watson apparso sul Corriere il 5 dicembre 2004, lo scrittore afferma:
Nessuno studio accademico, grazie al cielo, nessun importante trattato steso dalla burocrazia letteraria, riuscirà mai a spiegare perché amiamo la voce di uno scrittore più di un’ altra. In parte ciò è dovuto alla fiducia che nutriamo per un narratore, alle sue buone o cattive maniere, alla sua autorità o mancanza d’ autorità. E un poco anche alla bellezza, ma non tanto quanto ci piacerebbe credere. Da lettore sono certo che o si viene agganciati subito, o mai più, ed è per questo motivo che molti libri sui miei scaffali sono stati misteriosamente abbandonati dopo la pagina 20. Ma se soggiaccio al fascino di uno scrittore, non lo abbandono più.
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