[In primo luogo, c’era il pericolo che una volta uscito dalle mani del suo proprietario il biglietto potesse perdersi, o] che qualcuno potesse impadronirsene. In pratica era un assegno “al portatore”, che chiunque poteva riscuotere! Fatti del genere, per quanto rari, si erano già verificati e non era il caso di correre rischi.
Un’altra ragione riguardava i costi. Secondo l’avvocato Zoppi, un notaio le avrebbe chiesto un mucchio di soldi: l’otto, o addirittura il dieci per cento dell’intera vincita. Aveva guardato la cliente con il suo sorriso vagamente ironico:
«È vero, – le aveva chiesto, – ciò che mi ha detto il mio amico Alessandro, che la vincita è superiore ai venti milioni?»
Nadia era rimasta in silenzio e lui, allora, si era risposto da solo: «Dunque è vero».
Aveva scosso la testa: «Due milioni per il notaio mi sembrano troppi». Tanto più, aveva aggiunto, che il suo compito come intermediario si sarebbe fermato lì, al passaggio dei soldi dall’ente di gestione delle lotterie alla banca indicata da Nadia. Aveva spalancato gli occhi e allargato le mani. Aveva detto: «Venti milioni in un conto corrente! Un’enormità». O forse, si era poi corretto, una bestialità. Mentre pronunciava quelle parole si era fatto serio. Aveva spiegato alla nostra protagonista:
«È come se una ditta di traslochi le scaricasse i mobili e le altre suppellettili davanti alla sua nuova casa, lasciandoglieli in mezzo alla strada. Secondo lei, – le aveva chiesto, – un servizio del genere può valere due milioni di euro, che è quanto alla fine le costerebbe?»
Si era sporto in avanti sulla scrivania, per avvicinare il suo viso al viso di Nadia. «Ciò che io invece sono in grado di offrirle, – le aveva spiegato, – è una prestazione [completa, di assistenza nella fase di riscossione e poi di consulenza nella fase seguente, quando si tratterà di dare ai suoi soldi una sistemazione definitiva».]
***
Il libro (dal sito della casa editrice): «C’era una volta: diciamo qualche anno fa, una ragazza seduta davanti a una scrivania». Cosí comincia il nuovo romanzo di Sebastiano Vassalli, c’era una volta… Ma il tempo della sua favola moderna non è quello in cui gli incantesimi stregavano le principesse: «una volta», qui, è un tempo vicinissimo, cosí vicino da somigliare al presente, dove il principe arriva sotto forma di un assegno a sei zeri. Una favola lieve e nerissima sul potere sterile del denaro, che ci lascia intravedere un Oltre, al di là delle rovine, che nemmeno la letteratura può raccontare.
Sebastiano Vassalli
Comprare il sole
Einaudi, 2012
ISBN 978-88-06-21295-7
pp. 192, euro 18
disponibile anche in eBook: euro 9,99