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La ricetta del cuore in subbuglio, di Viola Ardone

Mio padre disse che la QUESTIONE l’avrebbero risolta in un altro momento e che non era il caso di fare questa sceneggiata per una fesseria davanti alla creatura, anima di dio.

Mia mamma si mise a gridare che tutto quello che per lei era importante per lui era una fesseria. Andò vicino al fornello, prese il ruoto della pasta al forno con la besciamella e lo sbatté sopra al tavolo. Allora mio padre uscì dalla cucina con i piedi pesanti e urtò vicino al tavolo e il ruoto cadde per terra. Io e Daina ci guardavamo in silenzio, mentre il nostro pranzo preferito si spiaccicava sulle mattonelle della cucina.

A quel punto non c’era più niente da fare, perché io lo sapevo che non mi facevano MAI mangiare le cose da terra. Ma Daina non lo sapeva e infatti si avvicinò al ruoto e cominciò a leccarlo.

Ma aveva fatto una mossa sbagliata. Io lo so che in questi casi la cosa migliore è nascondersi da qualche parte e fare un gioco silenzioso, tipo le imitazioni dei pesci. Ma Daina era la prima volta che veniva a casa nostra e certe cose non le sapeva e fece questo errore. Mia mamma come una pazza prese una scopa, corse contro il cane e gliela suonò in testa impedendogli di mangiarsi neanche un maccherone. Daina iniziò a scappare per tutta la casa mentre mia mamma lo rincorreva con la scopa. Lui era sempre più impaurito e cominciò a salire sul divano, sulla poltrona, sul tappeto. Poi si nascose sotto al tavolo e non voleva uscire più. Intanto correndo correndo aveva inzaccherato col muso sporco di besciamella tutto il pavimento e anche il divano verde a fiorellini gialli e blu.

Allora in salotto venne mio padre, che prese il cane per il collare e piano piano lo fece uscire da sotto al tavolo. Daina però continuava a tremare e, povera bestia anima di dio, non era colpa sua se alla fi ne se la fece sotto. Allora mia mamma abbandonò la scopa e se ne fuggì in camera da letto e chiuse la porta. Mio padre allora pulì la pipì di Daina con la pezza e disse: Ci siamo intossicati pure la domenica. Poi si mise il giaccone e uscì con Daina, che aveva la coda nascosta in mezzo alle gambe.

Fecero il silenzio per molti giorni.

***

Il libro (dal sito della casa editrice): Dafne è architetto, vive a Milano, è sicura di sé e indipendente, e cerca questa cura nelle leggi e nei simboli della matematica, provando a calcolare gli algoritmi delle emozioni. Ma la sua infanzia è rimasta nascosta da qualche parte. Non ha ricordi. Qualcosa si è incastrato in lei. La sua analista le suggerisce di voltarsi indietro per cercare quella bambina che si è perduta dentro di lei, di tenerla per mano e di provare ad ascoltare la sua voce…

Attraverso il filo dei ricordi, la Dafne adulta ritrova la Dafne bambina, la sua città, Napoli, la sua famiglia. Non sarà facile questo incontro, perché quello che Dafne bambina ha da raccontare è ora commovente e tenero come il dolce della domenica, ora inquietante, come un incubo in una stanza buia… e sarà proprio laggiù, in un’infanzia che ha i colori, i sapori e i suoni del Sud, che Dafne scopre una ricetta, semplice ed efficace come quelle imparate dalle nonne. Una ricetta semplice e speciale per guarire dalla nostra inadeguatezza, per ascoltarsi, capirsi, affrontarsi e, ogni tanto, anche perdonarsi.

Viola Ardone
La ricetta del cuore in subbuglio
Salani, 2012
ISBN 9788862569200
pp. 256, euro 14,90

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